mercoledì 15 aprile 2026

Non sento più il Natale

 

Ancora un Natale di guerre, distruzione, sangue e morte. Mentre l'Occidente grasso si prepara a consumare le festività natalizie c'è nel mondo gente che vive nella sofferenza, che non ha un tetto perchè la casa gli è stata bombardata, che ha scarsità di viveri perchè gli vengono ancora elemosinati gli aiuti umanitari mentre ci si prepara alla grande abbuffata con sprechi e cibo buttato a riempire i bidoni della spazzatura. E cosa possiamo dire senza scadere nella retorica e nella banalità delle considerazioni quando ai bambini di Gaza gli sono proibiti anche i pacchi contenenti dolciumi e giochi? L'indignazione cresce insieme alla frustrazione e all'impotenza poiché all'esercito israeliano importa che il mondo sappia che essi possono fare quello che vogliono. Il Natale da tanto tempo ha perso la sua spirituale ragione d'essere trasformandosi in una fabbrica del consumo, il cui spazio è stato occupato dall'infosfera che ha assorbito l'attenzione e saturato l'attività cognitiva. Il vero significato del Natale è scomparso. Pasolini parlava di un nuovo fascismo consumistico che ha portato l'uomo verso una mutazione antropologica. Ma neanche lui avrebbe immaginato l'avvento della digitalizzazione e l'accelerazione della tecnica in mano alle grandi corporazioni che avrebbero portato all'esaurimento della consapevolezza della coscienza. Non abbiamo più gli anticorpi per discernere criticamente quello che ci viene proposto, la politica ormai non decide niente, non ha più autonomia e vive un soggiogamento psicotico verso il capitale semiotico. La guerra è ormai guerra di sterminio di un popolo come sostiene Cacciari, citando Kant, poiché non c'è più lo jus belli, è in mano a senescenti governanti, vecchi e dementi. L'Europa sta smarrendo le proprie radici giuridiche e morali, illudendosi che tutto possa tornare come prima una volta "eliminato il nemico". Ma così facendo, avverte, "crolla non solo il diritto, ma la stessa civiltà europea". Anche il Presidente Mattarella si è accorto finalmente della guerra assoluta, dove non c'è distinzione tra militari e civili, in ritardo, peccato, era il Vicepresidente del Consiglio del Governo D'Alema quando hanno bombardato Belgrado. Sandor Ferenczi affermò che la psicanalisi non è adatta per curare la psicosi di massa che affligge il nostro tempo, non esiste un modo e purtrppo non esiste ancora un movimento rivoluzionario, non sappiamo se l'ondata improvvisa globale che ha sostenuto la Flottilla avrà un seguito, può darsi che possa nascere qualcosa di sconosciuto che possa intaccare l'equilibrio del potere che possa portare i regimi totalitari ad una crisi autodistruttiva. Non ne sono convinto poiché non esiste un soggetto collettivo capace di operare per l'emancipazione dei popoli. Con la scomparsa della classe operaia questo soggetto collettivo è venuto meno. I rapporti di lavoro e sociali sono così frammentati che ogni individuo vive la propria vita ed i propri problemi da solo, la mente umana ha dimenticato come si vive razionalmente e con solidarietà. Abbiamo parlato di piccole comunità sparse nel mondo che resistono allo scempio capitalista, il Sud del Mondo si sta organizzando per contrastare la deriva del capitale predatore occidentale e la sua aggressione colonialista. Il cardinale Pizzaballa tornerà a Gaza prima di Natale spiegando che parlare di pace è ancora prematuro poiché mancano la condizioni minime per arrivare alla fine del conflitto, e nonostante il piano non sia perfetto deve essere sostenuto per il bene della popolazione. La situazione rimane drammatica e non possiamo fare a meno di partecipare alla sofferenza della popolazione, non possiamo immaginare come trascoreranno il Natale i bambini di Gaza, Dio piange con gli occhi dei bambini di Gaza, e chissà quale Dio pregano gli Israeliani per fare quello che è sotto gli occhi di tutto il mondo, io non lo sento questo Natale. Affinchè la parola Pace non diventi una parola vuota è necessario che si risveglino le coscienze, che il Natale sia veramente la Festa della Nascita e della Luce. Il patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, cita il filosofo russo Nikolaj Berdjaev quando dice che "la verità cristiana presuppone la libertà e che il male non si vince con la forza dello Stato, ma con una vittoria interiore, spirituale”.

Affiches, dicembre 2025