L'America è un grande paese, ricco e pieno di contraddizioni, Martin Scorsese lo ha saputo spiegare bene nei suoi straordinari film, in Gangs of New York si parla della nascita di questo paese e dei suoi abitanti, dei flussi di immigrazione verso la fine dell'800. Un paese violento che non è solo la New York liberal della libreria Rizzoli, della Manhattan di Woody Allen ma è anche e soprattutto l'America delle monocolture del middle west, della provincia con la bandiera americana piantata nel cortile di casa o dei boschi del Montana con i campi paramilitari dei razzisti e suprematisti bianchi, del KKK e delle paludi della Louisiana. E' anche l'America di Dallas e delle luci sfavillanti dei casinò della mafia di Las Vegas o dell'industria del cinema di Hollywood dove le varie Dalie Nere vedono svanire i loro sogni all'alba. Mi viene in mente la Via del Campo di De Andrè “ dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”. E fiori l'America ne ha prodotti tanti, basta pensare alla letteratura, al cinema e alla musica a cui tanti della mia generazione si sono abbeverati negli anni della gioventù, quando eravamo tutti poveri e belli. E' un immenso bagaglio di suoni, colori, immagini e parole che hanno fatto crescere tanti giovani sviluppandone la coscienza ed il senso critico e civile. Ed ora cosa è diventata? Il paese violento e criminale ha preso il sopravvento su quello che impersonavano i Kennedy e Martin Luther King, un paese che prende quello che gli serve con la violenza della guerra, incurante delle leggi e della Dichiarazione universale dei diritti umani alla cui stesura ha partecipato una donna americana, Eleonor Roosevelt. “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza” Art.1 della Dichiarazione Universale dei diritti umani. Il letame ora ha inondato e invaso le strade e le contrade del mondo esondando e contribuendo a far marcire i pochi fiori che hanno ancora la forza di alzare la testa. E qui immaginatevi la musica di Ennio Morricone, il fischio nei film di Sergio Leone. L'America è un grande paese ma anche molto strano, in questi tempi oscuri si stanno affacciando sulla scena pubblica internazionale, personaggi che sembrano usciti dalla narrazione gotica, tra Lovecraft e William Gibson e Bruce Sterling, in un misto tra i racconti dell'orrore e il cyberpunk. Elon Musk è uno di questi, che ha affiancato Trump nei primi mesi della sua amministrazione. Una volta le migliori menti erano musicisti, scrittori, cineasti, filosofi tutta gente che credeva nel sapere e nella conoscenza, ora con l'accelerazione tecnologica e la nascita dell'IA, sembra che siano i guru della Sylicon Valley a dettare legge. Le piattaforme digitali stanno controllando il nostro tempo in competizione con la famiglia, la comunità e le istituzioni. Apple, Microsoft, Amazon, Meta e ByteDance hanno introiti annuali che si aggirano oltre i 2 trilioni di dollari. Miliardi di persone trascorrono ormai una parte del loro tempo su piattaforme digitali. Le Big Tech sono diventate ormai organismi viventi che si espandono dentro le nostre menti. Peter Thiel, l'imprenditore di PayPal e Palantir, impersona la vocazione apocalittica dell'anarco capitalismo tecnologico che vuole rivoluzionare la società. Ha dichiarato che la democrazia è incompatibile con la libertà. Le sue idee reazionarie trovano spazio nell'ammistrazione Trump grazie al suo pupillo Vance. Le sue idee danno forma ideologica al senso di onnipotenza incubato nei laboratori delle startup. La democrazia è diventata un intralcio alla predestinazione tecno-capitalista, viene ipotizzata una monarchia benevola dove il sovrano/CEO governa una società con efficienza aziendale con una casta di sacerdoti, custodi del software e del sistema operativo. Il loro fine è sovvertire le democrazie e sbarazzarsi degli impedimenti costituzionali per il progresso dell'Impresa, vero motore dell'innovazione destinato a compiere il destino delle genti. Peter Thiel è il demiurgo, custode e depositario dei codici del nuovo mondo in una sinergia compiuta tra fanatismo, finanza e transumanesimo. Nella seconda metà del mese di marzo è stato a Roma per una serie di conferenze blindatissime, a cui sono state invitate selezionate persone in location tenute segrete, si sa che il tema delle conferenze è stato L'Anticristo. I suoi software gestiscono già guerre, genocidi e pulizie etniche. Trump garantisce alle aziende di Thiel una libertà come a stati sovrani e l'IA è diventato il perno su cui poggia una tecno-repubblica di un capitalismo gestito dalla Sylicon Valley. Dietro i software c'è una chiara visione politica impersonata da un altro personaggio come Alex Karp, Ceo di Palantir e cofondatore con Peter Thiel. Non è un tipico imprenditore tech poiché ha studiato filosofia a Francoforte, novello Platone, ha scritto un libro, La Repubblica tecnologica. Le sue idee portano al complesso militare industriale di cui parlava Eisenhower ed a una critica alle Big Tech che hanno preferito investire più sull'intrattenimento digitale, sui social che sulla sicurezza nazionale, sulla difesa e sulle infrastrutture. Il mondo sta entrando in una nuova era dove la competizione delle superpotenze si fa più serrata dove quello che viene chiamato il Leviatano cinese sta militarizzando la tecnologia e minacciando la sopravvivenza delle democrazie occidentali, per cui la proposta di Karp è quella di una nuova alleanza tra Sylicon Valley e Stato, in una forma aggiornata del complesso industriale militare, capace di produrre strumenti di difesa e sistemi avanzati in modo da dare vita ad un Leviatano americano da contrapporre a quello cinese. Accentrare tutto il potere tecnologico nelle mani di uno Stato e quando uno Stato si sente minacciato sospendere tutte le regole della politica e in uno stato d'eccezione ( Carl Schmitt ) la democrazia viene sospesa ( già attuata con la pandemia Covid ed il greenpass ), la libertà individuale viene subordinata a quello della sicurezza nazionale quindi per salvare la democrazia si sospende la democrazia. Il problema è che uno stato d'eccezione può essere fabbricato artificialmente inoltre l'Occidente rispetto alla Cina ha ancora pluralismo, diritti individuali e circolazione delle idee per cui contrapporre questo autoritarismo alla Cina è come arrendersi prima di iniziare una guerra. Le idee di Karp sono pericolose ben più di quelle di Peter Thiel poiché è convinto di stare dalla parte della democrazia ma Palantir sostiene ed attua la sorveglianza di massa. Con la scusa di una minaccia esterna Palantir profila e monitora i cittadini occidentali. Questi imprenditori della Sylicon Valley non hanno bisogno di farsi annunciare nella sala ovale di Washington poiché le loro idee sono veicolate dal vice presidente Vance. L'IA è ormai entrata nel nostro mondo e ne parliamo e la accettiamo come se fosse una cosa naturale ma non è neutrale, è solo una narrazione che come tutte le narrazioni finiscono per creare il mondo in cui viviamo. Per Peter Thiel ed i suoi accoliti il futuro dell'umanità è già scritto. Se diamo retta alla destra tech che la tecnologia creerà prosperità per tutti consegnamo alla macchina un potere enorme in grado di controllare tutto. Invece la tecnologia deve essere al servizio dei bisogni dell'umanità e il futuro deve essere così scritto solo dalle idee degli uomini di buona volontà. Le tesi apocalittiche di questi signori del tech non possono nulla contro l'insolenza di Netanyahu che irride Gesù, “ purtroppo Gesù Cristo non ha alcun vantaggio su Gengis Khan perchè se sei abbastanza forte, potente il male trionferà sul bene”. Ogni commento è superfluo anche per chi non è cristiano, inoltre l'esercito genocida di Israele non ha permesso a Mons. Pizzaballa di accedere al Santo Sepolcro la Domenica delle Palme. Il nostro governo invece di condannare gli spropositi genocidi di Israele ed esprimere sdegno ha approvato nel marzo scorso al senato, ora è passata alla camera, la legge sull'antisemitismo, la legge dovrebbe punire chi fomenta l'odio non chi critica la politica scellerata israeliana. L'ex capo dell'antiterrorismo americano, appena dimessosi, Joe Kent, spiega come ormai Trump sia un papazzo nelle mani di Israele probabilmente ricattato dal Mossad anche per i file di Epstein. Kent si è dimesso perchè ha avuto sentore che si stia preparando un qualche evento di grande gravità, un nuovo attentato sotto falsa bandiera in cui lui non vuole entrarci. Questo lo aveva denunciato anche il capo dei servizi iraniani Larijani qualche giorno prima di essere ucciso. Joe Kent inoltre rispondendo ad alcune domande dice che la guerra all'Iran non la volevano i capi militari americani poiché fondata su pretesti falsi e che Trump ha paura di fare la stessa fine di Kirk, minacciato dalla lobby israeliana in America, lobby che ha impedito di indagare adeguatamente su questo omicidio. Per questo motivo Trump è entrato in guerra e serve gli interessi sionisti. Sentire queste parole da un ex capo dell'antiterrorismo americano lascia pochi dubbi. Ed allora si può capire da dove viene fuori tutta la follia di Trump, il suo fare schizoide, se quelli che governano il mondo hanno queste idee in testa per l'umanità c'è poco da fare. Una guerra assurda come non se ne erano viste prima nel MedioOriente, una guerra che vede gli Usa e Israele impantanati con l'unico obiettivo rimasto di riaprire lo Stretto di Hormuz, si aspetta una invasione di terra il cui successo sembra complicato per via del terreno di battaglia, deserti, montagne, gole, coste, gli iraniani non aspettano altro. Sarà un nuovo Afghanistan con rilevanti perdite umane. Siamo sul baratro e sembra che non ce ne stiamo accorgendo, in balia delle tante distrazioni di massa, finalmente il governo ha vietato le basi italiane agli USA, pur portandoci la guerra in casa essendo schierati con i veri aggressori, gli USA e Israele. L'UE sta dimostrando di non voler recuperare il suo ruolo storico ed anche la sua anima, hanno ridotto la nostra cultura ad un unico pensiero binario, amico o nemico, bisogna dire no alla guerra, l' Italia del No al referendum lo ha detto chiaramente e la politica deve considerare la volontà del popolo, e noi dobbiamo avere più fiducia in noi stessi, la guerra è una sola, è una guerra colonialista ed imperialista, Palestina, Siria, Iran, Venezuela e presto Cuba e l'Italia deve dire no alla guerra, anche a costo di riconsiderare l'uscita dalla Nato e da questa Europa. Deve riscoprire il suo ruolo originario dato dalla posizione geografica e dalla sua immensa cultura, era il giardino del Mediterraneo, ponte di connessione e di intermediazione tra le varie culture dei paesi che si affacciano nel nostro stesso mare.
Affiches, maggio 2026