lunedì 17 novembre 2025

Insieme - oltre



E' questo l'unico mondo possibile? E' questa società, questo sistema è l'unico modo dove ci è consentito vivere, dove ci è consentito sopravvivere? Bisogna confrontarsi con queste domande per poter andare oltre, verso nuovi mondi possibili. E' vero quello che ha detto la Tatcher che non c'è alternativa? O quando Mark Fischer, ormai scoraggiato, pronunciò la celebre frase, è più facile che scompaia la razza umana che il capitalismo? Tutto questo confuso progresso che mira solo al profitto a discapito delle classi subalterne, con l'accellerazione della tecnologia e l'IA dopo aver distrutto la forza del movimento dei lavoratori, ha tolto alla maggioranza delle persone anche la capacità di pensare con la propria testa, il pensiero critico, questo capitalismo semiotico porterà alla scomparsa dell'Umanità, così come l'abbiamo intesa noi fino ad ora se non operiamo insieme ed apriamo nuovi sentieri da percorrere. Questo fascismo trumpista ha conquistato la maggioranza dei bianchi depressi perchè funziona come cura aggressiva per la depressione. Siamo posseduti da questi continui segnali e messaggi di un marketing non neutrale poiché il capitalismo contemporaneo mira al mantenimento dello status quo e sente sempre la necessità di aggiornare il consenso e impedirci di immaginare un futuro giusto. Visioni e utopie. Mi viene in mente il genio di Brian Eno, quando agli inizi degli anni 80, esplorò mondi musicali diversi tra loro, oceani di suono dove le note sono onde di uno stesso mare. Ha immaginato e messo in atto le diverse musiche presenti nel mondo, pubblicando una serie di dischi che ha chiamato Possible music. In uno stile unico ha unito sonorità sperimentali elettroniche, proprie della cultura musicale avant-garde occidentale, con le sonorità primitive e le musiche del terzo mondo. Le ha chiamate musiche del Quarto Mondo, Fourth World, avvalendosi della collaborazione di eccelsi musicisti tra i quali il grande Jon Hassell, trombettista, già collaboratore dei Talking Heads. Ebbene si, l'artista comprende prima degli altri la spinta al mutamento poiché si accorge che il mondo così com'è non è perfetto. The times they are a changing, era il 1964 quando Bob Dylan compose questo brano. I tempi stanno cambiando e le manifestazioni a sostegno della Flottilla sono state un segno inequivocabile che la gente non ne può più. Il potere incrinato dalla piazza, dal basso, dai movimenti di base, dalle comunità popolari e reti sociali, fuori dai partiti e sindacati, per reinventare un modo di operare condiviso attraverso pratiche di resistenza per ritornare a vivere insieme. Esiste nei vari angoli del mondo una galassia di micro movimenti, tra i quali un bell'esempio sono i NoTav, un movimento che vede la sua nascita nel 1995 con la grande manifestazione del 2 marzo a Torino, quest'anno è stato il trentennale! I NoTav sono tra i più importanti movimenti in Europa per la difesa del territorio, contro la inutile e devastante linea ferroviaria Alta Velocità Lione Torino. Persone di diversa età e cultura hanno ricominciato a parlarsi, a confrontarsi, a promuovere azioni di protesta e di convivialità, a ricomporre relazioni e ricostruire il tessuto sociale. In tutti questi anni di movimento hanno dimostrato che è possibile avere un altro sguardo sul mondo, diverso dalla sopraffazione e dallo sfruttamento del liberismo finanziario. E' importante poiché serve per dimostrare che è possibile creare qualcosa di diverso da questo capitalismo che si riproduce con le guerre poiché è l'unico modo in cui può sopravvivere. Guerre tra Stati, guerre interne tra fazioni per accaparrarsi più potere, guerre a difesa della democrazia, guerre per la pace. Questa Europa che boicotta gli incontri per la pace in Medioriente o in Ucraina ( il vero stato narcos ) è quanto di più ignobile ci sia contro la storia e la cultura europea. Grazie a Ursula, con la complicità della nostra Giorgia, ci spacciano fake news per convincerci della bontà delle spese per il riarmo. Questa incapacità di non comprendere ed il voler seguire, costi quel che costi, gli obiettivi prefissati come lo sfruttamento delle risorse nel sottosuolo ucraino, le terre rare, il Gaza Resort minaccia di coinvolgerci in una possibile guerra tra le grandi potenze e noi europei nonostante il riarmo faremo la fine dei vasi di coccio del Manzoni.

Stiamo vivendo in uno stato di transizione tra il vecchio mondo andato ed il nuovo ancora non definito, che tarda a nascere volutamente dal potere, strozzato nella culla.

Si vive un disagio psicologico per uno stato di crisi perenne, in un continuo disorientamento che provoca stanchezza e mancanza di entusiasmo che ci viene raccontata come una situazione individuale che va risolta in modo personale. Ma la situazione è molto più complessa quando usciamo dalle nostre stanze perchè ormai stufi di questa condizione e ci chiediamo cosa può avere un senso in questi anni assurdi di frantumazione che hanno minato anche la capacità di fare resistenza culturale insieme alle realtà presenti sul territorio, dove non si riesce a condividere una idea perchè abbiamo dimenticato il significato della parola “insieme”. E' arrivato il momento di dire quello che pensiamo, non fermeremo la tendenza reazionaria globale e le guerre ma almeno riconosceremo lucidamente quello che resta dell'umanità. Questo capitalismo senescente e razzista dopo aver distrutto il clima globale sta distruggendo anche le menti. Se ci stacchiamo

un momento dal vuoto politico e dai continui litigi quotidiani tra i nostri politici di ogni schieramento, ci rendiamo conto che i grandi cambiamenti degli ultimi trentanni, dai NoTav alle comunità autonome del Rojava e dell'America Latina non solo hanno messo in discussione lo stato ed i partiti ma li hanno considerati parti del problema. Guido Viale riprendendo il bel libro dello storico Ilan Pappè, La Fine di Israele, ipotizza un superamento dello Stato, non solo in Palestina, sostituito da una libera convivenza di comunità autonome in grado di negoziare i reciproci rapporti. A due popoli e a due stati ormai non ci crede più nessuno. Nelle manifestazioni per la Palestina c'è stato molto di più della sola solidarietà, c'è stato una aspettativa a rovesciare lo stato delle cose presenti, a rovesciare quella cappa di conformismo complice che caratterizza il mondo politico. La sinistra è convinta di essere la sola depositaria della verità e si è condannata ad una tristezza infinita, incapace come è di aprirsi ad una politica che è anche rituale, mito, teatro, riso, immaginario e desiderio. Sembra che debba sempre ripartire da figure identificative che poi abbandona come sta succedendo con Francesca Albanese, che merita tutto il sostegno possibile, prima indicata come una possibile opzione poi scaricata dall'intellighenzia progressista che si è ben guardata dal leggere i suoi report. Agamben ci ricorda come Simon Weil avesse compreso che la guerra esterna è una guerra civile e la politica estera è una politica interna. La politica è il proseguimento della guerra con altri mezzi. Bisogna andare oltre, oltre questi mediocri burattini che ci governano e che affollano i media e condizionano la nostra vita con le loro stronzate quotidiane, il potere sa reagire alle rivendicazioni e alle proteste ma non sa cosa fare davanti allo sberleffo, al riso, alla festa, alla gioia. Una risata vi seppellirà era lo slogan del '77. Come continuare per non disperdere l'enorme forza e il gioioso spirito emerso nelle manifestazioni per la Flotilla? Spero che non ci si faccia ingannare da una finta pace e dalle manipolazioni che il potere mette in campo. La speranza nasce dal buio che investe i popoli, come ci dice Ernst Bloch nel suo bel Il Principio Speranza, la speranza bisogna cercarla nelle relazioni e nella vita di ogni giorno, in quella galassia di movimenti di base che offrono risposte a bisogni primari come la casa, la salute. Che il compito più arduo è frantumare quella convinzione che la realtà anche se insopportabile è immutabile.

Non lasciamoci avvelenare dalle menzogne del capitale, non arrendiamoci alle deprimenti notizie dei telegiornali. Quanto è bello ritrovarsi nei propri spazi vitali. Come dice Majakovsky ”Bisogna strappare la gioia ai giorni”.

Pubblicato sul numero di dicembre 2025 di Affiches

Assalto al cielo


Con la flottilla abbiamo finalmente capito chi è il vero nemico dell'umanità. Non chi massacra da anni uomini, donne e bambini occupandone la terra ma chi con un forte atto politico in nome dei valori inalienabili dell'uomo fa capire che non ci si può voltare dall'altra parte e che ora bisogna dire basta. Basta!! Quando la flottilla è stata abbordata con le armi spianate dall'esercito sionista e gli occupanti derisi e minacciati, trattati come terroristi dal ministro nazista, in tutto il Paese si sono moltiplicate le manifestazioni al grido di “blocchiamo tutto”. Finalmente dopo due anni gli italiani si sono svegliati e sono scesi in piazza per manifestare il loro sdegno e la loro rabbia. Gaza non è solo in Palestina. Gaza è Auschwitz con le telecamere.

Naturalmente i media mainstream hanno focalizzato il loro racconto su quattro vetrine distrutte dimenticando la gran massa di persone che hanno manifestano pacificamente, la solita sineddoche messa in atto per delegittimare la giusta protesta. Ora con il piano di pace di Trump molti benpensanti stanno retrocedendo verso posizioni più consone al loro status, il divano di casa. Molti di questi benpensanti di sinistra trovano anche imbarazzante la posizione di Francesca Albanese perchè ha osato contraddire la signora Segre sul significato della parola genocidio e perchè ha abbandonato uno studio televisivo che faceva palesemente disinformazione su Gaza. Il nostro filosofo di riferimento, Bifo, si chiede giustamente come fare per non disperdere la rabbia e l'indignazione di due milioni di persone. Spero che la stessa indignazione e protesta ci sia anche contro i poteri finanziari, contro la BCE e le politiche dell'UE per il riarmo che stanno letteralmente distruggendo le classi subalterne con la disoccupazione sempre crescente, i licenziamenti, vedi Stellantis, la sanità pubblica, l'istruzione e la giustizia sociale. Una risposta a Bifo va data, noi di Affiches e Radio Vulture la diamo con la nostra attività giorno per giorno, attraverso la costruzione di spazi anche temporanei, autonomi, con una informazione libera e fuori dal controllo del mainstream. Ancora tanto si può fare se si uniscono le energie presenti sul territorio per la costruzione di spazi che mantengono viva la resistenza al conformismo e alla massificazione delle coscienze, perchè è la coscienza l'ultimo terreno di lotta e immaginare futuri possibili è un atto politico di resistenza. L'etica diventa politica e da forza alla vita che reagisce alle ingiustizie. Bellissimo il il testo del cartello visto alla manifestazione di Roma: “Pensavamo di liberare la Palestina invece la Palestina sta liberando noi”. Il Piano di Trump ha tutte le caratteristiche dei vecchi piani del passato. Intanto non discutono con i Palestinesi, si comportano da colonizzatori. Il prolema più grande è nella incapacità da darte degli israeliani di accettare i Palestinesi come cittadini con diritti uguali a tutti gli esseri umani, intanto proprio in queste ore sta avvenendo uno scambio di prigionieri con il rilascio degli ostaggi che darà un po' di tregua alla popolazione stremata con l'arrivo degli aiuti nella Striscia. Intanto Smotrich autorizza nuovi insediamenti in Cisgiordania. Il potere non teme la denuncia, vuol far sapere che continuerà con i loro piani e che noi non ci possiamo fare niente. E' una finzione il piano di pace non concordato con i Palestinesi perchè entrano in campo enormi interessi di denaro, il tanto caro business a gente come Trump e Blair. La proposta indecente di Trump di affidare a Tony Blair la gestione e l'amministrazione di un governatorato nella striscia di Gaza è assurda e anti storica. Ricordiamo che Blair, un baluardo della nostra sinistra, ha scatenato la guerra in Iraq basandosi solo sulle sue convinzioni senza provare a trovare una soluzione pacifica, la commissione Chilcot ha sconfessato l'operato di Blair con un duro atto d'accusa ed una imponente manifestazione a Londra nel 2016 ha chiesto che l'ex premier venisse processato per crimini di guerra. Siamo alla farsa o al teatro dell'assurdo di Ionesco. L'atto ingiusto esibito produce paralisi e trasforma l'impotenza in strumento di governo, il regime ci vuole convincere ad interiorizzare la nostra impotenza come destino, per questo motivo bisogna continuare a dire il vero e a non tacere sulle ingiustizie, rifiutando la normalizzazione delle coscienze.

Trump ormai è in preda alla sua follia, è arrabbiato poiché gli è stato negato il Nobel per la Pace, se pensiamo che in anni passati è stato assegnato a personaggi come Obama e Kissinger non ha tutti i torti. Si sente accerchiato poiché si è aperto anche il fronte interno, infatti ha annunciato che il principale obiettivo dell'azione armata è di sconfiggere il nemico interno preparando in questo modo una prossima guerra civile americana mentre il suo giannizzero Hegset all'assemblea generale delle forze armate nordamericane ha ordinato ai generali di essere veri maschi e tenersi pronti alla guerra. La senescenza del razzismo colonialista è pronta a scatenare il caos, caos che alimenta la guerra. Manovre Nato provocano la Russia con fake news e false flag come i droni in Ucraina addebitati alla Russia per poi essere smentiti dai polacchi. Si preparano battaglie sui cieli d'Europa, alimentati dalla stessa Europa su volere di Ursula e dei suoi mercanti d'armi, che vogliono farci rivivere la stessa tragedia del secolo scorso, una Europa ancora a trazione tedesca, una oligarchia europea screditata ormai in tutto il mondo. Ancora una volta i tedeschi vogliono trascinarci in una tragedia e si pongono come dominatori dell'Europa per aprire spazi ad est, la stessa politica nazista ripresa da Ursula e da Merz. senza che il nostro governo muova un dito. Noi continueremo nella nostra convinzione anche in questo mondo che ci sta portando al collasso, continueremo perchè convinti che la cultura serve a spegnere i numerosi incendi causati dalla stupidità umana, continueremo a studiare, a fare musica, a leggere, dicono che non ha senso specialmente con tutti i dispositivi e le piattaforme multimediali che abbiamo, ma noi continueremo a farlo lo stesso perchè siamo convinti che sia sovversivo nella società dell'efficienza e dell'eccellenza. Vivere l'assurdo alla fine del mondo è una forma di libertà che nessuno ci può togliere.

Pubblicato sul numero di novembre 2025 di Affiches

Disintegration tapes


Dove siamo?

in quale girone infernale?

esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura”.

Le avanguardie musicali molto spesso hanno anticipato e percorso lo spirito dei tempi, basti pensare ad alcune canzoni di Bob Dylan. Nei primi anni di questo secolo il compositore americano William Basinski se ne esce con una serie di album, The Disintegration Loops. 4 CD in cui l’artista sovrappone a frammenti di melodie detriti dovuti allo sgretolamento di vecchi nastri di registrazione. Siamo dopo l’11 settembre. E’ un quadro desolante, impressionistico sull’angoscia della frantumazione della vita quotidiana, dei sensi offuscati dal vuoto desolante. A volte la musica si fa rassicurante con frasi di pianoforte che emergono come piccole luci sotto il cielo plumbeo delle città oscurato da microparticelle. Si possono ascoltare echi di Terry Riley e Brian Eno e riferimenti a Philip K. Dick e al suo romanzo Tempo fuori Sesto. Le avanguardie umanistiche e letterarie, invece, perdono il passo poiché mancano di intellettuali eretici e corsari, i pochi che resistono, non hanno lo spazio per far giungere la loro voce alla gran massa di persone, eppure si tratta di nomi illustri e riconosciuti in ambito scientifico e letterario come Agamben o Bifo, su di loro opera una censura sistematica da parte dei maggiori media nazionali, bisogna cercarli sul web o su fogli underground oppure per chi vive nelle grandi città nelle conferenze che tengono in giro per l’Italia. Continuano a svolgere la loro professione in modo libero ed indipendente, indagando e mettendo in guardia sulla disintegrazione delle nostre vite quotidiane, aggrappate con le unghie sull’orlo di un precipizio psicotico. Sembra di essere tornati agli anni settanta con la cosiddetta controinformazione, ora c’è internet che grazie ai social è diventata una fogna, ma soprattutto ci sono fogli e riviste online come Affiches, intelligenti e creativi che diventano comunità e che raccontano quello che potrà esserci, iniziando dalle nostre testimonianze, fogli che diventano azioni di contrasto alla umana dissipatio, che spezzano la cortina di menzogne su cui poggia questo inferno. Fogli come spazi, luoghi di parole, di amicizia, di amore e di rabbia, per non lasciare la nostra storia a chi è abituato a vincere e per ricordare che si è ancora contro, con la voglia di gridare basta, non come reduci irriducibili ma per sottrarsi alla presa di un mondo che non riconosciamo. Da buon filosofo e attenta sentinella di una umanità in disfacimento Bifo individua nell’infantilizzazione permanente l’antitodo al Presente. “Smile ovunque, emoji a pioggia, un faccino sorridente per tenere a bada il mal di vivere. Poi arrivano i ciucci per adulti, celebrati come accessorio glamour o addirittura terapeutico. Negli USA la metà degli adulti da MCDonald ordina il menù bambini. Il fenomeno Labubu, il pupazzetto da appendere alla borsa. L’infantilizzazione di massa più che un gioco assomiglia ad una resa”. Adulti regrediti e anestetizzati in un eterno presente dove anche il pensiero ritorna infantile. Like o dislike, bianco o nero. Ma veramente ci piace così? Sprecare giorni, mesi e anni nell’attesa dell'idiozia di turno che ci intossica ogni speranza, ogni sogno, ogni energia, ogni pensiero, sempre di corsa, indaffarati, acquirenti compulsivi in corpi che sono divenuti pura biologia, svuotati da ogni immaginazione e tarpati nella creatività. Vivere nell’attesa che si compia qualcosa, che si compia la vita stessa, se ancora si può chiamare vita. Ormai è una necessità abolire dalla nostra vita la TV per non essere risucchiati nell’imbecillità, in quel vuoto pneumatico che danneggia la mente ed il cuore, ci si può distrarre in mille altri modi molto più sani. La TV è diventata una fabbrica di fake news, di manipolazioni da chi detiene il potere, è un sistema di cui favorirne l’estinzione, ormai lo abbiamo appurato che creano continuamente eccezionalità per terrorizzarci e stressarci, per controllarci e tenerci a bada. Perché Israele ammazza i giornalisti liberi? Perché invita influencers che ripetono a comando che a Gaza non c’è la fame, che si sta bene e che è tutta colpa di Hamas? E se la gente ci crede allora è irrecuperabile. E siamo alla soluzione finale, alla deportazione dei palestinesi da Gaza. Heidegger in una intervista nel 1976 ha detto che “ solo un Dio ci può salvare”. L’attualità di questa affermazione è evidente per menti ancora libere e aperte specialmente ora che abbiamo rinunciato alla funzione decisiva della spiritualità. Da ormai quasi due secoli, da quando Nietzsche ne ha annunciato la morte l’Occidente ha perso il suo dio. E con il suo dio l’Occidente ha perso la sua identità. Paradossalmente la società in cui viviamo ce ne attribuisce una che poi finiamo per assumere, una identità, un ruolo che non ci rappresenta compiutamente, ma che accettiamo di portare come una maschera, come un attore su un palcoscenico per non sprofondare nella follia. E il Dio, il cui nome non pronunciamo, si rivela nel senso del divino, Agamben ci ricorda che finchè saremo capaci di percepire come divini, un fiore, un volto, un gesto, un’opera d’arte potremo sperare di salvarci, ci basta il divino. Solo il divino ci può salvare”.

Pubblicato sul numero di ottobre 2025 di Affiches



Disintegration loops/ l'esausto

 

Greta Thumberg, la ragazzina eroina delle stronzate green usata e gettata via, da quando ha cominciato a parlare di Gaza non va più bene, imbarcata su una flottiglia per portare aiuti umanitari ai palestinesi superstiti di Gaza, è stata abbordata in acque internazionali dall’esercito sionista, portata in qualche prigione ed espulsa. Che tristezza!! C’è da riflettere su come il Potere sfrutta persone ed eventi. Non bisogna destarsi ma continuare invece ad essere bravi cittadini, completamente spossessati da se stessi e svuotati di ogni energia, ridotti a dispositivi interconnessi con la matrice, ci possiamo anche indignare per cause fasulle ma con moderazione, senza dimenticare di essere bravi mariti, brave mogli e bravi genitori o meglio ancora se utilizziamo l’asterisco invece delle vocali finali brav* partecipant* ai referendum. Tutto si sta riducendo ad un confronto tra tifoserie, un insieme di dati che ci portano ad essere pro o contro non si sa che cosa. Ci accontentavamo della nostra normalità fatta di tante piccole cose, semplici ed identitarie della nostra essenza. Migliaia di frammenti di informazioni in perenne overdose hanno ridotto la nostra struttura cognitiva al minimo, al cervello rettile, ossia like o dislike. L’uomo del futuro non avrà bisogno dell’intera mano ma solo di un dito. I media regolano la pandemia psichica che ci esaurisce ogni giorno cristallizzandoci nell’idiota mondiale e nell’adepto del nulla. Arriverà l’apice con la completa affermazione dell’IA. Serie televisive come Walking Dead o The Last of Us hanno un grande successo poiché esorcizzano futuri distopici ma possibili, Hollywood ha sempre anticipato futuri che sembravano improbabili e che poi si sono rivelati veri e accettati come una nuova normalità, tante finestre di Overton da parte di Hollywood Babylonia. In questa messinscena di normalità, ci aggiriamo tra entità distrutte, compromesse, nella periferia dell’Impero, nel nostro Occidente dove tutto sommato stiamo ancora bene, con la coscienza ammaccata ma tiriamo avanti discretamente bene, facendo finta, sopravviviamo sotto l’occhio del cecchino sionista. Per dirla alla Lacan, quello che sta accadendo si spiega nelle molte possibilità che offre l’inspiegabile. Allora è meglio continuare a dormire un bel sonno ristoratore, potremo fare dei brutti sogni ma non vedremo in giro mostri nascosti da maschere accattivanti che ci invitano a partecipare al grande spettacolo del varietà. Come nel La mostra delle atrocità di James G. Ballard, dove i medici di un ospedale psichiatrico, ogni anno, organizzano una mostra dove vengono esposte le opere dei pazienti del manicomio. Noi siamo gli spettatori impotenti invasi dalla schizofrenia dei governanti, che riversano nella nostra vita sia esteriore che interiore tutte le ossessioni del nostro tempo, che ribaltano il nostro ruolo, la nostra storia personale e la nostra visione del mondo. E’ finito il campionato di calcio e le coppe hanno decretato che una volta eravamo forti ora molto meno, la programmazione a reti unificate stasera prevede le sorelle Cappa, la possibile guerra nucleare sta annoiando e Gaza è sfruttata solo per indurre i cittadini ad andare a votare un referendum per modificare leggi che hanno imposto loro, la programmazione è incentrata solo sui deliri della criminologa istituzionale. E’ una decadenza terminale che genera malessere in tutti, consapevoli e non consapevoli, e che si ripercuote nel linguaggio del corpo, infatti secondo la dittatura sanitaria mondiale siamo tutti malati e bisognosi di cure, per cui preparate il braccio, la dose giornaliera è stata sostituita dal nuovo farmaco mrna che si auto replica per cui una volta iniettato, si replicherà all’infinito, è stato indetto un concorso a premi per capire chi resiste di più. Solo che a premiarlo non ci sarà nessuno. L’accelerazione imposta dall’entropia* in cui siamo entrati da anni sta diventando insostenibile per cui la migliore cosa da fare e tornarsene a letto.

Breaking news: Israele ha attaccato l’Iran. “Non mi svegliate ve ne prego/ ma lasciate che io dorma questo sonno” BMS

*Per entropia si intende il corollario della seconda legge della termodinamica che misura il grado di disordine ed inefficienza di un sistema chiuso. Per Pynchon che ne ha scritto è una metafora della vita, dell’esistenza. E’ l’energia che si spreca e che si perde in un processo produttivo e che deve essere recuperata e riutilizzata per uno sviluppo sostenibile della nostra società. 

 

Pubblicato sul numero di settembre 2025 di Affiches 

Disintegration loops


Intellectual fatigue, con questo termine s’intende l’esaurimento della capacità critica, di elaborazione intellettuale e di impegno cognitivo dopo un periodo più o meno lungo di sforzi mentali, senza ottenere risultati. Un esaurimento esistenziale che lo si legge negli occhi di chi vuole portare avanti una idea di lavoro che si scontra con la mediocrità e l’indifferenza della massa, lo si legge negli occhi di chi vuole fare cultura, portando avanti un discorso che investe più ambiti, sociale, politico ed educativo. Ed allora sorge lo scoramento e la disillusione di lasciar perdere insieme alla convinzione che non è più possibile incidere specialmente sulle nuove generazioni, totalmente fagocitate dal mercato e dai modelli di comportamento più biechi. E ci si rende conto di questo quando i protagonisti degli ultimi episodi di femminicidio sono sempre più giovani mostri, non è più cosa da adulti. I giovani mostri, malgrado loro, cresciuti ad aperitivi e social, a pornografia e a modelli tossici di mascolinità, sono incapaci di elaborare un rifiuto e di distinguere tra amore e possesso. Generazioni di nuovi mostri attraversano i territori delle emozioni senza mappe, senza guide, senza la necessaria educazione. E le famiglie? Disfunzionali. E la scuola? Smantellata. Questi giovani idioti che amano la trap e ne imitano i modelli stanno crescendo in un deserto emotivo senza punti di riferimento, senza acqua a cui abbeverarsi. Bisogna dire, per correttezza, che il disagio di queste nuove generazioni non può essere scorporato dal fallimento delle vecchie. Ma è necessario invertire la tendenza. E’ giunta l’ora di cambiare. Ma è possibile? Le forze si stanno esaurendo e cresce la consapevolezza che ormai siamo avviati inesorabilmente verso una deriva inarrestabile e che tutto si è compiuto. Dopo anni di mobilitazioni sociali, di analisi e denunce il mondo va nella direzione voluta dal Potere, davanti al quale tutti si sono inginocchiati, destra, sinistra, sindacati, finanza, Chiesa, una direzione contraria alle nostre aspettative, lo stato sociale è stato smantellato, il capitale è diventato sempre più vorace e c’è una grande stanchezza che è propria dell’intero sistema culturale, una rassegnazione che nasconde una domanda: a cosa serve? Forse solo a noi per sentirci sempre dalla parte dei buoni. Ma non è detto poichè è solo una nostra idea e non è molto, non ci può consolare. Non è quello che immaginavamo ed allora questa condizione genera una depressione culturale, una malinconia per un futuro che non è quello a cui tendevamo. E’ paradossale scrivere un articolo del genere proprio quando si stanno festeggiando i 50 anni di Radio Vulture, ma il diavolo ci mette sempre lo zampino ed in questo Radio Vulture è sempre stata all’avanguardia, ha sempre continuato a chiedere e fare domande, è accomunata in questo ad A/traverso, storica rivista dell’area bolognese che festeggia anche essa i 50 anni. Anni formidabili dove le energie della parte sana della società esprimevano potenzialità immense di liberazione e progresso. La tendenza era verso la piena espansione delle potenze creative della società. L’ideologia rivoluzionaria del leninismo veniva messa in discussione e si cercavano nuove strade per il processo di liberazione, ma il passato prese il sopravvento e la nuova immaginazione viene sopraffatta dall’ordine repressivo del soggettivismo rivoluzionario. In questa terra desolata, dove l’intellettuale ha tradito il suo ruolo, facendosi megafono del potere, dove la sinistra si è girata dall’altra parte, quella dei potenti, la destra ha gioco facile occupando tutti gli spazi lasciati liberi, solo per sete di rivincita, senza avere la capacità di elaborare una idea originale, una proposta culturale. La stanchezza ha delle motivazioni profonde, non è la fatica di un lavoro, ma un esaurimento che ha il sapore della resa, della disillusione che tanto non cambierà mai nulla, il potere se ne frega, fa come gli pare incurante dei suffragi popolari, tanto poi li recupera, gli eletti, li blandisce e li assorbe con l’adulazione. E lo vediamo con i nostri occhi, la guerra in Ucraina si trascina grazie ai volenterosi europei, Francia, Gran Bretagna e Germania del nazista Merz, che boicottano i colloqui di pace affinchè la guerra continui, vendere armi ed incamerare profitti è il loro obiettivo, Kiev sfida la pazienza dei russi con attentati che delegittimano i colloqui di pace e noi aspettiamo che la risposta di Putin non sia devastante, Israele intanto continua a bombardare i camion degli aiuti e a uccidere bambini e giornalisti, perché nessuno deve sapere, si paventano nuove pandemie con la benedizione dei nostri virologi e dell’OMS che non vede l’ora di inoculare nuovi veleni come i farmaci a mrna autoreplicante, la salute dei cittadini in mano a soggetti privati, ci hanno provato col Covid con questo non si scappa, ma ora non ci si può distrarre, c’è il delitto di Garlasco ed abbiamo appena superato la prova costume. Poi se ne parla. Chissà perché le peggio cose le fanno d’estate? Mah? Anche la Chiesa Cattolica non se la passa tanto bene, non è più un punto di riferimento universale, in mano ai massoni è preda di intrighi e strategie politiche che hanno snaturato e abolito il sacro, le scorie gnostiche lasciate dal testimonial dei globalisti, quel sant’uomo di Bergoglio, hanno infettato le fondamenta del trono di Pietro. Del nuovo Papa se ne mette già in dubbio la legittimità, ma questo è un argomento molto complesso che merita un maggiore approfondimento in un prossimo articolo. Basta solo dire che per fugare i dubbi è necessario aprire la busta e leggere la relazione del Cardinale Camerlengo nella quale viene riportato l’esito delle votazioni. I verbali delle sedute e le schede sono state bruciate. Ma non credo che il Vaticano la renderà pubblica. Con gli ultimi residui di forze ci teniamo a galla tra i flutti di questo mare minaccioso come naufraghi aggrappati ai relitti, ci stiamo disintegrando come una vecchia audiocassetta che perde pezzi in decadimento, in situazioni estreme e solo alla fine di tutto potremo capire. “La più grande sventura sarebbe morire impotenti non solo a vincere ma anche a comprendere” Simone Weil

Pubblicato sul numero di luglio 2025 di Affiches