lunedì 17 novembre 2025

La radio è il diavolo


Se una radio è libera ma libera veramente piace anche di più perché libera la mente” cantava Finardi nel 1976. Era il lato B del 45 giri di Musica Ribelle. Cominciò tutto con una sentenza del 1974 da parte della Corte Costituzionale che mise fine al monopolio RAI. La sentenza riguardava una televisione via cavo che trasmetteva da Biella e che la Rai fa chiudere per violazione del monopolio. La sentenza della Corte invece dice che se una TV trasmette via cavo non occupa frequenze e non interferisce con le frequenze della radio e della TV nazionale. E' una sentenza che apre un varco incredibile perchè nell'FM la gittata del segnale non supera i cento chilometri per cui sulla stessa frequenza possono stare diverse radio basta che siano distanti tra loro. Si aprono radio libere su tutto il territorio nazionale senza disturbare il servizio pubblico. Si crea un nuovo mondo ed una economia indotta, si aprono negozi che vendono trasmettitori, antenne radio e TV, mixer, giradischi, amplificatori per sterei. Intorno alle radio si ritrovano tanti giovani anche di opinioni diverse ma che pensano la stessa cosa e tutti interessati a fare la radio. Radio che aprono i microfoni e fanno parlare tutti. E' rimasta nel nostro immaginario la scena nel film Ecce Bombo di Moretti, dove ogni sera un tunisino telefona e racconta le sue ansie. Nel 1976 in Italia si contano almeno duemila radio sparse su tutto il territorio nazionale. Erano aperte a tutti coloro che non avevano mai avuto voce e che volevano parlare, alcune radio passavano le telefonate in diretta senza filtri per cui a volte si sentivano anche bestemmie e parolacce. Ognuno parlava con la sua voce, inflessioni dialettali, accenti stranieri, difetti di pronuncia e dizione approssimativa, andava tutto in diretta, il pubblico ed il privato, il politico ed il contingente, spesso venivano usate per mandare messaggi privati, non c'era watsapp. Erano luoghi di condivisione di vite, passavano i tipi più strani anche gente occasionale o di passaggio, gente in viaggio che poi non incontravi più. Era una esperienza ed una crescita che ha coinvolto tantissimi giovani che hanno vissuto le stesse sensazioni ed emozioni anche se distanti tra loro. Nel paese dove abito abbiamo messo su Radio Babele, in alcuni locali all'ultimo piano di uno stabile con una bella terrazza sui tetti del paese dove la sera si andava a prendere il fresco, ad ascoltare la musica che si trasmetteva, bere una birra in compagnia e fumare. Che bella musica, tutta quella che non andava in onda sulla RAI. Avevamo una fissa per la west coast e per gruppi all'epoca sconosciuti, gli Alman Brothers, i Quickville Messenger Service, il jazz nelle notti fumose come se fossimo al Village di New York o per le strade di San Francisco o New Orleans. Ma anche canzoni di lotta. Pino Masi, Gianfranco Manfredi, Contessa, Morti di Reggio Emilia, gli Stormi Six con la loro Stalingrado, Claudio Lolli, Storia di un impiegato di DeAndrè e tanti altri. Chi ha vissuto questa esperienza ha mille aneddoti da raccontare che ora a distanza di tanti anni assumono l'aura della leggenda. Eravamo zingari felici. E così è stato anche per Radio Vulture che quest'anno festeggia i 50 anni di attività, è una delle radio più longeve che ci sono in Italia. Tante hanno chiuso con la fine del movimento del '77, quando è cominciata la fine di tutto, perchè le radio erano soprattutto luoghi di aggregazione, come si dice ora, si parlava, si litigava, si cresceva insieme. Radio Alice era la più famosa di tutte, a Bologna in Via del Pratello nr 41. Ci sono stato nell'estate del '77, Bologna era diventato il centro del Movimento, l'aria che si respirava era di assoluta libertà, in una libreria di compagni ho preso una quarantina di copie di A/traverso da portare giu in Calabria. Alice è il Diavolo, Alice è oscena titola il Resto del Carlino e diventa subito il nuovo slogan situazionista e dada Alice è o/scena, outscena, fuori della scena. Alice è bellissima come tutte le radio militanti. E' stata la radio del Movimento durante gli scontri dopo l'assassinio di Francesco Lorusso. Tra i fondatori c'erano molti intellettuali bolognesi tra cui Bifo, Umberto Eco e Maurizio Torrealta. Ha iniziato a trasmettere nel febbraio del 1976 con The Star-Spangled Banner, suonata da Jimi Hendrix a Woodstock. La sera del 12 marzo del 1976 verso le 11 di sera arrivano i poliziotti in assetto di guerra ed i compagni all'interno di Alice non aprono la porta aspettando l'arrivo degli avvocati, memori della strage di Via Fracchia a Genova, si aveva paura di esecuzioni sommarie. Famosa è la diretta quando la polizia sfonda la porta ed entrano con Valerio Minnella che continua a parlare al microfono “ sono entrati, sono entrati, siamo con le mani in alto, ecco ci strappano il microfono”. Esiste ancora il nastro su radioalice.org Non esito a dire che è un documento sonoro dei più importanti della fine del Novecento. Essenzialmente la nascita delle radio libere in Italia va di pari passo alla nascita del movimento studentesco nel '77, dopo la repressione del marzo si arriva al convegno dei centomila a Bologna, a settembre, voluto da Alice a cui ha partecipato il filosofo Guattari. Su Lotta Continua appare il Manifesto contro la repressione firmato anche da Jean Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Michel Foucault, Gilles Deleuze e Guattari. Purtroppo il convegno nonostante la grande partecipazione di giovani confluiti a Bologna da tutta l'Italia e anche da paesi europei segna la chiusura di quelle prospettive e potenzialità creative che si erano aperte a marzo, nelle intenzioni doveva essere un'apertura verso le controculture europee e verso un futuro da scoprire insieme, mentre nelle stradine e nei vicoli del centro migliaia di ragazzi si aprivano collettivamente all'epoca che cambiava , nel chiuso del palasport seimila burocrati si ritrovano per far riemergere un leninismo nei comportamenti e nella teoria per programmare la trasformazione del movimento autonomo in soggettività antagonista organizzata.

Era importante invece salvare il patrimonio di sperimentazione autonoma che il movimento aveva sperimentato nella comunicazione, nell'arte e nelle forme di vita urbana.

Il 1978 rappresenta l'anno di svolta, l'incazzatura del movimento scema e cominciano gli anni di piombo con la perdita dell'innocenza. Le ferite non si cicatrizzano più, cominciano i necrologi su Lotta Continua, i compagni diventano tossici, ci si rinchiude in casa e comincia il riflusso, inizia l'aspra stagione dove la violenza raggiunge il massimo. L'Italia entra negli anni '80 ed il momento simbolico è rappresentato dai festeggiamenti di massa per la vittoria della Nazionale di calcio ai mondiali di Spagna. Nasce il nazional popolare ed Alice cessa le sue trasmissioni. Come tante altre radio in Italia. Ora non so di Radio Vulture poiché non c'ero, ma le esperienze sono state uguali a quelle di numerose altre radio con le normali differenze che derivano dal luogo, dalle persone e da effetti contingenti. Radio Vulture assume un'importanza notevole, per il paese, per le istituzioni e per la produzione culturale, continua nella sua opera grazie alla passione, alla coerenza e al coraggio dei suoi fondatori che portano avanti la storia di questa radio senza avere alcun tornaconto economico. E' ammirevole lo spirito di servizio e la spontaneità con cui la portano avanti.

Radio Vulture è molto importante sia per Rionero che per tutto il comprensorio del Vulture, è una voce aperta a tutti coloro che hanno qualcosa da dire, che vogliono portare avanti istanze, parlare di progetti e sviluppare idee. Dovrebbe essere tenuta in grande considerazioni specialmente dalle istituzioni pubbliche poiché non esiste un paese, nel Sud, che ha una eccellenza così. Produce e propone cultura in tempi dove ormai il dibattito è azzerato ed ognuno si preoccupa solo di coltivare il proprio orticello senza confrontarsi, senza analizzare quello che succede con spirito critico. E' diventata una sorta di comunità in movimento che celebra la sua liturgia nelle trasmissioni e nel foglio che da qualche anno pubblica, Affiches. E' pura avant-garde contemporanea, culturale, sociale e politica sempre al passo dei tempi. Pazzi visionari e creativi, sensibili artisti aperti alle sfide del tempo. Quest'anno ricorrrono i 50 anni dalla sua fondazione che saranno ricordati con una serie di eventi ed una mostra che ripercorre attraverso foto ed altro la storia di tantissimi ragazzi che hanno partecipato a questa esperienza, la storia di questi ragazzi è la storia di Rionero a cui hanno dato lustro e che bisogna raccontare per non dimenticare. Va dato merito e riconoscenza a quanti hanno creduto e portato avanti questo progetto che nel corso degli anni si è rivelato essere un continuo atto d'amore verso la propria terra. 

Pubblicato su Affiches, gugno 2025 

E vi è dolce gallegiar in questo mare di menzogne


“Con quanta ostinazione la gente riesce a negare l'evidenza, anche quando c'è in ballo la sua libertà e la sua stessa vita” scrive Octavia Butler nella sua Parabola del Seminatore. Più o meno quello che diceva Mark Twain, tempo fa, in una frase che è entrata nell'uso comune “ è più facile ingannare la gente che convincerla di essere stata ingannata”.

Gli esempi non mancano da quando siamo in mano alla propaganda che avvelena i pozzi dell'informazione disseminando il terreno di mine antiuomo, una propaganda all'insegna “del fine guerra mai”, il processo della neolingua di “putinizzazione” del dissenso investe chiunque non è d'accordo con la narrazione ufficiale che lo trasforma in un neo Hitler. Mi viene in mente una nuova citazione questa volta del filosofo canadese McLuhan che ha espresso il seguente concetto “il medium è il messaggio” per sostenere come oltre al contenuto anche il mezzo di comunicazione utilizzato influenza la società ed il modo di percepire la realtà. Distrutta la forza collettiva della classe lavoratrice l'obnubilamento del ceto medio agiato è così grave che il velo steso è come una cataratta. La menzogna genera la realtà e consente alla gente di non pensare più, di adagiarsi sulla superfice e accontentarsi di gallegiare. Fino ad ora. La coscienza critica la lasciamo a Lukacs e spostatevi che c'è sanremo e la partita di calcio da seguire.

Zuckerberg confessa che l'amministrazione Biden ha spinto per censurare cose vere, in questi anni terribili i diffusori di fake news accusavano chi osava mettere in dubbio la loro versione di essere fake utilizzando termini infami per screditare e ridicolizzare il dissenso come complottista, negazionista e novax e la gente comune ha creduto alla narrazione ufficiale perchè segue solo i grandi media. “Lo ha detto la televisione,” purtroppo nonostante i vari mezzi di comunicazione la maggior parte delle persone si informa ancora soltanto dai vari TG ufficiali. I padroni del discorso fanno anche di più, pagano i debunker per provare a smentire il dissenso. E il gallegiar vi è dolce in questo mare di menzogne. Salvaci, o Signore.

Anche la CIA ha ammesso che l'origine del Covid è un virus scappato dal laboratorio di Wuhan dove una manina umana ha scatenato la pandemia e non il pangolino e i pipistrelli. Attenzione perche il grande filantropo Gates nella trasmissione dell'invertebrato elminto ipersalivatore seriale ha avvertito che verso la fine dell'anno ci sarà una nuova grande pandemia. Prima ti avvertono e poi te la mandano. Ed il popolo bue che ha dimenticato di possedere una coscienza critica e analitica segue il pensiero dominante. La narrazione ufficiale sul covid come ora quella sulle crisi climatiche, sull'Ucraina, sull'Europa nefasta e su Gaza viene finanziata da lobby delle grandi multinazionali che hanno interessi nei settori, lo scandalo di Usaid ha provato tutto ciò scoperchiando la fabbrica del falso. Usaid ha finanziato ed elargito soldi dei contribuenti ad editori e giornalisti per scrivere articoli e recensioni orientati a convincere le masse della bontà della narrazione, secondo le direttive di chi paga. Giornalisti o peggio ancora intellettuali pagati per alimentare la propaganda a guerre demenziali e a sieri magici. Non mi illudo ma spero che vengano pubblicate le liste dei venduti nostrani.

Il disegno ora è chiaro, un virus che mette in pericolo tutto il mondo, l'urgenza di agire per fermarlo, l'utilizzo di farmaci sperimentali non testati con cui siringare la gente ignara. Intanto Arcuri vendeva mascherine non idonee, Speranza adottava il protocollo tachipirina e vigile attesa salvo poi negarlo e Conte governava con i Dpcm, urlando con i Bobby Joe Friendship Party “ è una potenza di fuoco”. Ora sono venute fuori notizie riguardanti la Presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Layen, che messaggiava con il ceo di Pfizer e con la sua complice Metsoula intascava bustarelle considerevoli dalla stessa Pfizer per l'acquisto miliardario di vaccini. Naturalmente questo fiume di denaro finiva anche nelle tasche di giornalisti compiacenti. Terapie sperimentali non adeguatamente testate come la mNRA che è diventata la nuova gallina delle uova d'oro, ma che sembra essere pericolosa per l'uomo. Perchè non si indaga sull'insorgenza di tutti questi malori improvvisi? Da cosa sono causati? L'OMS dovrebbe interessarsi della salute di tutti gli abitanti del pianeta terra invece è un provider che fa gli interessi solo di chi lo finanzia. E' quello che sta venendo fuori dalle audizioni al Senato della Repubblica Italiana. A bilancio, l'income annuale dell'OMS è di 3B 400M. Il primo finanziatore sono stati gli Stati Uniti, ora Trump ha ritirato i finanziamenti, al secondo posto c'è l'associazione Bill e Melinda Gates e al terzo il Gavi, The vaccine alliance, finanziata quasi totalmente da Bill Gates. L'OMS ha 8000 dipendenti e spende 1B e 100 M di dollari per stipendi più 1B e 400 M per consulenze per un totale di 2B 500 M, il 74% del suo income è speso senza aver fatto niente, se ci mettiamo il mantenimento delle sue sedi sparse per il mondo, i viaggi ecc ecc. vedete che non rimane niente per la salute delle persone. Una barzelletta. Ora che gli USA hanno ritirato i loro finanziamenti il principale finanziatore è Bill Gates. Vi sta bene che la vostra salute la decida un privato?

Anche sull'Ucraina sta venendo fuori la verità, grazie anche a Trump che ha ammesso come è stata la Nato che dal 2014 ha pilotato prima il golpe a Kiev e poi l'allargamento ad est con i crimini nel Donbass. Ora Putin e Trump si stanno parlando estromettendo dai colloqui sia l'Europa che lo squallido Zelensky, presidente scaduto odiato dagli ucraini per i milioni di giovani mandati al macello, con proprietà, ville e castelli all'estero, acquistate con quali soldi? Il clima omertoso dei nostri giornali e dei TG è vergognoso, continua a sfornare notizie false alimentando il discredito nei confronti della Russia. Nonostante l'apertura degli Stati Uniti a concludere la guerra, questa Europa parla ancora di sanzioni alla Russia, di invii di armi a Kiev e di denaro destinato agli armamenti di difesa. La verità è un'altra: l'Inghilterra vuole continuare la guerra perchè la sua Shell ha un contratto di 50 anni per lo sfruttamento del gas nel sottosuolo ucraino e gli Elkan tramite un suo giornalista, Serra, ed un suo giornale, La Repubblica, indice questa manifestazione perchè ha commesse miliardarie per carrarmati e armi pesanti con l'accordo Iveco-Leonardo, quindi si parla di invio di truppe europee e di riarmo. Vogliono ucrainizzare l'Europa inventando una minaccia russa che non c'è. I nostri intellettuali de sinistra, i compagni al caviale, senza vergogna si pongono alla testa di questa manifestazione che rappresenta il definitivo rincoglionimento del ceto medio agiato, questi decerebrati che si sono informati per decenni da TG e talk show hanno perso qualsiasi facoltà di discernimento per cui schiumano sorridenti senza pensare che quelle armi che invocano saranno imbracciate da loro o dai loro figli. Il patto di stabilità può essere derogato non per le nostre vite e la nostra salute ma per la nostra distruzione. E' un'Europa governata da criminali nazisti dell'unione globalista contro Putin e Trump. La Meloni fa la funambola cercando un precario equilibrismo, destreggiandosi tra Trump e Van Der Layen, ma prima o poi dovrà fare le sue scelte. E' questi sono i custodi dell'ordine democratico? Non meravigliamoci se il popolo sovrano cerca nuove strade. La nostra classe dirigente è fallita, non solo quella politica ma anche quella culturale, basti pensare a quello che passa in TV, a sanremo e alla chiusura dei tanti cinema sul territorio nazionale. I trafficanti di idee false, i camaleonti, i gattopardi nostrani dopo un iniziale disorientamente alla luce dei mutamenti geopolitici internazionali si stanno riposizionando per difendere e conservare il loro status quo. Nella pubblica amministrazione i funzionari sono sempre gli stessi, un vero centro di potere reale, non c'è mai stata una vera spoil system come si usa negli Stati Uniti, quello che sta attuando Trump che ha aperto le porte a personalità di estrazione democratica come Robert Kennedy jr e Tulsi Gabbard coinvolgendoli nel governo e che sta chiudendo i rubinetti dei finanziamenti a tutti quegli enti la cui unica funzione è di alimentare la visione woke. Trump non è uno psicopatico, fa quello che pensa debba fare ogni nazione in un sistema tecno capitalista avanzato iper competitivo, aumentare la produzione interna per migliorare la bilancia commerciale, tenere alto il valore della moneta, mantenere la supremazia militare e tirare su di morale il proprio popolo. Le congreghe progressiste sono disorientate ed i loro maitre a penser ben introdotti nelle accademie e nei media si rifiutano di ammettere che la caduta verticale della loro credibilità e delle istituzioni da loro governate ha portato ad una crisi terminale del modello sociale liberaldemocratico che ha lasciato solo insoddisfazione, risentimenti e odio verso le elite al potere. Le sinistre europee hanno vanificato il sistema di rappresentanza mettendo tutte le decisioni politiche nelle mani dei gruppi di potere finanziari ed economici transnazionali. Se non faranno i conti con il loro fallimento le destre governeranno ancora per anni, come si vede dalle elezioni politiche in Germania terminate con la vittoria della CDU. Al secondo posto c'è stata l'avanzata della AFD che ha raddoppiato il suo consenso grazie ai voti dei lavoratori e dei disoccupati, viene bollata come nazista ma i nazisti sono altri. Il partito della BSW non entra in Parlamento, si parla di brogli, fatti per consentire un governo Cdu-Spd, qualche manina ha fatto fermare Sarah Wagenknecht al 4,97% facendolgli perdere 38 deputati. Sarah Wagenknecht è stata punita dagli stessi elettori che solo otto mesi fa le avevano consentito di avere il 15% in Turingia ed il 13% in Sassonia alle amministrative poichè ha commesso un grave errore, andare al governo con Cdu e Spd. Il vincitore Merz del Cdu additato come nuovo cancelliere è un pericolo per la Germania e per l'Europa in quanto sostenitore della guerra in Ucraina e dell'invio di nuove armi tra cui i missili tattici nucleari, inoltre ambisce a mire espansionistiche della Germania, i tedeschi non si smentiscono mai, avanti fino alla sconfitta. Il Merz, cosa importante che fa capire alcune cose, è un burattino nelle mani di Blackblock, il fondo speculativo più potente degli Stati Uniti, che ha le mani in pasta in tutto il mondo, il vero centro del male. Gli sbufolatori sono all'opera per negare evidenza e prove. E questo è un buon segno.

Pubblicato su Affiches aprile 2025

Il senso del proprio luogo

 



L'antropologo Vito Teti sul tema dei luoghi, sul senso dei piccoli paesi abbandonati del Sud è una autorità, ha scritto numerosi libri su questi temi e fatto numerose conferenze in giro per l'Italia. Possiamo dire che il termine “restanza” lo abbia coniato lui. La restanza è divenuto un fenomeno sociale che riguarda chi ha deciso di rimanere a vivere nel proprio paese per il richiamo delle proprie radici e l'affetto per il proprio luogo. “ Partire e restare sono i due poli dell'umanità. Al diritto a migrare corrisponde il diritto a restare, edificando un altro senso dei luoghi e di se stessi. Restanza significa sentirsi ancorati e insieme spaesati in un luogo da proteggere e nel contempo da rigenerare radicalmente” Restanza e tornanza sono divenute per dirla con Vito Teti le due parole che meglio definiscono i termini della nuova Questione Meridionale. In Calabria nell'ultimo secolo molti paesi che erano stati abbandonati per calamità naturali, terremoti, frane e alluvioni sono stati ricostruiti lungo la costa jonica per fuggire ad un isolamento atavico, contadini che hanno dovuto abbandonare le proprie terre sono stati costretti ad emigrare per sottrarsi alla miseria e alla fame, una vera e propria diaspora di calabresi sparsi nei luoghi più disparati del mondo. Gli stessi, i germanesi come li chiamano coloro che sono rimasti, non vedono l'ora di ritornare, specialmente durante la festa del patrono o durante l'estate. Uno scrittore calabrese Carmine Abate ha scritto dei libri sull'argomento tra cui il bel romanzo La Festa del Ritorno. E' un tema molto caro per chi è stato costretto ad abbandonare la propria terra specialmente per motivi di lavoro. Ed ora in questi ultimi anni assistiamo ad un ritorno, non solo di vecchi e anziani che tornano per morire nella loro terra ma anche di tanti giovani che vogliono riscoprire le loro radici. Non mancano gli esempi in questi ultimi anni di giovani che ritornano nei loro paesi del Sud con voglia e passione di viversi il proprio luogo di origine. E' un fenomeno che fa ben sperare e che può essere un contrasto allo spopolamento dei piccoli paesi dell'interno.

Mattia è un giovane del sud che dopo essersi laureato in Agraria a Firenze sbarca a New York, per un anno di intership ai giardini di Long Island grazie all'università, si è mantenuto anche con vari lavoretti per integrare il piccolo reddito del tirocinio. Memore delle parole della nonna che gli aveva promesso un pezzo di terra qualora si fosse laureato, “questo pezzo di terra che mio padre coltivava a legumi e grano sarà tuo” decide di ritornare dopo un paio di anni, nel suo paese di origine sulla costa jonica. Ai suoi occhi quella parte di Calabria jonica acquista una visione diversa, “ non mi ero accorto di vivere in un paradiso”. Con i quattro ettari ereditati dalla nonna apre un'azienda agricola, corre il rischio di usare solo i semi, alcuni conservati dai vecchi del paese, “ semi di pomodoro portati da un soldato dopo la seconda guerra” senza uso di sostanze o sintesi chimiche, segue le linee guida della permacultura, dice” scelte legate alla terra, dove c'è roccia fico e pistacchio, dove c'è sabbia ortaggi e la vite, un terreno fertile dal punto di vista agricolo e mentale” Il prossimo passo sono gli oli essenziali poichè le sue terre sono piene di timo, rosmarino, elicriso e lentisco e la coltivazione delle rose. Con la sua compagna mongola ha costruito 5 yurte che ospitano le centinaia di viaggiatori e visitatori che passano da quelle parti durante tutto l'anno. Una yurta è adibita a sala prova perchè anche la musica è una componente essenziale in questo luogo in collina che dirada verso il mare dove il silenzio si combina con i suoni ambientali. La sua storia è anche in un docufilm presentato alla Mostra di Venezia, Un'altra Idea di Stare. La restanza muove dal desiderio di tornare a vivere dove si è nati, ma in modo non passivo e apatico, con consapevolezza e voglia di fare. Il restare ed il tornare è una condizione, uno stato dello spirito che appartiene al meridionale dalla fine dell'Ottocento, diventa storia e cultura, le persone ritornano se vedono opportunità di vita, di socialità e di lavoro mosse dall'amore per la propria terra. Malinconia e nostalgia sono la poetica del desiderio di riappropriarsi dei propri luoghi e di rigenerarsi con essi. I luoghi abbandonati non muiono mai, diventano poesia nella memoria di chi è costretto ad andare via. Si parla spesso di spopolamento, di fuga dei cervelli, dei tanti giovani costretti ad andare via e dei paesi vuoti, è tempo che le istituzioni si interroghino su questo fenomeno e che pensino e realizzino misure e strumenti che concretamente possano generare opportunità nelle aree ad alto potenziale inespresso come sono i nostri piccoli paesi e i nostri borghi, per proporre e costruire un nuovo modello di sviluppo economico che induca giovani, professionisti ed imprenditori a tornare ed investire nella loro terra. Alla Camera dei Deputati politici calabresi dei vari schieramenti hanno presentato una proposta di legge sulla tornanza, sarebbe cosa buona che tutte le regioni del sud affrontassero in comune questo fenomeno.

La Fondazione Con il Sud lancia un progetto, un bando “ Riabitare il Sud” che si rivolge ai piccoli comuni e organizzazioni del terzo settore di Basilicata, Calabria, Puglia. Sardegna e Sicilia mettendo a disposizione 8 milioni di euro per sostenere almeno 4 territori in cui avviare interventi di sviluppo locale. E' una goccia in un oceano ma intanto qualcosa si muove ed il problema arriva alla ribalta nazionale. Contrastare lo spopolamento e l'isolamento dei territori del Sud per favorire attraverso interventi e misure percorsi di sviluppo economico, sociale e culturale è la priorità per chi resta. Dal 2001 al 2023 il Mezzogiorno ha perduto 730 mila residenti, non possiamo rimanere indifferenti di fronte a questa deriva demografica. La parola d'ordine deve essere: rigenerazione demografica.

Pubblicato su Affiches, numero di maggio 2025

lunedì 10 marzo 2025

Neoliberismo progressista

 



Ancora una volta la sinistra in Italia ripercorre lo stesso errore politico fatto con Berlusconi quando gli fu inviato un avviso di garanzia per corruzione durante un G8, era il 1994, ora continua nel perseverare con lo stesso errore, si rivolge a quella parte di magistratura amica per trovare una scorciatoia che la porti al governo. Una magistratura che non indaga sugli esposti presentati da associazioni e liberi cittadini sulle malefatte compiute durante la psicopandemia da Speranza ed i suoi accoliti. Una magistratura che confonde una rifugiata politica con una scafista e che poi è stata costretta ad assolvere con formula piena dopo tanta sofferenza da parte della giovane Maysoon Majidi. La politica italiana è diventata un ring dove si scambiano da parte dei due schieramenti accuse e insulti. Ci si appiattisce sulla figura della Meloni con il ditino puntato, cercando di coglierla con le dita nella marmellata, come puri e duri, ( come se non ci fossero stati e ci sono ancora esempi di corruzione e malgoverno anche da parte loro ) senza avanzare idee e proposte politiche con il risultato di compattare il centrodestra che grida al complotto rispolverando la teoria delle “ toghe rosse “. Un dubbio viene anche a me vedendo ricomparire il faccione sghignazzante di quel fenomeno di Romano Prodi. Alla Meloni conveniva mettere il segreto di Stato e la questione si chiudeva lì. Il fatto in questione non è molto chiaro se si pensa che il Generale torturatore libico era in giro per le capitali europee da ottobre 2024 e solo ora quando il libico si trovava sul suolo italico la Corte penale europea si è svegliata, denunciando il fatto e pretendendo l'arresto del torturatore. Quella stessa Corte penale che ha richiesto l'arresto del genocida Bibi Nethaniau, che scorazza impunito ed indisturbato per l'Europa. Tutto questo fa pensare che la richiesta sia strumentale per danneggiare la premier italiana anche per il ruolo preponderante che sta avendo con la nuova amministrazione americana. La polpetta avvelenata proviene dall'interno dell'Europa, non mi meraviglierei se centrassero la Francia e la Germania. La mancanza di una strategia che delinei delle linee programmatiche è il tratto distintivo della crisi della sinistra italiana, in questo momento di grandi mutamenti geopolitici, non ha ancora sviluppato una nuova visione che si distacchi dalla linea dettata dai vecchi cacicchi. Chi ci mandiamo al governo la Schlein con Franceschini, o il maggiordomo Gentiloni con gli incursori Fratoianni e Bonelli, il rampante Landini che percorre i suoi fini personalistici, anelando uno scranno parlamentare perchè ha capito che è li che ci sono soldi e potere? O l'avvocato di se stesso rimasto scottato dalla potenza di fuoco che aveva promesso da premier durante la psicopandemia? O l'imbarazzante ottantacinquenne Prodi che ancora propone formule obsolete e fallimentari? E mica teniamo fuori Calenda e Renzi? Imbarchiamo pure loro in questo campo largo che si trasformerà inevitabilmente in un pantano poiché i reprobi sono uniti solo dall'esecizio del potere per il potere. Senza nessuna proposta politica, senza alcuna idea se non quella di tirare a campare sulla pelle dei cittadini per ingraziarsi i potenti di cui sono i servi, non si va da nessuna parte poiché si sta allargando lo scollamento dei politici con il paese reale. Uno scontro tra due fazioni simili che hanno in conto solo l'esercizio del potere. Bisogna andare al governo con il consenso e la legittimazione degli elettori per essere credibili. Una nuova idea di sinistra, un vento nuovo spira dalla Germania ed in particolare dalla Turingia e lo porta Sarah Wagenknecht, politica tedesca ex portavoce del Partito della Sinistra ( Die Linke ), che nel 2023 abbandona il partito per creare una associazione “ BSW - Per la ragione e la giustizia “ che diverrà il precursore del nuovo partito fondato nel gennaio del 2024. Vedremo alla fine del mese di febbraio come riponderanno i tedeschi chiamati alle urne. La decisione della Wagenknecht di abbandonare il Partito della Sinistra è stata motivata dalla considerazione che le sinistre occidentali ormai si sono fatte contagiare da una forma di “neoliberismo progressista” che sta diventando la pietra tombale della sinistra. Tra i punti del programma ai primi posti c'è la Pace e lo Stop all'invio di armi in Ucraina e al genocidio a Gaza oltre che una dura critica a questa Europa senza senso che parla ancora di guerra nonostante i tentativi di pace tra Trump e Putin. Nel suo libro-manifesto la Wagenknecht analizza e denuncia come la sinistra contemporanea occidentale non rappresenta più gli svantaggiati ed ha ormai buttato nella spazzatura la lotta di classe e la lotta alle disuguaglianze per diventare una "sinistra alla moda": in quanto chi la sostiene non pone più al centro della politica di sinistra problemi sociali e politico-economici, bensì questioni riguardanti lo stile di vita, le abitudini di consumo e i giudizi morali sul comportamento, la sinistra alla moda risulta poco simpatica anche perché, pur sostenendo una società aperta e tollerante, mostra di solito nei confronti di opinioni diverse dalle proprie un’incredibile intolleranza, che non ha nulla da invidiare a quella dell’estrema destra. Una analisi lucida e condivisibile su questa sinistra salottiera che sostiene uno stile di vita appannaggio di una ristretta élite ispirato ai dogmi del cosmopolitismo, del globalismo, dell'europeismo e del politicamente corretto. Una élite che non ha nulla da dire sull'impoverimento della classe media e sullo sfruttamento dei lavoratori, che non solo promuove gli interessi dei vincitori della globalizzazione, ma disprezza apertamente i vinti, ossia le classi popolari e i loro valori, accusati di essere ignoranti, rozzi, populisti, fascisti e sessisti. Contro questa sinistra per pochi privilegiati Sahra Wagenknecht contrappone una visione alternativa che riscopre valori comunitari e non individualistici, una visione che rappresenti le classi popolari capace di definire una identità fatta da individui concreti per gettare le basi per creare una società più giusta. In questa visione ha un ruolo chiave la rivendicazione dell’importanza dei vincoli comunitari, vincoli che diventano un collante sociale solo all’interno di contesti circoscritti e delimitati. La Sinistra non ha più nulla da dire se non fame di potere, ha scelto le elite e lo slogan caro alla Thatcher “ There is no alternative”. La combinazione tra il liberismo economico e liberismo di sinistra ha spianato la via alle destre. « Gli elettori votano a destra perché sono stati abbandonati da tutte le altre forze politiche e non si sentono più apprezzati dal punto di vista culturale..... vedono nel liberalismo di sinistra un attacco ai loro diritti sociali, in quanto descrive come modernizzazioni progressiste proprio quei cambiamenti che hanno sottratto loro il benessere e la sicurezza, ma al tempo stesso un attacco ai loro valori e al modo in cui vivono, che nella narrazione liberale di sinistra viene svalutato moralmente e squalificato come retrogrado». In Italia alle proposte di Sarah Wagenknecht guardano con molta attenzione i Cinquestelle ed il movimento Democrazia Sovrana e Democratica di Marco Rizzo e Francesco Toscano. Dario Salvetti, operaio metalmeccanico, delegato sindacale Fiom e leader del Collettivo di fabbrica della Gkn racconta in un libro appena uscito, Questo Lavoro Non E' Vita, la vicenda della fabbrica di semiassi di Campi Bisenzio, di come si è arrivati a licenziare con una mail 422 operai. Un grave atto di accusa alla politica e al sindacato che hanno permesso che si arrivassse a questo. Il punto è rappresentato dalle condizioni sociali accumulate in decenni che hanno permesso a quella persona che ha scritto il testo ed al consiglio di amministrazione di considerare che i rapporti di forza erano tali da poterlo fare. “ L'email del nostro licenziamento fu sostanzialmente il concentrarsi di venti, trent'anni di arretramenti dei diritti, giorno dopo giorno”. Gli eventi che si succedono nel mondo hanno preso una velocità che fanno pensare alle teorie accelerazionistiche di Nick Land. Già nel 1992 Nick Land parlava di controllo algoritmico, disastri climatici, crisi della politica, città sovraffollate e al collasso governate da intelligenze artificiali, un mondo sempre più automizzato dove viene meno la differenza tra reale e virtuale. Una società dominata e controllata dalla tecnologia insensibile al dolore e ai bisogni umani, capace come un virus di infettare tutti gli aspetti della realtà. L'umanità come residuo organico dove l'uomo è obsoleto. Un sistema cieco e feroce, quello capitalista, lanciato ad una velocità esponenziale verso il caos che porterà inevitabilmente al deragliamento e alla sua implosione. Mi sembra che Trump e Elon Musk stiano lavorando in questo senso. Intanto Robert Kennedy jr e Tulsa Gabbard hanno superato il voto delle commissioni del Senato ed è ormai certo che Kennedy guiderà il Ministero della Salute, alla faccia di chi lo ha infamato quando gli è stata appiccicata l'etichetta di novax, e Tulsi Gabbard, ex democratica, guiderà tutte le intelligence americane. La Gabbard ha denunciato e dimostrato come l'ISIS e Al Qaeda siano state create e finanziate dagli Stati Uniti, accusando il Premio Nobel Obama, ha annunciato che aprirà gli archivi delle inchieste sugli assassini di John e Robert Kennedy e di Martin Luther King. Naturalmente la notizia non ha trovato il dovuto risalto sui giornaloni nostrani, distratti da varie stronzate come sanremo. E su Usaid poche righe, l'agenzia statunitense che ha finanziato primavere arabe, rivoluzioni colorate, politiche green, istanze lgbt+. Finanziamenti elargiti dall'amministrazione Biden anche a vari artisti, come Sean Penn, U2 e altri che si facevano fotografare come interessati alle sorti dell'Ucraina con l'elmetto in testa nel sostegno a Zelensky. Ci eravamo illusi che queste istanze partivano dalle spinte sincere della società civile, ebbene non è così. Questo non vuol essere, a scanso di equivoci, un elogio a Trump anche perchè molte decisioni che vuole prendere come trasformare Gaza in una Dubai o una nuova Costa Azzurra, sono da psicopatico, poiché non tiene in nessun conto la popolazione palestinese che abita quelle terre. Purtroppo non è il solo, siamo governati da pazzi criminali come la von der Leyen e Rutte che vogliono ancora armi e guerre a cui si accoda la Meloni, incoraggiata da Crosetto. Rispetto a Biden Trump non è il male minore o il meno peggio dei due poiché non esiste una differenza sostanziale tra i due in quanto tutti e due hanno la stessa idea di dominio per prolungare questo sistema capitalista cinico e crudele. L'augurio è che l'accelerazione imposta dagli agenti del caos facciano implodere questo sistema ingiusto e crudele. Il vecchio mondo sta crollando ed il nuovo si può intravedere attraverso le crepe che si stanno creando ed è in questo periodo di mezzo che agiscono i mostri di cui parlava Gramsci. Secondo John Halloway per liberarci dal capitalismo dobbiamo fare altro come creare nuove forme di convivialità e sviluppare le forme di convivialità che già esistono ( Radio Vulture e Affiches ). Imparare a pensare la speranza. Quella speranza unita alla solidarietà, che si può trovare in comunità delimitate, che appare attraverso grandi rivolte e movimenti, in Chiapas come in Valsusa e nel Rojava. Sta arrivando il momento dove creare spazi di azione e di pensiero, Un'ontologia dell'attualità per operare una trasformazione e sperimentare possibili forme di libertà. Altri modi di vivere, piu sobri che ognuno di noi deve cercare prima di tutto in se stessi. E' questa l'alternativa ai vari Trump, Biden, Meloni, Macron, Von der Layen.

Articolo pubblicato sul numero di marzo 2025 di Affiches, rivista di Radio Vulture 

 

 

Povera patria

 


Ma come abbiamo fatto a passare da Povera Patria di Battiato a I p' te tu p' me di tal Geolier? Che l'Italia fosse un paese in declino ce ne eravamo accorti da un bel pezzo ma ne abbiamo avuto la conferma dopo aver letto le classifiche di Spotify sugli artisti più seguiti e le canzoni più ascoltate in Italia nel 2024. Geolier, Sfera Ebbasta, Lazza, Tedua, Anna, Tony Effe, Guè, Kid Yugi, Capo Plaza, Shiva. Musica di plastica, di consumo e godimento immediato ma poi sai che godimento ascoltare una strofa di questi scappati di casa. Marketing e obsolescenza programmata che non hanno niente a che fare con la vera musica e la vera arte. Avevamo già detto la nostra sui Maneskin, quattro bei ragazzi senza nessun talento che si sono sciolti dopo un paio di anni di attività. Ora l'industria discografica ritenta con il front man, solo nuovo look. Per le canzoni ripassare! Siamo diventati un paese che accetta tutto, che digerisce tutto che si fa passare tutto sopra, siamo diventati un paese dove gli analfabeti funzionali sono la maggioranza. La sinistra italiana, che ha sempre fatto della cultura il suo fiore all'occhiello, ha fallito miseramente lasciandoci tutto questo sfacelo, riducendo la scuola italiana ad un recinto per disadattati tenuti a bada da molti ottimi insegnanti, con stipendi da fame, ridotti al ruolo di impiegatucci. Sposando il liberismo economico ha reificato ogni aspetto della vita sociale, economica e politica riducendo tutto a mera merce. In tutti i campi della cultura l'Italia ha dato prova di se, anche nella musica e nella canzone, a dirla con le parole di Jannacci canzonette, abbiamo avuto artisti di livello eccelso e contenuti artistici invidiabili: Battisti, De Andrè, Gino Paoli, Claudio Rocchi e Claudio Lolli, Battiato, De Gregori, Bertoli, Ivan Graziani, Giorgio Gaber e tanti, tanti altri che volutamente tralascio di citare, la lista sarebbe molto lunga, fino ad arrivare ai CSI, a Daniela Pes e Vasco Brondi. Per non parlare della musica colta, l'Italia come Paese del Bel Canto e dei tanti jazzisti italiani, sperimentatori e ricercatori contemporanei in giro per il mondo. Gaber lo aveva anticipato e per questo era stato anche criticato, la cultura è per pochi, per chi è curioso ed è disposto a fare anche dei sacrifici economici perchè consapevole di elevarsi da tanta bruttezza. E miseria quotidiana. Per chi è capace di apprezzare l'arte, per chi si interroga, per chi si ribella al conformismo becero ed esercita la disobbedienza contro modelli svuotati di anima e coscienza come atto di libertà. Per il popolino e la loro prole vanno bene Tony Effe e Sfera Ebbasta. E' inutile che ci facciamo illusioni, purtroppo la realtà è questa, la cultura è nutrimento dell'anima e di questi tempi la gente non vuole pensare, vuole essere intrattenuta tra un aperitivo ed una banalità scritta sui socials. Mi viene in mente una polemica, di tanti anni fa, tra Beniamino Placido e Jovanotti, ripresa poi da Natalia Aspesi e Michele Serra che definì il Cherubini come “ una delle più implacabili manifestazioni dell'idiozia mai apparse sotto il sole”. Le menti più lucide di una certa intellighentia avevano capito, lanciando un allarme sulla nocività di alcuni modelli che avrebbero avvelenato l'aria ai giovani più ingenui e meno preparati, poi il neoliberismo ha vinto, Beniamino non c'è più, la Aspesi è ormai novantenne e Serra sdraiato nella sua amaca. Il personaggetto continua a sparare le sue cazzate, polemizzando con Guccini paragonando La locomotiva a Gloria di Umberto Tozzi e sproloquiando sulla colleganza tra Mozart e Tony Effe. Purtroppo i suoi deliri vengono ripresi ed amplificati dai grandi media e giornaloni nostrani che riempiono le loro pagine di notizie senza senso invece di dare notizie sui fatti importanti. A proposito in Germania hanno premiato Travaglio come giornalista dell'anno per la libertà di stampa, uno dei pochi non allineati. Non vogliamo dimenticare che il Jova anni fa ha partecipato ad un evento elitario massonico del Gruppo Bildenberg di cui si è detto entusiasta. Meno male che durante le passate ferie la TV pubblica ha trasmesso due appuntamenti per me irrinunciabili, il concerto di Capodanno dal Teatro della Fenice di Venezia e quello da Vienna diretto dal nostro Riccardo Muti. Il Bel Canto, le arie inarrivabili dei nostri Puccini e Verdi, la poesia e la commozione per tanta bellezza che la nostra storia culturale ha dato al mondo hanno spazzato via il relativismo nichilista che crea confusione e distrugge la memoria. Per il disastrato cinema italiano il discorso è più complesso, e ci ritorneremo, nelle classifiche di fine anno dei migliori film italiani pubblicate da riviste e siti specializzati su 30 film ce ne sono solo 4 di italiani che hanno avuto una valutazione di almeno 4.5. Bestiari, Erbari, Lapidari di Massimo D'Anolfi e Martina Parenti, Segnali di Vita di Leandro Picarelli, Eterno Visionario di Michele Placido e Il Tempo Che Ci Vuole di Francesca Comencini. Guadagnino è menzionato come regista e produttore, l'unico che è riuscito a creare una factory. Sono appena uscite le liste dei BAFTA 2025, gli Oscar inglesi, e La Chimera di Alice Rohrwacher tanto ignorata dai critici nostrani quanto apprezzata da Justine Triet che ne ha elogiato il talento entra nelle nominations sia come Miglior Film Straniero che come Regia. Challengers di Luca Guadagnino entra nella categoria della Sceneggiatura con Justin Kuritzkes e nel Montaggio con il giovane Marco Costa. Ora Jane Champion ( Lezioni di piano ) in una lettera aperta riportata su Variety ha voluto condividere la sua ammirazione per Maura Delpero e il suo Vermiglio, Leone d'Argento all'ultima Mostra del Cinema di Venezia e candidato italiano agli Oscar 2025, nonostante continui a circolare la notizia falsa che sia l'insopportabile film della Cortellesi a gareggiare. Jane Champion dice” Vermiglio mi ha stregato! Provo un profondo apprezzamento per le formidabili capacità di Maura Delpero nel gestire una storia di questa portata con tanta maturità. Sono emozionata dai suoi punti di forza e dalla sua determinazione e dalla bellezza che raggiunge in Vermiglio”. Ci voleva una cineasta straniera per rendere giustizia a quel poco di bello che produce il nostro cinema mentre i nostri critici sonnecchiano appiattiti nel mainstream. Negli ultimi anni stanno nascendo siti e riviste cartacee che parlano di cinema, curati da giovani appassionati, preparati e liberi di pensiero. Una piattaforma per cinefili come mubi.com che propone film, che non avrebbero altra visibilità, di registi da ogni parte del mondo ha organizzato a Milano nel dicembre scorso il suo festival a cui hanno partecipato registi, attori, addetti ai lavori ma anche tanta gente comune. Un successo che fa ben sperare. Il cinema riscopre la sua funzione sociale e politica e ritorna alla gente fuori dalle accademie. Il cinema italiano è in mano alle cricche, inoltre sconta la mancanza degli sceneggiatori di una volta e della poco valorizzazione delle maestranze, i registi vogliono fare tutto loro, dal soggetto alla sceneggiatura alle musiche, lavorano sempre gli stessi con prodotti così scadenti che non si possono vedere neanche gratis in TV. La cricca romana del politicamente corretto riunita intorno ai sinistrati del PD ha fatto terra bruciata. Ma possiamo lasciare la nostra cinematografia in mano alla Cortellesi e ai Mastandrea?


 Articolo pubblicato sul numero di febbraio 2025 di Affiches, rivista di Radio Vulture