lunedì 17 novembre 2025

Insieme - oltre



E' questo l'unico mondo possibile? E' questa società, questo sistema è l'unico modo dove ci è consentito vivere, dove ci è consentito sopravvivere? Bisogna confrontarsi con queste domande per poter andare oltre, verso nuovi mondi possibili. E' vero quello che ha detto la Tatcher che non c'è alternativa? O quando Mark Fischer, ormai scoraggiato, pronunciò la celebre frase, è più facile che scompaia la razza umana che il capitalismo? Tutto questo confuso progresso che mira solo al profitto a discapito delle classi subalterne, con l'accellerazione della tecnologia e l'IA dopo aver distrutto la forza del movimento dei lavoratori, ha tolto alla maggioranza delle persone anche la capacità di pensare con la propria testa, il pensiero critico, questo capitalismo semiotico porterà alla scomparsa dell'Umanità, così come l'abbiamo intesa noi fino ad ora se non operiamo insieme ed apriamo nuovi sentieri da percorrere. Questo fascismo trumpista ha conquistato la maggioranza dei bianchi depressi perchè funziona come cura aggressiva per la depressione. Siamo posseduti da questi continui segnali e messaggi di un marketing non neutrale poiché il capitalismo contemporaneo mira al mantenimento dello status quo e sente sempre la necessità di aggiornare il consenso e impedirci di immaginare un futuro giusto. Visioni e utopie. Mi viene in mente il genio di Brian Eno, quando agli inizi degli anni 80, esplorò mondi musicali diversi tra loro, oceani di suono dove le note sono onde di uno stesso mare. Ha immaginato e messo in atto le diverse musiche presenti nel mondo, pubblicando una serie di dischi che ha chiamato Possible music. In uno stile unico ha unito sonorità sperimentali elettroniche, proprie della cultura musicale avant-garde occidentale, con le sonorità primitive e le musiche del terzo mondo. Le ha chiamate musiche del Quarto Mondo, Fourth World, avvalendosi della collaborazione di eccelsi musicisti tra i quali il grande Jon Hassell, trombettista, già collaboratore dei Talking Heads. Ebbene si, l'artista comprende prima degli altri la spinta al mutamento poiché si accorge che il mondo così com'è non è perfetto. The times they are a changing, era il 1964 quando Bob Dylan compose questo brano. I tempi stanno cambiando e le manifestazioni a sostegno della Flottilla sono state un segno inequivocabile che la gente non ne può più. Il potere incrinato dalla piazza, dal basso, dai movimenti di base, dalle comunità popolari e reti sociali, fuori dai partiti e sindacati, per reinventare un modo di operare condiviso attraverso pratiche di resistenza per ritornare a vivere insieme. Esiste nei vari angoli del mondo una galassia di micro movimenti, tra i quali un bell'esempio sono i NoTav, un movimento che vede la sua nascita nel 1995 con la grande manifestazione del 2 marzo a Torino, quest'anno è stato il trentennale! I NoTav sono tra i più importanti movimenti in Europa per la difesa del territorio, contro la inutile e devastante linea ferroviaria Alta Velocità Lione Torino. Persone di diversa età e cultura hanno ricominciato a parlarsi, a confrontarsi, a promuovere azioni di protesta e di convivialità, a ricomporre relazioni e ricostruire il tessuto sociale. In tutti questi anni di movimento hanno dimostrato che è possibile avere un altro sguardo sul mondo, diverso dalla sopraffazione e dallo sfruttamento del liberismo finanziario. E' importante poiché serve per dimostrare che è possibile creare qualcosa di diverso da questo capitalismo che si riproduce con le guerre poiché è l'unico modo in cui può sopravvivere. Guerre tra Stati, guerre interne tra fazioni per accaparrarsi più potere, guerre a difesa della democrazia, guerre per la pace. Questa Europa che boicotta gli incontri per la pace in Medioriente o in Ucraina ( il vero stato narcos ) è quanto di più ignobile ci sia contro la storia e la cultura europea. Grazie a Ursula, con la complicità della nostra Giorgia, ci spacciano fake news per convincerci della bontà delle spese per il riarmo. Questa incapacità di non comprendere ed il voler seguire, costi quel che costi, gli obiettivi prefissati come lo sfruttamento delle risorse nel sottosuolo ucraino, le terre rare, il Gaza Resort minaccia di coinvolgerci in una possibile guerra tra le grandi potenze e noi europei nonostante il riarmo faremo la fine dei vasi di coccio del Manzoni.

Stiamo vivendo in uno stato di transizione tra il vecchio mondo andato ed il nuovo ancora non definito, che tarda a nascere volutamente dal potere, strozzato nella culla.

Si vive un disagio psicologico per uno stato di crisi perenne, in un continuo disorientamento che provoca stanchezza e mancanza di entusiasmo che ci viene raccontata come una situazione individuale che va risolta in modo personale. Ma la situazione è molto più complessa quando usciamo dalle nostre stanze perchè ormai stufi di questa condizione e ci chiediamo cosa può avere un senso in questi anni assurdi di frantumazione che hanno minato anche la capacità di fare resistenza culturale insieme alle realtà presenti sul territorio, dove non si riesce a condividere una idea perchè abbiamo dimenticato il significato della parola “insieme”. E' arrivato il momento di dire quello che pensiamo, non fermeremo la tendenza reazionaria globale e le guerre ma almeno riconosceremo lucidamente quello che resta dell'umanità. Questo capitalismo senescente e razzista dopo aver distrutto il clima globale sta distruggendo anche le menti. Se ci stacchiamo

un momento dal vuoto politico e dai continui litigi quotidiani tra i nostri politici di ogni schieramento, ci rendiamo conto che i grandi cambiamenti degli ultimi trentanni, dai NoTav alle comunità autonome del Rojava e dell'America Latina non solo hanno messo in discussione lo stato ed i partiti ma li hanno considerati parti del problema. Guido Viale riprendendo il bel libro dello storico Ilan Pappè, La Fine di Israele, ipotizza un superamento dello Stato, non solo in Palestina, sostituito da una libera convivenza di comunità autonome in grado di negoziare i reciproci rapporti. A due popoli e a due stati ormai non ci crede più nessuno. Nelle manifestazioni per la Palestina c'è stato molto di più della sola solidarietà, c'è stato una aspettativa a rovesciare lo stato delle cose presenti, a rovesciare quella cappa di conformismo complice che caratterizza il mondo politico. La sinistra è convinta di essere la sola depositaria della verità e si è condannata ad una tristezza infinita, incapace come è di aprirsi ad una politica che è anche rituale, mito, teatro, riso, immaginario e desiderio. Sembra che debba sempre ripartire da figure identificative che poi abbandona come sta succedendo con Francesca Albanese, che merita tutto il sostegno possibile, prima indicata come una possibile opzione poi scaricata dall'intellighenzia progressista che si è ben guardata dal leggere i suoi report. Agamben ci ricorda come Simon Weil avesse compreso che la guerra esterna è una guerra civile e la politica estera è una politica interna. La politica è il proseguimento della guerra con altri mezzi. Bisogna andare oltre, oltre questi mediocri burattini che ci governano e che affollano i media e condizionano la nostra vita con le loro stronzate quotidiane, il potere sa reagire alle rivendicazioni e alle proteste ma non sa cosa fare davanti allo sberleffo, al riso, alla festa, alla gioia. Una risata vi seppellirà era lo slogan del '77. Come continuare per non disperdere l'enorme forza e il gioioso spirito emerso nelle manifestazioni per la Flotilla? Spero che non ci si faccia ingannare da una finta pace e dalle manipolazioni che il potere mette in campo. La speranza nasce dal buio che investe i popoli, come ci dice Ernst Bloch nel suo bel Il Principio Speranza, la speranza bisogna cercarla nelle relazioni e nella vita di ogni giorno, in quella galassia di movimenti di base che offrono risposte a bisogni primari come la casa, la salute. Che il compito più arduo è frantumare quella convinzione che la realtà anche se insopportabile è immutabile.

Non lasciamoci avvelenare dalle menzogne del capitale, non arrendiamoci alle deprimenti notizie dei telegiornali. Quanto è bello ritrovarsi nei propri spazi vitali. Come dice Majakovsky ”Bisogna strappare la gioia ai giorni”.

Pubblicato sul numero di dicembre 2025 di Affiches

Assalto al cielo


Con la flottilla abbiamo finalmente capito chi è il vero nemico dell'umanità. Non chi massacra da anni uomini, donne e bambini occupandone la terra ma chi con un forte atto politico in nome dei valori inalienabili dell'uomo fa capire che non ci si può voltare dall'altra parte e che ora bisogna dire basta. Basta!! Quando la flottilla è stata abbordata con le armi spianate dall'esercito sionista e gli occupanti derisi e minacciati, trattati come terroristi dal ministro nazista, in tutto il Paese si sono moltiplicate le manifestazioni al grido di “blocchiamo tutto”. Finalmente dopo due anni gli italiani si sono svegliati e sono scesi in piazza per manifestare il loro sdegno e la loro rabbia. Gaza non è solo in Palestina. Gaza è Auschwitz con le telecamere.

Naturalmente i media mainstream hanno focalizzato il loro racconto su quattro vetrine distrutte dimenticando la gran massa di persone che hanno manifestano pacificamente, la solita sineddoche messa in atto per delegittimare la giusta protesta. Ora con il piano di pace di Trump molti benpensanti stanno retrocedendo verso posizioni più consone al loro status, il divano di casa. Molti di questi benpensanti di sinistra trovano anche imbarazzante la posizione di Francesca Albanese perchè ha osato contraddire la signora Segre sul significato della parola genocidio e perchè ha abbandonato uno studio televisivo che faceva palesemente disinformazione su Gaza. Il nostro filosofo di riferimento, Bifo, si chiede giustamente come fare per non disperdere la rabbia e l'indignazione di due milioni di persone. Spero che la stessa indignazione e protesta ci sia anche contro i poteri finanziari, contro la BCE e le politiche dell'UE per il riarmo che stanno letteralmente distruggendo le classi subalterne con la disoccupazione sempre crescente, i licenziamenti, vedi Stellantis, la sanità pubblica, l'istruzione e la giustizia sociale. Una risposta a Bifo va data, noi di Affiches e Radio Vulture la diamo con la nostra attività giorno per giorno, attraverso la costruzione di spazi anche temporanei, autonomi, con una informazione libera e fuori dal controllo del mainstream. Ancora tanto si può fare se si uniscono le energie presenti sul territorio per la costruzione di spazi che mantengono viva la resistenza al conformismo e alla massificazione delle coscienze, perchè è la coscienza l'ultimo terreno di lotta e immaginare futuri possibili è un atto politico di resistenza. L'etica diventa politica e da forza alla vita che reagisce alle ingiustizie. Bellissimo il il testo del cartello visto alla manifestazione di Roma: “Pensavamo di liberare la Palestina invece la Palestina sta liberando noi”. Il Piano di Trump ha tutte le caratteristiche dei vecchi piani del passato. Intanto non discutono con i Palestinesi, si comportano da colonizzatori. Il prolema più grande è nella incapacità da darte degli israeliani di accettare i Palestinesi come cittadini con diritti uguali a tutti gli esseri umani, intanto proprio in queste ore sta avvenendo uno scambio di prigionieri con il rilascio degli ostaggi che darà un po' di tregua alla popolazione stremata con l'arrivo degli aiuti nella Striscia. Intanto Smotrich autorizza nuovi insediamenti in Cisgiordania. Il potere non teme la denuncia, vuol far sapere che continuerà con i loro piani e che noi non ci possiamo fare niente. E' una finzione il piano di pace non concordato con i Palestinesi perchè entrano in campo enormi interessi di denaro, il tanto caro business a gente come Trump e Blair. La proposta indecente di Trump di affidare a Tony Blair la gestione e l'amministrazione di un governatorato nella striscia di Gaza è assurda e anti storica. Ricordiamo che Blair, un baluardo della nostra sinistra, ha scatenato la guerra in Iraq basandosi solo sulle sue convinzioni senza provare a trovare una soluzione pacifica, la commissione Chilcot ha sconfessato l'operato di Blair con un duro atto d'accusa ed una imponente manifestazione a Londra nel 2016 ha chiesto che l'ex premier venisse processato per crimini di guerra. Siamo alla farsa o al teatro dell'assurdo di Ionesco. L'atto ingiusto esibito produce paralisi e trasforma l'impotenza in strumento di governo, il regime ci vuole convincere ad interiorizzare la nostra impotenza come destino, per questo motivo bisogna continuare a dire il vero e a non tacere sulle ingiustizie, rifiutando la normalizzazione delle coscienze.

Trump ormai è in preda alla sua follia, è arrabbiato poiché gli è stato negato il Nobel per la Pace, se pensiamo che in anni passati è stato assegnato a personaggi come Obama e Kissinger non ha tutti i torti. Si sente accerchiato poiché si è aperto anche il fronte interno, infatti ha annunciato che il principale obiettivo dell'azione armata è di sconfiggere il nemico interno preparando in questo modo una prossima guerra civile americana mentre il suo giannizzero Hegset all'assemblea generale delle forze armate nordamericane ha ordinato ai generali di essere veri maschi e tenersi pronti alla guerra. La senescenza del razzismo colonialista è pronta a scatenare il caos, caos che alimenta la guerra. Manovre Nato provocano la Russia con fake news e false flag come i droni in Ucraina addebitati alla Russia per poi essere smentiti dai polacchi. Si preparano battaglie sui cieli d'Europa, alimentati dalla stessa Europa su volere di Ursula e dei suoi mercanti d'armi, che vogliono farci rivivere la stessa tragedia del secolo scorso, una Europa ancora a trazione tedesca, una oligarchia europea screditata ormai in tutto il mondo. Ancora una volta i tedeschi vogliono trascinarci in una tragedia e si pongono come dominatori dell'Europa per aprire spazi ad est, la stessa politica nazista ripresa da Ursula e da Merz. senza che il nostro governo muova un dito. Noi continueremo nella nostra convinzione anche in questo mondo che ci sta portando al collasso, continueremo perchè convinti che la cultura serve a spegnere i numerosi incendi causati dalla stupidità umana, continueremo a studiare, a fare musica, a leggere, dicono che non ha senso specialmente con tutti i dispositivi e le piattaforme multimediali che abbiamo, ma noi continueremo a farlo lo stesso perchè siamo convinti che sia sovversivo nella società dell'efficienza e dell'eccellenza. Vivere l'assurdo alla fine del mondo è una forma di libertà che nessuno ci può togliere.

Pubblicato sul numero di novembre 2025 di Affiches

Disintegration tapes


Dove siamo?

in quale girone infernale?

esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura”.

Le avanguardie musicali molto spesso hanno anticipato e percorso lo spirito dei tempi, basti pensare ad alcune canzoni di Bob Dylan. Nei primi anni di questo secolo il compositore americano William Basinski se ne esce con una serie di album, The Disintegration Loops. 4 CD in cui l’artista sovrappone a frammenti di melodie detriti dovuti allo sgretolamento di vecchi nastri di registrazione. Siamo dopo l’11 settembre. E’ un quadro desolante, impressionistico sull’angoscia della frantumazione della vita quotidiana, dei sensi offuscati dal vuoto desolante. A volte la musica si fa rassicurante con frasi di pianoforte che emergono come piccole luci sotto il cielo plumbeo delle città oscurato da microparticelle. Si possono ascoltare echi di Terry Riley e Brian Eno e riferimenti a Philip K. Dick e al suo romanzo Tempo fuori Sesto. Le avanguardie umanistiche e letterarie, invece, perdono il passo poiché mancano di intellettuali eretici e corsari, i pochi che resistono, non hanno lo spazio per far giungere la loro voce alla gran massa di persone, eppure si tratta di nomi illustri e riconosciuti in ambito scientifico e letterario come Agamben o Bifo, su di loro opera una censura sistematica da parte dei maggiori media nazionali, bisogna cercarli sul web o su fogli underground oppure per chi vive nelle grandi città nelle conferenze che tengono in giro per l’Italia. Continuano a svolgere la loro professione in modo libero ed indipendente, indagando e mettendo in guardia sulla disintegrazione delle nostre vite quotidiane, aggrappate con le unghie sull’orlo di un precipizio psicotico. Sembra di essere tornati agli anni settanta con la cosiddetta controinformazione, ora c’è internet che grazie ai social è diventata una fogna, ma soprattutto ci sono fogli e riviste online come Affiches, intelligenti e creativi che diventano comunità e che raccontano quello che potrà esserci, iniziando dalle nostre testimonianze, fogli che diventano azioni di contrasto alla umana dissipatio, che spezzano la cortina di menzogne su cui poggia questo inferno. Fogli come spazi, luoghi di parole, di amicizia, di amore e di rabbia, per non lasciare la nostra storia a chi è abituato a vincere e per ricordare che si è ancora contro, con la voglia di gridare basta, non come reduci irriducibili ma per sottrarsi alla presa di un mondo che non riconosciamo. Da buon filosofo e attenta sentinella di una umanità in disfacimento Bifo individua nell’infantilizzazione permanente l’antitodo al Presente. “Smile ovunque, emoji a pioggia, un faccino sorridente per tenere a bada il mal di vivere. Poi arrivano i ciucci per adulti, celebrati come accessorio glamour o addirittura terapeutico. Negli USA la metà degli adulti da MCDonald ordina il menù bambini. Il fenomeno Labubu, il pupazzetto da appendere alla borsa. L’infantilizzazione di massa più che un gioco assomiglia ad una resa”. Adulti regrediti e anestetizzati in un eterno presente dove anche il pensiero ritorna infantile. Like o dislike, bianco o nero. Ma veramente ci piace così? Sprecare giorni, mesi e anni nell’attesa dell'idiozia di turno che ci intossica ogni speranza, ogni sogno, ogni energia, ogni pensiero, sempre di corsa, indaffarati, acquirenti compulsivi in corpi che sono divenuti pura biologia, svuotati da ogni immaginazione e tarpati nella creatività. Vivere nell’attesa che si compia qualcosa, che si compia la vita stessa, se ancora si può chiamare vita. Ormai è una necessità abolire dalla nostra vita la TV per non essere risucchiati nell’imbecillità, in quel vuoto pneumatico che danneggia la mente ed il cuore, ci si può distrarre in mille altri modi molto più sani. La TV è diventata una fabbrica di fake news, di manipolazioni da chi detiene il potere, è un sistema di cui favorirne l’estinzione, ormai lo abbiamo appurato che creano continuamente eccezionalità per terrorizzarci e stressarci, per controllarci e tenerci a bada. Perché Israele ammazza i giornalisti liberi? Perché invita influencers che ripetono a comando che a Gaza non c’è la fame, che si sta bene e che è tutta colpa di Hamas? E se la gente ci crede allora è irrecuperabile. E siamo alla soluzione finale, alla deportazione dei palestinesi da Gaza. Heidegger in una intervista nel 1976 ha detto che “ solo un Dio ci può salvare”. L’attualità di questa affermazione è evidente per menti ancora libere e aperte specialmente ora che abbiamo rinunciato alla funzione decisiva della spiritualità. Da ormai quasi due secoli, da quando Nietzsche ne ha annunciato la morte l’Occidente ha perso il suo dio. E con il suo dio l’Occidente ha perso la sua identità. Paradossalmente la società in cui viviamo ce ne attribuisce una che poi finiamo per assumere, una identità, un ruolo che non ci rappresenta compiutamente, ma che accettiamo di portare come una maschera, come un attore su un palcoscenico per non sprofondare nella follia. E il Dio, il cui nome non pronunciamo, si rivela nel senso del divino, Agamben ci ricorda che finchè saremo capaci di percepire come divini, un fiore, un volto, un gesto, un’opera d’arte potremo sperare di salvarci, ci basta il divino. Solo il divino ci può salvare”.

Pubblicato sul numero di ottobre 2025 di Affiches



Disintegration loops/ l'esausto

 

Greta Thumberg, la ragazzina eroina delle stronzate green usata e gettata via, da quando ha cominciato a parlare di Gaza non va più bene, imbarcata su una flottiglia per portare aiuti umanitari ai palestinesi superstiti di Gaza, è stata abbordata in acque internazionali dall’esercito sionista, portata in qualche prigione ed espulsa. Che tristezza!! C’è da riflettere su come il Potere sfrutta persone ed eventi. Non bisogna destarsi ma continuare invece ad essere bravi cittadini, completamente spossessati da se stessi e svuotati di ogni energia, ridotti a dispositivi interconnessi con la matrice, ci possiamo anche indignare per cause fasulle ma con moderazione, senza dimenticare di essere bravi mariti, brave mogli e bravi genitori o meglio ancora se utilizziamo l’asterisco invece delle vocali finali brav* partecipant* ai referendum. Tutto si sta riducendo ad un confronto tra tifoserie, un insieme di dati che ci portano ad essere pro o contro non si sa che cosa. Ci accontentavamo della nostra normalità fatta di tante piccole cose, semplici ed identitarie della nostra essenza. Migliaia di frammenti di informazioni in perenne overdose hanno ridotto la nostra struttura cognitiva al minimo, al cervello rettile, ossia like o dislike. L’uomo del futuro non avrà bisogno dell’intera mano ma solo di un dito. I media regolano la pandemia psichica che ci esaurisce ogni giorno cristallizzandoci nell’idiota mondiale e nell’adepto del nulla. Arriverà l’apice con la completa affermazione dell’IA. Serie televisive come Walking Dead o The Last of Us hanno un grande successo poiché esorcizzano futuri distopici ma possibili, Hollywood ha sempre anticipato futuri che sembravano improbabili e che poi si sono rivelati veri e accettati come una nuova normalità, tante finestre di Overton da parte di Hollywood Babylonia. In questa messinscena di normalità, ci aggiriamo tra entità distrutte, compromesse, nella periferia dell’Impero, nel nostro Occidente dove tutto sommato stiamo ancora bene, con la coscienza ammaccata ma tiriamo avanti discretamente bene, facendo finta, sopravviviamo sotto l’occhio del cecchino sionista. Per dirla alla Lacan, quello che sta accadendo si spiega nelle molte possibilità che offre l’inspiegabile. Allora è meglio continuare a dormire un bel sonno ristoratore, potremo fare dei brutti sogni ma non vedremo in giro mostri nascosti da maschere accattivanti che ci invitano a partecipare al grande spettacolo del varietà. Come nel La mostra delle atrocità di James G. Ballard, dove i medici di un ospedale psichiatrico, ogni anno, organizzano una mostra dove vengono esposte le opere dei pazienti del manicomio. Noi siamo gli spettatori impotenti invasi dalla schizofrenia dei governanti, che riversano nella nostra vita sia esteriore che interiore tutte le ossessioni del nostro tempo, che ribaltano il nostro ruolo, la nostra storia personale e la nostra visione del mondo. E’ finito il campionato di calcio e le coppe hanno decretato che una volta eravamo forti ora molto meno, la programmazione a reti unificate stasera prevede le sorelle Cappa, la possibile guerra nucleare sta annoiando e Gaza è sfruttata solo per indurre i cittadini ad andare a votare un referendum per modificare leggi che hanno imposto loro, la programmazione è incentrata solo sui deliri della criminologa istituzionale. E’ una decadenza terminale che genera malessere in tutti, consapevoli e non consapevoli, e che si ripercuote nel linguaggio del corpo, infatti secondo la dittatura sanitaria mondiale siamo tutti malati e bisognosi di cure, per cui preparate il braccio, la dose giornaliera è stata sostituita dal nuovo farmaco mrna che si auto replica per cui una volta iniettato, si replicherà all’infinito, è stato indetto un concorso a premi per capire chi resiste di più. Solo che a premiarlo non ci sarà nessuno. L’accelerazione imposta dall’entropia* in cui siamo entrati da anni sta diventando insostenibile per cui la migliore cosa da fare e tornarsene a letto.

Breaking news: Israele ha attaccato l’Iran. “Non mi svegliate ve ne prego/ ma lasciate che io dorma questo sonno” BMS

*Per entropia si intende il corollario della seconda legge della termodinamica che misura il grado di disordine ed inefficienza di un sistema chiuso. Per Pynchon che ne ha scritto è una metafora della vita, dell’esistenza. E’ l’energia che si spreca e che si perde in un processo produttivo e che deve essere recuperata e riutilizzata per uno sviluppo sostenibile della nostra società. 

 

Pubblicato sul numero di settembre 2025 di Affiches 

Disintegration loops


Intellectual fatigue, con questo termine s’intende l’esaurimento della capacità critica, di elaborazione intellettuale e di impegno cognitivo dopo un periodo più o meno lungo di sforzi mentali, senza ottenere risultati. Un esaurimento esistenziale che lo si legge negli occhi di chi vuole portare avanti una idea di lavoro che si scontra con la mediocrità e l’indifferenza della massa, lo si legge negli occhi di chi vuole fare cultura, portando avanti un discorso che investe più ambiti, sociale, politico ed educativo. Ed allora sorge lo scoramento e la disillusione di lasciar perdere insieme alla convinzione che non è più possibile incidere specialmente sulle nuove generazioni, totalmente fagocitate dal mercato e dai modelli di comportamento più biechi. E ci si rende conto di questo quando i protagonisti degli ultimi episodi di femminicidio sono sempre più giovani mostri, non è più cosa da adulti. I giovani mostri, malgrado loro, cresciuti ad aperitivi e social, a pornografia e a modelli tossici di mascolinità, sono incapaci di elaborare un rifiuto e di distinguere tra amore e possesso. Generazioni di nuovi mostri attraversano i territori delle emozioni senza mappe, senza guide, senza la necessaria educazione. E le famiglie? Disfunzionali. E la scuola? Smantellata. Questi giovani idioti che amano la trap e ne imitano i modelli stanno crescendo in un deserto emotivo senza punti di riferimento, senza acqua a cui abbeverarsi. Bisogna dire, per correttezza, che il disagio di queste nuove generazioni non può essere scorporato dal fallimento delle vecchie. Ma è necessario invertire la tendenza. E’ giunta l’ora di cambiare. Ma è possibile? Le forze si stanno esaurendo e cresce la consapevolezza che ormai siamo avviati inesorabilmente verso una deriva inarrestabile e che tutto si è compiuto. Dopo anni di mobilitazioni sociali, di analisi e denunce il mondo va nella direzione voluta dal Potere, davanti al quale tutti si sono inginocchiati, destra, sinistra, sindacati, finanza, Chiesa, una direzione contraria alle nostre aspettative, lo stato sociale è stato smantellato, il capitale è diventato sempre più vorace e c’è una grande stanchezza che è propria dell’intero sistema culturale, una rassegnazione che nasconde una domanda: a cosa serve? Forse solo a noi per sentirci sempre dalla parte dei buoni. Ma non è detto poichè è solo una nostra idea e non è molto, non ci può consolare. Non è quello che immaginavamo ed allora questa condizione genera una depressione culturale, una malinconia per un futuro che non è quello a cui tendevamo. E’ paradossale scrivere un articolo del genere proprio quando si stanno festeggiando i 50 anni di Radio Vulture, ma il diavolo ci mette sempre lo zampino ed in questo Radio Vulture è sempre stata all’avanguardia, ha sempre continuato a chiedere e fare domande, è accomunata in questo ad A/traverso, storica rivista dell’area bolognese che festeggia anche essa i 50 anni. Anni formidabili dove le energie della parte sana della società esprimevano potenzialità immense di liberazione e progresso. La tendenza era verso la piena espansione delle potenze creative della società. L’ideologia rivoluzionaria del leninismo veniva messa in discussione e si cercavano nuove strade per il processo di liberazione, ma il passato prese il sopravvento e la nuova immaginazione viene sopraffatta dall’ordine repressivo del soggettivismo rivoluzionario. In questa terra desolata, dove l’intellettuale ha tradito il suo ruolo, facendosi megafono del potere, dove la sinistra si è girata dall’altra parte, quella dei potenti, la destra ha gioco facile occupando tutti gli spazi lasciati liberi, solo per sete di rivincita, senza avere la capacità di elaborare una idea originale, una proposta culturale. La stanchezza ha delle motivazioni profonde, non è la fatica di un lavoro, ma un esaurimento che ha il sapore della resa, della disillusione che tanto non cambierà mai nulla, il potere se ne frega, fa come gli pare incurante dei suffragi popolari, tanto poi li recupera, gli eletti, li blandisce e li assorbe con l’adulazione. E lo vediamo con i nostri occhi, la guerra in Ucraina si trascina grazie ai volenterosi europei, Francia, Gran Bretagna e Germania del nazista Merz, che boicottano i colloqui di pace affinchè la guerra continui, vendere armi ed incamerare profitti è il loro obiettivo, Kiev sfida la pazienza dei russi con attentati che delegittimano i colloqui di pace e noi aspettiamo che la risposta di Putin non sia devastante, Israele intanto continua a bombardare i camion degli aiuti e a uccidere bambini e giornalisti, perché nessuno deve sapere, si paventano nuove pandemie con la benedizione dei nostri virologi e dell’OMS che non vede l’ora di inoculare nuovi veleni come i farmaci a mrna autoreplicante, la salute dei cittadini in mano a soggetti privati, ci hanno provato col Covid con questo non si scappa, ma ora non ci si può distrarre, c’è il delitto di Garlasco ed abbiamo appena superato la prova costume. Poi se ne parla. Chissà perché le peggio cose le fanno d’estate? Mah? Anche la Chiesa Cattolica non se la passa tanto bene, non è più un punto di riferimento universale, in mano ai massoni è preda di intrighi e strategie politiche che hanno snaturato e abolito il sacro, le scorie gnostiche lasciate dal testimonial dei globalisti, quel sant’uomo di Bergoglio, hanno infettato le fondamenta del trono di Pietro. Del nuovo Papa se ne mette già in dubbio la legittimità, ma questo è un argomento molto complesso che merita un maggiore approfondimento in un prossimo articolo. Basta solo dire che per fugare i dubbi è necessario aprire la busta e leggere la relazione del Cardinale Camerlengo nella quale viene riportato l’esito delle votazioni. I verbali delle sedute e le schede sono state bruciate. Ma non credo che il Vaticano la renderà pubblica. Con gli ultimi residui di forze ci teniamo a galla tra i flutti di questo mare minaccioso come naufraghi aggrappati ai relitti, ci stiamo disintegrando come una vecchia audiocassetta che perde pezzi in decadimento, in situazioni estreme e solo alla fine di tutto potremo capire. “La più grande sventura sarebbe morire impotenti non solo a vincere ma anche a comprendere” Simone Weil

Pubblicato sul numero di luglio 2025 di Affiches


La radio è il diavolo


Se una radio è libera ma libera veramente piace anche di più perché libera la mente” cantava Finardi nel 1976. Era il lato B del 45 giri di Musica Ribelle. Cominciò tutto con una sentenza del 1974 da parte della Corte Costituzionale che mise fine al monopolio RAI. La sentenza riguardava una televisione via cavo che trasmetteva da Biella e che la Rai fa chiudere per violazione del monopolio. La sentenza della Corte invece dice che se una TV trasmette via cavo non occupa frequenze e non interferisce con le frequenze della radio e della TV nazionale. E' una sentenza che apre un varco incredibile perchè nell'FM la gittata del segnale non supera i cento chilometri per cui sulla stessa frequenza possono stare diverse radio basta che siano distanti tra loro. Si aprono radio libere su tutto il territorio nazionale senza disturbare il servizio pubblico. Si crea un nuovo mondo ed una economia indotta, si aprono negozi che vendono trasmettitori, antenne radio e TV, mixer, giradischi, amplificatori per sterei. Intorno alle radio si ritrovano tanti giovani anche di opinioni diverse ma che pensano la stessa cosa e tutti interessati a fare la radio. Radio che aprono i microfoni e fanno parlare tutti. E' rimasta nel nostro immaginario la scena nel film Ecce Bombo di Moretti, dove ogni sera un tunisino telefona e racconta le sue ansie. Nel 1976 in Italia si contano almeno duemila radio sparse su tutto il territorio nazionale. Erano aperte a tutti coloro che non avevano mai avuto voce e che volevano parlare, alcune radio passavano le telefonate in diretta senza filtri per cui a volte si sentivano anche bestemmie e parolacce. Ognuno parlava con la sua voce, inflessioni dialettali, accenti stranieri, difetti di pronuncia e dizione approssimativa, andava tutto in diretta, il pubblico ed il privato, il politico ed il contingente, spesso venivano usate per mandare messaggi privati, non c'era watsapp. Erano luoghi di condivisione di vite, passavano i tipi più strani anche gente occasionale o di passaggio, gente in viaggio che poi non incontravi più. Era una esperienza ed una crescita che ha coinvolto tantissimi giovani che hanno vissuto le stesse sensazioni ed emozioni anche se distanti tra loro. Nel paese dove abito abbiamo messo su Radio Babele, in alcuni locali all'ultimo piano di uno stabile con una bella terrazza sui tetti del paese dove la sera si andava a prendere il fresco, ad ascoltare la musica che si trasmetteva, bere una birra in compagnia e fumare. Che bella musica, tutta quella che non andava in onda sulla RAI. Avevamo una fissa per la west coast e per gruppi all'epoca sconosciuti, gli Alman Brothers, i Quickville Messenger Service, il jazz nelle notti fumose come se fossimo al Village di New York o per le strade di San Francisco o New Orleans. Ma anche canzoni di lotta. Pino Masi, Gianfranco Manfredi, Contessa, Morti di Reggio Emilia, gli Stormi Six con la loro Stalingrado, Claudio Lolli, Storia di un impiegato di DeAndrè e tanti altri. Chi ha vissuto questa esperienza ha mille aneddoti da raccontare che ora a distanza di tanti anni assumono l'aura della leggenda. Eravamo zingari felici. E così è stato anche per Radio Vulture che quest'anno festeggia i 50 anni di attività, è una delle radio più longeve che ci sono in Italia. Tante hanno chiuso con la fine del movimento del '77, quando è cominciata la fine di tutto, perchè le radio erano soprattutto luoghi di aggregazione, come si dice ora, si parlava, si litigava, si cresceva insieme. Radio Alice era la più famosa di tutte, a Bologna in Via del Pratello nr 41. Ci sono stato nell'estate del '77, Bologna era diventato il centro del Movimento, l'aria che si respirava era di assoluta libertà, in una libreria di compagni ho preso una quarantina di copie di A/traverso da portare giu in Calabria. Alice è il Diavolo, Alice è oscena titola il Resto del Carlino e diventa subito il nuovo slogan situazionista e dada Alice è o/scena, outscena, fuori della scena. Alice è bellissima come tutte le radio militanti. E' stata la radio del Movimento durante gli scontri dopo l'assassinio di Francesco Lorusso. Tra i fondatori c'erano molti intellettuali bolognesi tra cui Bifo, Umberto Eco e Maurizio Torrealta. Ha iniziato a trasmettere nel febbraio del 1976 con The Star-Spangled Banner, suonata da Jimi Hendrix a Woodstock. La sera del 12 marzo del 1976 verso le 11 di sera arrivano i poliziotti in assetto di guerra ed i compagni all'interno di Alice non aprono la porta aspettando l'arrivo degli avvocati, memori della strage di Via Fracchia a Genova, si aveva paura di esecuzioni sommarie. Famosa è la diretta quando la polizia sfonda la porta ed entrano con Valerio Minnella che continua a parlare al microfono “ sono entrati, sono entrati, siamo con le mani in alto, ecco ci strappano il microfono”. Esiste ancora il nastro su radioalice.org Non esito a dire che è un documento sonoro dei più importanti della fine del Novecento. Essenzialmente la nascita delle radio libere in Italia va di pari passo alla nascita del movimento studentesco nel '77, dopo la repressione del marzo si arriva al convegno dei centomila a Bologna, a settembre, voluto da Alice a cui ha partecipato il filosofo Guattari. Su Lotta Continua appare il Manifesto contro la repressione firmato anche da Jean Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Michel Foucault, Gilles Deleuze e Guattari. Purtroppo il convegno nonostante la grande partecipazione di giovani confluiti a Bologna da tutta l'Italia e anche da paesi europei segna la chiusura di quelle prospettive e potenzialità creative che si erano aperte a marzo, nelle intenzioni doveva essere un'apertura verso le controculture europee e verso un futuro da scoprire insieme, mentre nelle stradine e nei vicoli del centro migliaia di ragazzi si aprivano collettivamente all'epoca che cambiava , nel chiuso del palasport seimila burocrati si ritrovano per far riemergere un leninismo nei comportamenti e nella teoria per programmare la trasformazione del movimento autonomo in soggettività antagonista organizzata.

Era importante invece salvare il patrimonio di sperimentazione autonoma che il movimento aveva sperimentato nella comunicazione, nell'arte e nelle forme di vita urbana.

Il 1978 rappresenta l'anno di svolta, l'incazzatura del movimento scema e cominciano gli anni di piombo con la perdita dell'innocenza. Le ferite non si cicatrizzano più, cominciano i necrologi su Lotta Continua, i compagni diventano tossici, ci si rinchiude in casa e comincia il riflusso, inizia l'aspra stagione dove la violenza raggiunge il massimo. L'Italia entra negli anni '80 ed il momento simbolico è rappresentato dai festeggiamenti di massa per la vittoria della Nazionale di calcio ai mondiali di Spagna. Nasce il nazional popolare ed Alice cessa le sue trasmissioni. Come tante altre radio in Italia. Ora non so di Radio Vulture poiché non c'ero, ma le esperienze sono state uguali a quelle di numerose altre radio con le normali differenze che derivano dal luogo, dalle persone e da effetti contingenti. Radio Vulture assume un'importanza notevole, per il paese, per le istituzioni e per la produzione culturale, continua nella sua opera grazie alla passione, alla coerenza e al coraggio dei suoi fondatori che portano avanti la storia di questa radio senza avere alcun tornaconto economico. E' ammirevole lo spirito di servizio e la spontaneità con cui la portano avanti.

Radio Vulture è molto importante sia per Rionero che per tutto il comprensorio del Vulture, è una voce aperta a tutti coloro che hanno qualcosa da dire, che vogliono portare avanti istanze, parlare di progetti e sviluppare idee. Dovrebbe essere tenuta in grande considerazioni specialmente dalle istituzioni pubbliche poiché non esiste un paese, nel Sud, che ha una eccellenza così. Produce e propone cultura in tempi dove ormai il dibattito è azzerato ed ognuno si preoccupa solo di coltivare il proprio orticello senza confrontarsi, senza analizzare quello che succede con spirito critico. E' diventata una sorta di comunità in movimento che celebra la sua liturgia nelle trasmissioni e nel foglio che da qualche anno pubblica, Affiches. E' pura avant-garde contemporanea, culturale, sociale e politica sempre al passo dei tempi. Pazzi visionari e creativi, sensibili artisti aperti alle sfide del tempo. Quest'anno ricorrrono i 50 anni dalla sua fondazione che saranno ricordati con una serie di eventi ed una mostra che ripercorre attraverso foto ed altro la storia di tantissimi ragazzi che hanno partecipato a questa esperienza, la storia di questi ragazzi è la storia di Rionero a cui hanno dato lustro e che bisogna raccontare per non dimenticare. Va dato merito e riconoscenza a quanti hanno creduto e portato avanti questo progetto che nel corso degli anni si è rivelato essere un continuo atto d'amore verso la propria terra. 

Pubblicato su Affiches, gugno 2025 

E vi è dolce gallegiar in questo mare di menzogne


“Con quanta ostinazione la gente riesce a negare l'evidenza, anche quando c'è in ballo la sua libertà e la sua stessa vita” scrive Octavia Butler nella sua Parabola del Seminatore. Più o meno quello che diceva Mark Twain, tempo fa, in una frase che è entrata nell'uso comune “ è più facile ingannare la gente che convincerla di essere stata ingannata”.

Gli esempi non mancano da quando siamo in mano alla propaganda che avvelena i pozzi dell'informazione disseminando il terreno di mine antiuomo, una propaganda all'insegna “del fine guerra mai”, il processo della neolingua di “putinizzazione” del dissenso investe chiunque non è d'accordo con la narrazione ufficiale che lo trasforma in un neo Hitler. Mi viene in mente una nuova citazione questa volta del filosofo canadese McLuhan che ha espresso il seguente concetto “il medium è il messaggio” per sostenere come oltre al contenuto anche il mezzo di comunicazione utilizzato influenza la società ed il modo di percepire la realtà. Distrutta la forza collettiva della classe lavoratrice l'obnubilamento del ceto medio agiato è così grave che il velo steso è come una cataratta. La menzogna genera la realtà e consente alla gente di non pensare più, di adagiarsi sulla superfice e accontentarsi di gallegiare. Fino ad ora. La coscienza critica la lasciamo a Lukacs e spostatevi che c'è sanremo e la partita di calcio da seguire.

Zuckerberg confessa che l'amministrazione Biden ha spinto per censurare cose vere, in questi anni terribili i diffusori di fake news accusavano chi osava mettere in dubbio la loro versione di essere fake utilizzando termini infami per screditare e ridicolizzare il dissenso come complottista, negazionista e novax e la gente comune ha creduto alla narrazione ufficiale perchè segue solo i grandi media. “Lo ha detto la televisione,” purtroppo nonostante i vari mezzi di comunicazione la maggior parte delle persone si informa ancora soltanto dai vari TG ufficiali. I padroni del discorso fanno anche di più, pagano i debunker per provare a smentire il dissenso. E il gallegiar vi è dolce in questo mare di menzogne. Salvaci, o Signore.

Anche la CIA ha ammesso che l'origine del Covid è un virus scappato dal laboratorio di Wuhan dove una manina umana ha scatenato la pandemia e non il pangolino e i pipistrelli. Attenzione perche il grande filantropo Gates nella trasmissione dell'invertebrato elminto ipersalivatore seriale ha avvertito che verso la fine dell'anno ci sarà una nuova grande pandemia. Prima ti avvertono e poi te la mandano. Ed il popolo bue che ha dimenticato di possedere una coscienza critica e analitica segue il pensiero dominante. La narrazione ufficiale sul covid come ora quella sulle crisi climatiche, sull'Ucraina, sull'Europa nefasta e su Gaza viene finanziata da lobby delle grandi multinazionali che hanno interessi nei settori, lo scandalo di Usaid ha provato tutto ciò scoperchiando la fabbrica del falso. Usaid ha finanziato ed elargito soldi dei contribuenti ad editori e giornalisti per scrivere articoli e recensioni orientati a convincere le masse della bontà della narrazione, secondo le direttive di chi paga. Giornalisti o peggio ancora intellettuali pagati per alimentare la propaganda a guerre demenziali e a sieri magici. Non mi illudo ma spero che vengano pubblicate le liste dei venduti nostrani.

Il disegno ora è chiaro, un virus che mette in pericolo tutto il mondo, l'urgenza di agire per fermarlo, l'utilizzo di farmaci sperimentali non testati con cui siringare la gente ignara. Intanto Arcuri vendeva mascherine non idonee, Speranza adottava il protocollo tachipirina e vigile attesa salvo poi negarlo e Conte governava con i Dpcm, urlando con i Bobby Joe Friendship Party “ è una potenza di fuoco”. Ora sono venute fuori notizie riguardanti la Presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Layen, che messaggiava con il ceo di Pfizer e con la sua complice Metsoula intascava bustarelle considerevoli dalla stessa Pfizer per l'acquisto miliardario di vaccini. Naturalmente questo fiume di denaro finiva anche nelle tasche di giornalisti compiacenti. Terapie sperimentali non adeguatamente testate come la mNRA che è diventata la nuova gallina delle uova d'oro, ma che sembra essere pericolosa per l'uomo. Perchè non si indaga sull'insorgenza di tutti questi malori improvvisi? Da cosa sono causati? L'OMS dovrebbe interessarsi della salute di tutti gli abitanti del pianeta terra invece è un provider che fa gli interessi solo di chi lo finanzia. E' quello che sta venendo fuori dalle audizioni al Senato della Repubblica Italiana. A bilancio, l'income annuale dell'OMS è di 3B 400M. Il primo finanziatore sono stati gli Stati Uniti, ora Trump ha ritirato i finanziamenti, al secondo posto c'è l'associazione Bill e Melinda Gates e al terzo il Gavi, The vaccine alliance, finanziata quasi totalmente da Bill Gates. L'OMS ha 8000 dipendenti e spende 1B e 100 M di dollari per stipendi più 1B e 400 M per consulenze per un totale di 2B 500 M, il 74% del suo income è speso senza aver fatto niente, se ci mettiamo il mantenimento delle sue sedi sparse per il mondo, i viaggi ecc ecc. vedete che non rimane niente per la salute delle persone. Una barzelletta. Ora che gli USA hanno ritirato i loro finanziamenti il principale finanziatore è Bill Gates. Vi sta bene che la vostra salute la decida un privato?

Anche sull'Ucraina sta venendo fuori la verità, grazie anche a Trump che ha ammesso come è stata la Nato che dal 2014 ha pilotato prima il golpe a Kiev e poi l'allargamento ad est con i crimini nel Donbass. Ora Putin e Trump si stanno parlando estromettendo dai colloqui sia l'Europa che lo squallido Zelensky, presidente scaduto odiato dagli ucraini per i milioni di giovani mandati al macello, con proprietà, ville e castelli all'estero, acquistate con quali soldi? Il clima omertoso dei nostri giornali e dei TG è vergognoso, continua a sfornare notizie false alimentando il discredito nei confronti della Russia. Nonostante l'apertura degli Stati Uniti a concludere la guerra, questa Europa parla ancora di sanzioni alla Russia, di invii di armi a Kiev e di denaro destinato agli armamenti di difesa. La verità è un'altra: l'Inghilterra vuole continuare la guerra perchè la sua Shell ha un contratto di 50 anni per lo sfruttamento del gas nel sottosuolo ucraino e gli Elkan tramite un suo giornalista, Serra, ed un suo giornale, La Repubblica, indice questa manifestazione perchè ha commesse miliardarie per carrarmati e armi pesanti con l'accordo Iveco-Leonardo, quindi si parla di invio di truppe europee e di riarmo. Vogliono ucrainizzare l'Europa inventando una minaccia russa che non c'è. I nostri intellettuali de sinistra, i compagni al caviale, senza vergogna si pongono alla testa di questa manifestazione che rappresenta il definitivo rincoglionimento del ceto medio agiato, questi decerebrati che si sono informati per decenni da TG e talk show hanno perso qualsiasi facoltà di discernimento per cui schiumano sorridenti senza pensare che quelle armi che invocano saranno imbracciate da loro o dai loro figli. Il patto di stabilità può essere derogato non per le nostre vite e la nostra salute ma per la nostra distruzione. E' un'Europa governata da criminali nazisti dell'unione globalista contro Putin e Trump. La Meloni fa la funambola cercando un precario equilibrismo, destreggiandosi tra Trump e Van Der Layen, ma prima o poi dovrà fare le sue scelte. E' questi sono i custodi dell'ordine democratico? Non meravigliamoci se il popolo sovrano cerca nuove strade. La nostra classe dirigente è fallita, non solo quella politica ma anche quella culturale, basti pensare a quello che passa in TV, a sanremo e alla chiusura dei tanti cinema sul territorio nazionale. I trafficanti di idee false, i camaleonti, i gattopardi nostrani dopo un iniziale disorientamente alla luce dei mutamenti geopolitici internazionali si stanno riposizionando per difendere e conservare il loro status quo. Nella pubblica amministrazione i funzionari sono sempre gli stessi, un vero centro di potere reale, non c'è mai stata una vera spoil system come si usa negli Stati Uniti, quello che sta attuando Trump che ha aperto le porte a personalità di estrazione democratica come Robert Kennedy jr e Tulsi Gabbard coinvolgendoli nel governo e che sta chiudendo i rubinetti dei finanziamenti a tutti quegli enti la cui unica funzione è di alimentare la visione woke. Trump non è uno psicopatico, fa quello che pensa debba fare ogni nazione in un sistema tecno capitalista avanzato iper competitivo, aumentare la produzione interna per migliorare la bilancia commerciale, tenere alto il valore della moneta, mantenere la supremazia militare e tirare su di morale il proprio popolo. Le congreghe progressiste sono disorientate ed i loro maitre a penser ben introdotti nelle accademie e nei media si rifiutano di ammettere che la caduta verticale della loro credibilità e delle istituzioni da loro governate ha portato ad una crisi terminale del modello sociale liberaldemocratico che ha lasciato solo insoddisfazione, risentimenti e odio verso le elite al potere. Le sinistre europee hanno vanificato il sistema di rappresentanza mettendo tutte le decisioni politiche nelle mani dei gruppi di potere finanziari ed economici transnazionali. Se non faranno i conti con il loro fallimento le destre governeranno ancora per anni, come si vede dalle elezioni politiche in Germania terminate con la vittoria della CDU. Al secondo posto c'è stata l'avanzata della AFD che ha raddoppiato il suo consenso grazie ai voti dei lavoratori e dei disoccupati, viene bollata come nazista ma i nazisti sono altri. Il partito della BSW non entra in Parlamento, si parla di brogli, fatti per consentire un governo Cdu-Spd, qualche manina ha fatto fermare Sarah Wagenknecht al 4,97% facendolgli perdere 38 deputati. Sarah Wagenknecht è stata punita dagli stessi elettori che solo otto mesi fa le avevano consentito di avere il 15% in Turingia ed il 13% in Sassonia alle amministrative poichè ha commesso un grave errore, andare al governo con Cdu e Spd. Il vincitore Merz del Cdu additato come nuovo cancelliere è un pericolo per la Germania e per l'Europa in quanto sostenitore della guerra in Ucraina e dell'invio di nuove armi tra cui i missili tattici nucleari, inoltre ambisce a mire espansionistiche della Germania, i tedeschi non si smentiscono mai, avanti fino alla sconfitta. Il Merz, cosa importante che fa capire alcune cose, è un burattino nelle mani di Blackblock, il fondo speculativo più potente degli Stati Uniti, che ha le mani in pasta in tutto il mondo, il vero centro del male. Gli sbufolatori sono all'opera per negare evidenza e prove. E questo è un buon segno.

Pubblicato su Affiches aprile 2025

Il senso del proprio luogo

 



L'antropologo Vito Teti sul tema dei luoghi, sul senso dei piccoli paesi abbandonati del Sud è una autorità, ha scritto numerosi libri su questi temi e fatto numerose conferenze in giro per l'Italia. Possiamo dire che il termine “restanza” lo abbia coniato lui. La restanza è divenuto un fenomeno sociale che riguarda chi ha deciso di rimanere a vivere nel proprio paese per il richiamo delle proprie radici e l'affetto per il proprio luogo. “ Partire e restare sono i due poli dell'umanità. Al diritto a migrare corrisponde il diritto a restare, edificando un altro senso dei luoghi e di se stessi. Restanza significa sentirsi ancorati e insieme spaesati in un luogo da proteggere e nel contempo da rigenerare radicalmente” Restanza e tornanza sono divenute per dirla con Vito Teti le due parole che meglio definiscono i termini della nuova Questione Meridionale. In Calabria nell'ultimo secolo molti paesi che erano stati abbandonati per calamità naturali, terremoti, frane e alluvioni sono stati ricostruiti lungo la costa jonica per fuggire ad un isolamento atavico, contadini che hanno dovuto abbandonare le proprie terre sono stati costretti ad emigrare per sottrarsi alla miseria e alla fame, una vera e propria diaspora di calabresi sparsi nei luoghi più disparati del mondo. Gli stessi, i germanesi come li chiamano coloro che sono rimasti, non vedono l'ora di ritornare, specialmente durante la festa del patrono o durante l'estate. Uno scrittore calabrese Carmine Abate ha scritto dei libri sull'argomento tra cui il bel romanzo La Festa del Ritorno. E' un tema molto caro per chi è stato costretto ad abbandonare la propria terra specialmente per motivi di lavoro. Ed ora in questi ultimi anni assistiamo ad un ritorno, non solo di vecchi e anziani che tornano per morire nella loro terra ma anche di tanti giovani che vogliono riscoprire le loro radici. Non mancano gli esempi in questi ultimi anni di giovani che ritornano nei loro paesi del Sud con voglia e passione di viversi il proprio luogo di origine. E' un fenomeno che fa ben sperare e che può essere un contrasto allo spopolamento dei piccoli paesi dell'interno.

Mattia è un giovane del sud che dopo essersi laureato in Agraria a Firenze sbarca a New York, per un anno di intership ai giardini di Long Island grazie all'università, si è mantenuto anche con vari lavoretti per integrare il piccolo reddito del tirocinio. Memore delle parole della nonna che gli aveva promesso un pezzo di terra qualora si fosse laureato, “questo pezzo di terra che mio padre coltivava a legumi e grano sarà tuo” decide di ritornare dopo un paio di anni, nel suo paese di origine sulla costa jonica. Ai suoi occhi quella parte di Calabria jonica acquista una visione diversa, “ non mi ero accorto di vivere in un paradiso”. Con i quattro ettari ereditati dalla nonna apre un'azienda agricola, corre il rischio di usare solo i semi, alcuni conservati dai vecchi del paese, “ semi di pomodoro portati da un soldato dopo la seconda guerra” senza uso di sostanze o sintesi chimiche, segue le linee guida della permacultura, dice” scelte legate alla terra, dove c'è roccia fico e pistacchio, dove c'è sabbia ortaggi e la vite, un terreno fertile dal punto di vista agricolo e mentale” Il prossimo passo sono gli oli essenziali poichè le sue terre sono piene di timo, rosmarino, elicriso e lentisco e la coltivazione delle rose. Con la sua compagna mongola ha costruito 5 yurte che ospitano le centinaia di viaggiatori e visitatori che passano da quelle parti durante tutto l'anno. Una yurta è adibita a sala prova perchè anche la musica è una componente essenziale in questo luogo in collina che dirada verso il mare dove il silenzio si combina con i suoni ambientali. La sua storia è anche in un docufilm presentato alla Mostra di Venezia, Un'altra Idea di Stare. La restanza muove dal desiderio di tornare a vivere dove si è nati, ma in modo non passivo e apatico, con consapevolezza e voglia di fare. Il restare ed il tornare è una condizione, uno stato dello spirito che appartiene al meridionale dalla fine dell'Ottocento, diventa storia e cultura, le persone ritornano se vedono opportunità di vita, di socialità e di lavoro mosse dall'amore per la propria terra. Malinconia e nostalgia sono la poetica del desiderio di riappropriarsi dei propri luoghi e di rigenerarsi con essi. I luoghi abbandonati non muiono mai, diventano poesia nella memoria di chi è costretto ad andare via. Si parla spesso di spopolamento, di fuga dei cervelli, dei tanti giovani costretti ad andare via e dei paesi vuoti, è tempo che le istituzioni si interroghino su questo fenomeno e che pensino e realizzino misure e strumenti che concretamente possano generare opportunità nelle aree ad alto potenziale inespresso come sono i nostri piccoli paesi e i nostri borghi, per proporre e costruire un nuovo modello di sviluppo economico che induca giovani, professionisti ed imprenditori a tornare ed investire nella loro terra. Alla Camera dei Deputati politici calabresi dei vari schieramenti hanno presentato una proposta di legge sulla tornanza, sarebbe cosa buona che tutte le regioni del sud affrontassero in comune questo fenomeno.

La Fondazione Con il Sud lancia un progetto, un bando “ Riabitare il Sud” che si rivolge ai piccoli comuni e organizzazioni del terzo settore di Basilicata, Calabria, Puglia. Sardegna e Sicilia mettendo a disposizione 8 milioni di euro per sostenere almeno 4 territori in cui avviare interventi di sviluppo locale. E' una goccia in un oceano ma intanto qualcosa si muove ed il problema arriva alla ribalta nazionale. Contrastare lo spopolamento e l'isolamento dei territori del Sud per favorire attraverso interventi e misure percorsi di sviluppo economico, sociale e culturale è la priorità per chi resta. Dal 2001 al 2023 il Mezzogiorno ha perduto 730 mila residenti, non possiamo rimanere indifferenti di fronte a questa deriva demografica. La parola d'ordine deve essere: rigenerazione demografica.

Pubblicato su Affiches, numero di maggio 2025