domenica 17 settembre 2023

Antò fa caldo

 



Luglio, col bene che ti voglio
Vedrai non finirà
Luglio m'ha fatto una promessa
L'amore porterà”

Riccardo Del Turco


L'estate fa caldo, eh già, si sa, e l'inverno fa freddo, come direbbe Catalano. E' così da sempre, ricordo il luglio dell'estate del 1983, a Roma, giovane commissario d'esame per la maturità in un istituto della capitale, lo ricordo bene perché i muri erano tappezzati dai manifesti per la scomparsa della povera Emanuela Orlandi. Ebbene quell'estate torrida causò una ecatombe di morti di anziani per il troppo caldo, le prime pagine dei quotidiani italiani aprivano tutti i giorni con questa notizia.

Antò fa caldo sbuffava Luisa Ranieri, si sa l'estate fa caldo, le cicale cicaleggiano e i giovani amoreggiano. Beati loro! Fa caldo d'estate, ma non per la Schlein, la Thunberg e per tutta l'accolita truffatori green ltd. Per loro se fa caldo è colpa nostra, di tutti noi, che ci ostiniamo a respirare e con tutto quel CO2 che buttiamo fuori si arriva facilmente ai 40 gradi. Lo studio sui morti di caldo che fa comodo alla UE è stato finanziato dalla UE e viene utilizzato per evitare il flop del Green deal. Non c'è istanza cara ai progressisti occidentali che non sia fatta propria dalle multinazionali delle elite capitalistiche, l'uguaglianza di genere, l'antirazzismo, i diritti lgbt+, l'integrazione dei migranti e la lotta per l'ambiente . I Ceo delle grandi aziende affondono i loro artigli su tutto quanto fa business, a loro interessano i dividendi non certo il nostro benessere, determinano l'agenda dei politici e gli strumenti di propaganda, falsificano il passato, creano ad arte i problemi ed offrono le soluzioni, aprono continue finestre di Overton per plagiare la pubblica opinione in modo da far accettare futuri atti di governo. La sanguisuga neoliberista sta risucchiando ogni frammento di vita convertendo al credo di un'economia di profitto tutto il pianeta con le buone o le cattive, trasformando in un deserto la vita quotidiana, il linguaggio e l'ambiente. Siamo al paradosso che i dominati difendono i dominanti, manifestano per il Potere, cani da guardia del Potere verso chi esprime il proprio dissenso, abbeverati alle idiozie dei vari TG continuano serenamente nel loro apparente tranquillo tran tran, sempre a favore di quello che viene somministrato dalla follia imperante del Ministero dell'Amore. Mai l'umanità è stata così divisa e questa suddivisione è l'arma più potente ed efficace per portare l'umanità al suo annientamento e alla fine della storia. Le istanze di cambiamento necessarie devono essere etiche, ma chi tiene in mano i fili del mondo ha deciso per noi, in modo non etico. Per esempio con l'introduzione della IA e con la truffa del green si perderanno milioni di posti di lavoro, hanno pensato come ricollocare tutte queste persone? Semplice con l'elemosina di Stato, con il reddito universale. Per tenere quiete le masse fanno credere che il cambiamento è voluto dal basso ed ecco apparire gli influencer come la Thunberg o i ragazzi di ultima generazione che spingono affinchè il cambiamento si faccia e si faccia anche veloce. E se non basta a convincere le masse arriva il comico ortottero, burattino delle elite, che incita alla rivolta in nome del reddito universale. Ci considerano come cavie da laboratorio e l'Assurdistan Europa è ormai diventato un grande laboratorio a cielo aperto che ha creato atomi manipolati, rassegnati in rabbie soffocate, in un disagio poco consapevole, indeboliti e svirilizzati che tirano a campare tra la TV e la serata in pizzeria, il week end fuori porta e l'immancabile aperitivo. Gli intellettuali sono morti, sostituiti da pupazzi telecomandati dal regime e la critica non va al di là di una rissa da tifo calcistico. Non hanno più neanche bisogno di mentire poiché la loro voce è la verità, il Verbo. L'Occidente è alla deriva e le sue democrazie in crisi. Siamo stati abituati a considerare l'Occidente come il fulcro del mondo, che tutto determina e decide ma questa narrazione è ormai arrivata alla fine. Qualcosa di nuovo si profila all'orizzonte, secondo Alessandro Colombo, ordinario di Relazioni Internazionali, all'università di Milano “ siamo nella fase calante dell'era occidentale della storia del mondo”. Grazie anche all'ascesa dei Paesi del Sud globale. I Brics. Valgono 3 miliardi di persone ed il 30% del Pil globale. L'alleanza informale tra Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa intende sfidare il dominio globale americano sul piano essenzialmente economico. In questa situazione l'Europa appare sempre più marginale, appiattita su posizioni Nato, sta affrontando la sua parabola discendente, nonostante i mezzi d'informazione si affannano a smentire ma la storia va in un'altra direzione. Rispetto agli anni '90 l'Unione Europea non è più molto coesa, ogni Paese tesse sottobanco la propria tela di relazioni diplomatiche ed economiche, Macron ha chiesto di partecipare al prossimo vertice Brics e la Francia ha acquistato gas liquido dalla Cina pagandolo in yuan. Sono molti i Paesi che hanno chiesto di poter far parte di questa alleanza e nessuno di questi Paesi ha voluto aderire alle sanzioni imposte dall'Occidente per indebolire Mosca. Lula, presidente del Brasile ha risposto a Biden che lui è per la pace e non per la guerra. I Brics hanno intensificato gli scambi commerciali con la Russia in valuta locale, la Cina ha acquistato carbone e petrolio russi pagando in yuan anziché in dollari, l'India direttamente in rubli. Paradossalmente le sanzioni stanno indebolendo il dominio del dollaro e possono contribuire a creare un sistema monetario internazionale più frammentario. Si parla di introdurre una nuova valuta commerciale ancorata all'oro. Che sfida sarebbe al sistema di Bretton Woods che ha garantito la centralità del dollaro per decenni! La guerra in Ucraina sta creando gravi problemi agli Usa, invece secondo alcuni analisti tedeschi c'è una rinascita economica dell'orso sovietico grazie all'economia di guerra, all'aumento dei salari reali e al calo dell'inflazione, risultati raggiunti anche per la collaborazione dei Paesi Brics. Tra i Paesi che hanno richiesto di aderire a questa alleanza spicca l'Arabia Saudita, vicina agli Usa e l'Egitto, sempre in orbita del Regno Unito, si dice anche della Turchia. Vi è una evidente crisi dell'egemonia americana, il sogno americano è collassato ed è precipitato nell'incubo della cultura woke. I Paesi Brics si vogliono aggregare per motivi commerciali, diplomatici e per sfuggire allo schema delle contrapposizioni, portano avanti una visione multipolare, per garantirsi una maggiore flessibilità diplomatica, in modo da avere rapporti contemporaneamente con la Russia, la Cina e gli USA senza essere per forza costretti a scegliere. Un mondo senza blocchi contrapposti tra di loro che non si fanno la guerra non è visto di buon occhio dalle grandi industrie degli armamenti, l'industria bellica vuole certezze e impegni per allargare la produzione e subito la UE stanzia 500 milioni per lo sviluppo delle imprese. La guerra in Ucraina poteva finire gia nel 2022 quando c'erano le condizioni per un compromesso ora si va avanti, la politica e l'apparato industriale militare statunitense stanno portando il mondo verso la guerra nucleare. I russi in questi anni hanno nutrito un desiderio di vendetta dopo l'umiliazione che l'Occidente ha inflitto loro negli anni '90 e per questo appoggeranno Putin fino alla fine. La fine di tutti. I Clinton, Biden, la Nato ed i loro sostenitori stanno conducendo il mondo verso la distruzione nucleare se è vero quel che si dice di Putin, che prima di cedere il potere spingerà il bottone. E La Chiesa cattolica, e papa Bergoglio? L'iniziativa diplomatica di Zuppi a Mosca serve solo a tenere il Vaticano equidistante tra Nato e Russia, per capire come va a finire. Fa scalpore una intervista dell'ex vaticanista RAI Aldo Maria Valli, molto critico su tutto il pontificato di Bergoglio, a cui riserva parole di fuoco sul suo blog. La nomina dell'arcivescovo Victor Manuel Fernandez a prefetto per il dicastero della Dottrina della Fede è l'ultima provocazione in quanto il nuovo prefetto viene descritto dai conservatori come il ”predicatore del caos”. L'azione di Bergoglio viene considerata eversiva. In Vaticano è stata eliminata anche la minima parvenza di un protocollo per le udienze nel quadro dei rapporti diplomatici. In questo contesto si inserisce la visita in questi giorni dei “fratelli” Bill Clinton e di Soros jr che hanno chiesto aiuto a Bergoglio nel farsi promotore dell'agenda 2030. La “primavera della Chiesa” auspicata dalle elite globaliste è ormai realtà. Papa Ratzinger era considerato troppo moderato per portare avanti il Vaticano II, “passo imprenscindibile per l'applicazione a livello globale dell'ideologia woke”. Per questo è stato eletto papa Bergoglio. “L’adesione del Vaticano alla narrazione dominante sulla pandemia è emblematica di una subalternità allo spirito del mondo, che ripugna alla vocazione della Chiesa e la riduce, ben che vada, al livello di una istituzione filantropica umana, privandola della sua missione divina e del ruolo di «segno di contraddizione» che essa ha sempre avuto nella società.

La separazione tra fede e buone opere è un errore protestante che sovverte l'ortodossia a vantaggio di una esposizione liquida, spesso in contraddizione con l'insegnamento infallibile e immutabile della Chiesa”.

 


Articolo apparso sul numero di agosto 2023 di Affiches, rivista di Radio Vulture


sabato 15 luglio 2023

Life during wartime

 


Disertate – Bifo


Life during wartime. Vivere in tempo di guerra. “ Questa non è una festa, questa non è una discoteca” canta David Byrne in questo splendido brano dei Talking Heads. Non ci sono sirene che avvertono la popolazione di recarsi nei rifugi antiaereo, non ci sono coprifuoco, ma ci sono stati lookdown e sirene di ambulanze, terapie intensive e file di camion militari, carichi di bare destinate alla cremazione, peraltro non richiesta. Se non ci fosse stato Putin che attacca Kiev saremmo alla sesta/settima dose oppure tutti morti per gli effetti avversi. E' di questi giorni la notizia che Speranza era finanziato da aziende farmaceutiche. In una recente intervista il dott. Palù, direttore dell'AIFA, azienda del farmaco italiano, ammette che il protocollo che prevedeva tachipirina e vigile attesa è stata una stronzata e che bisognava curare con antiinfiammatori. Quante persone si sarebbero salvate!!!! Quanto dolore, quanta sofferenza, e per cosa?? Il disagio psichico ha traumatizzato le persone e la chiusura forzata ha danneggiato la nostra economia mandando sul lastrico piccole e medie imprese, famiglie e lavoratori. Si parla di un nuovo greenpass globale e duraturo richiesto dall'OMS a cui l'UE, sempre prona, vuole aderire. Voglio vedere quanti antifascisti si schiereranno contro questo strumento totalitario. Cosa è il greenpass se non una discriminazione di natura fascista? Gli equilibri geopolitici si stanno spostando verso est, Pechino, Mosca, New Delhi. Gli USA non accettano di perdere il peso politico che ha tanto condizionato il mondo ed allora con la NATO hanno pensato bene di organizzare una bella guerricciola, facendo scannare gli ucraini al posto dei marines americani. Una guerra per procura!! L'ex comico tra una comparsata su Vogue e una dichiarazione a reti unificate va in giro a chiedere armi, ormai ha più armi che soldati disposti a farsi ammazzare, infatti ha chiesto uomini alla Polonia ed ai Paesi Baltici, intanto nonostante le sanzioni il PIL russo va a gonfie vele mentre gli USA stanno attraversando una grande crisi. Avete notato il simbolo nazista sulla manica della mimetica che indossava il comico quando è stato in Italia e in Vaticano? Il tridente del nazista ucraino Bandera, ormai hanno sdoganato anche i nazisti e gli antifascisti italiani sempre attenti? questa volta distratti. Anche il nostro Paese, appartenente alla Nato, deve concedere l'obolo nonostante l'art. 11 della Costituzione recita,” l'Italia ripudia la guerra”. Qualche costituzionalista mi dovrebbe spiegare se vale di più l'art. 11 o l'imposizione Nato, anche Mattarella potrebbe dire qualcosa o la Corte Costituzionale. Ma nessuno pone la questione, nessuno ne parla, nulla. C'è una raccolta di firme per indire un referendum per la pace e contro l'invio di armi in Ucraina ma nessuna notizia sui giornali e sulle TV. Tutti si girano dall'altro lato. Ora sappiamo come mai i tedeschi non hanno reagito negli anni '30 al regime nazista! Ora sappiamo come si vive in tempo di guerra, questa guerra subdola dove il nemico si nasconde, si mimetizza. Una guerra globale che coinvolge tutti i settori, una guerra che non lascia fuori neanche il linguaggio. Se un popolo perde la propria lingua ha perso tutto. Ogni tanto esce fuori un nuovo termine, in inglese naturalmente, per non farci capire niente. Woke. Sono andato su wikipedia ed ancora ho le idee confuse. Un vocabolo, utilizzato dalla destra americana per indicare un atteggiamento consapevole delle ingiustizie sociali e che ora ha assunto una connotazione dispregiativa e sarcastica. Nel dibattito italiano si fa ricorso a questa espressione come “ politicamente corretto” o anche come “ cancel culture”. Dalla pandemia alla guerra, dall'ideologia gender all'emergenza climatica tutto passa attraverso la visione woke. E' una guerra che vuole cancellare la Storia e riscriverla. Il Potere spara stronzate e le fa passare come verità e in molti casi come cultura, come quando scomoda Delitto e castigo di Dostojevsky per spiegare le ragioni della guerra Russia Ucraina e il putinismo. Sono le convulsioni, gli ultimi spasmi di questo mondo violento che ci rimanda la sua realtà allucinata. Viviamo da malati per morire sani, diceva il grande Enzo Iannacci. Della guerra che ci è stata dichiarata non se ne vede la fine perchè la guerra non finisce mai e la pace è una finzione per gli umili, per i semplici. (Sergio Leone docet – Il Buono il Brutto e il Cattivo). Attualmente non esiste solo la guerra in Ucraina, nel 2022 sono state censite ben 59 guerre ma si deve parlare solo di quella in Ucraina, e se ne deve parlare solo con un linguaggio che è pura spazzatura woke alto borghese. Ben detto, Tex! Ci dicono che la guerra finirà solo quando sarà vinta dalla Nato e l'Europa ridotta ad una colonia di schiavi, intanto devastano l'ambiente e chi dicono che la colpa è nostra per l'emissione di troppo CO2.

La terza guerra mondiale è già in corso, dobbiamo decidere se vogliamo continuare a vivere, noi e i nostri figli, o continuare la finzione come in un film di Shyamalan. Perchè ormai non si tratta più neanche di risvegliarsi.

Articolo apparso sul numero di luglio 2023 di Affiches, rivista di Radio Vulture

mondo scemo impazzito

 


 


O meraviglia! Quali creature mirabili!

E come è bello l'umano genere!

Oh dolce nuovo mondo,

pieno di un tal popolo!

La tempesta - William Shakespeare


La poesia di Bertold Brecht pubblicata sul numero di maggio di Affiches è quanto mai attuale, sembra scritta per noi, per descrivere il contesto e lo stato d'animo di chi vive in questo mondo scemo. Le fa da contrappunto una frase di Lucio Caracciolo, direttore di Limes che in un articolo apparso su La Stampa sulla crisi degli USA termina con una esortazione che al tempo stesso sembra un rimprovero: l'era della beata irresponsabilità è scaduta!!! La narrazione attuale è quella dell'Occidente a cui non crede il resto del mondo, in particolare i Paesi in via di sviluppo che dopo tanti secoli di colonialismo ora dicono basta e si riappropriano di quello che gli è stato depredato, dei territori, delle materie prime, delle fonti di energia, delle rotte del commercio. Per tanti anni l'american way of life è stato il marchio che ha consentito alle elite statunitensi di espandere la loro egemonia sul resto del mondo. Abbiamo amato ed amiamo ancora l'arte, la musica, il cinema americano ma ora non è più possibile parlare di sogno americano, è tramontato sotto l'arroganza, la presunzione e la violenza delle loro elite globaliste. L'America non piace più neanche agli americani, come può affascinare noi? Il mondo guidato dalla globalizzazione USA non è possibile, la crisi degli USA apre una fase storica riguardo la transizione egemonica e sta avviando l'implosione del sistema. Intanto i potenti cosmopoliti che si riuniscono a Davos proseguono imperterriti nel loro progetto futuristico, aprono la strada alla terza fase della quarta rivoluzione industriale, quella del rapporto uomo macchina. Il transumanesimo è già in atto nel momento in cui parliamo con Alexa o con Google. Il liberal capitalista “filantropo” Bill Gates ha profetizzato che l'IA sostituirà il lavoro degli insegnanti ed ha annunciato che l'algoritmo ChatGPT entro 18 mesi aiuterà i bambini a leggere e a scrivere e non solo, ci sarà modo di indottrinare i ragazzi fin dalla più tenera età. Invece della crescita culturale e cognitiva si passerà direttamente all'indottrinamento, perchè l'IA non è neutrale. La DAD attuata durante la pandemia è stato un esperimento voluto per preparare l'opinione pubblica alla sua accettabilità, come una Finestra di Overton. Ci stiamo avvicinando a quello che Aldous Huxley aveva scritto nel 1932 ne Il mondo nuovo. Viviamo in un limbo che non ci permette di distinguere il fascismo di facciata da quello vero, autentico, quello che ci sta governando da decenni, quello che ci fa vivere in questi tempi bui, che si nasconde sotto altre forme. Facciamo finta di non vederlo perchè se no bisogna combatterlo, e come si fa quando ci accorgiamo che appartiene al nostro punto di riferimento, al nostro schieramento, alla nostra cerchia di amici? I veri fascisti che istruiscono i governi sul da farsi sono i criminali che si riuniscono ogni anno a Davos, questi sono i veri nemici delle classi subalterne. Il dibattito, se c'è, deve andare oltre le solite contrapposizioni ideologiche ( divide et impera ) e deve mirare ad una consapevolezza che ad oggi non vedo. Loro, i nazisti dell'Illinois, lo spiegano anche il loro progetto, ma la gente è distratta da informazioni devianti e da temi senza senso che poi puntualmente vengono smentiti dai fatti, la maggioranza delle persone accetta la finzione totale che riporta ad una normalità che non c'è più e che non ci sarà mai più. Non torneremo alla normalità perché la normalità era il problema. Sarà “The Second Machine Age”, dice Schwab, il Papa di Davos. La Seconda Era delle macchine, quella della robotica avanzata, della manifattura additiva, della stampa 3D, che fabbricherà qualunque cosa, utilizzando nuovi materiali che la chimica sta progettando come il grafene ed i nuovi conduttori di calore ed elettricità. Ma Schwab come un novello Frankenstein vuole realizzare il sogno di costruire un uomo in laboratorio con una biologia di sintesi, l'Epigenetica, utilizzando quelle tecnologie per cui ” il contesto potrà contribuire a modificare l'espressione genica” Modificare il genoma umano è il sogno dei transumanisti, per i quali l’uomo come è uscito dalle mani del Creatore non va affatto bene, perché non è perfetto, il corpo umano è difettoso, si ammala, è debole, è fragile, e poi muore. I transumanisti nel loro delirio luciferino vogliono ingegnerizzare il corpo umano, perché portatore di dolore e sofferenza, vedono il mondo fenomenico come una imperfezione per cui ambiscono a correggere il Creatore, costruendo un uomo come una macchina perfetta e possibilmente immortale. Una agenda totalmente incompatibile con le religioni, ma come un Dio che si fa uomo, soffre e poi muore? Questo progetto è supportato dal complesso industriale e militare degli USA, attraverso la Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA), un’agenzia governativa del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti incaricata dello sviluppo di nuove tecnologie per uso militare. ( i super soldati?). Kissinger in un articolo sulla rivista Atlantic dice” Una crescente quantità dell’attività umana sarà svolta da algoritmi, in un periodo di tempo misurabile....l’IA, padroneggiando competenze più rapidamente e definitivamente che gli esseri umani, possa nel tempo ridurre la competenza umana e la stessa condizione umana a meri dati”. Non capisco cosa ci sia di umano in tutto questo. Il filosofo Alain de Benoit afferma che dove compare la parola trans c'è sempre un disagio con il proprio corpo, transumanesimo come andare oltre l'umano, soppiantare l'uomo con la macchina, queste teorie possono andare bene forse solo per gli adepti di una setta, per pochi illuminati ma si avvicinano di molto alle teorie naziste come l'Eugenetica tanto cara a Mengele. Come scrive Franco Berardi, il carattere saliente della nostra epoca è la divergenza tra intelligenza e coscienza, ecco perchè le teorie transumaniste non sono solo fantasie ma l'altra faccia dell'imminente demenza disumana. La potenza delle nuove tecnologie converge nella costruzione di un automa cognitivo e sia l'intelligenza artificiale che la demenza sociale sono gli attori dei prossimi scenari. In Homo Deus Yuval Harari scrive: “Le nuove tecnologie del XXI secolo potrebbero cancellare la rivoluzione umanista, togliere agli umani la loro autorità, e dare potere invece ad algoritmi non umani. Le scienze biologiche hanno concluso che gli organismi vanno considerati come algoritmi”.

Bifo prosegue nella sua riflessione”La dimensione antropologica che abbiamo identificato come umana durante l’epoca moderna si sta dissolvendo per effetto dell’esplosione tecnica, ma anche per effetto dell’esplosione psichica che ha portato l’inconscio sulla scena visibile del sociale mediatizzato”. La convergenza di intelligenza e coscienza è un elemento essenziale (forse l’elemento essenziale) della storia «umana» nell’umanesimo moderno. Ma ora vediamo che quella convergenza è finita.E ancora Harari: “Nel passato c’erano molte cose che solo gli umani potevano fare. Oggi invece robot e computer stanno per superare gli umani in molti compiti…. e gli umani si trovano nel pericolo di perdere il loro valore economico perché l’intelligenza si sta separando dalla coscienza”. Sono temi su cui dibattono da secoli filosofi e scienziati, da Zenone a Bergson, a Bifo, a Carlo Rovelli e che lascio a quanti si occupano di etica ed estetica. L'unica cosa che mi preme dire è che il transumanesimo è l'ideologia che sovrappone il computabile all'esistenza e per questo è un inganno filosofico e politico. E' difficile per quelli della mia generazione adattarsi ai controsensi della situazione presente e non vale neanche il discorso della persona anziana che non riesce a venire a patti con il nuovo e che sostiene che le cose andavano meglio prima poiché la presunzione che i giovani siano automaticamente all'avanguardia nel cambiamento culturale è diventata obsoleta. La Fabbrica del falso cerca di distogliere l'opinione pubblica creando campagne di disinformazione dove vengono stabiliti i temi dei dibattiti del giorno attorno al quale bisogna girare come mosche rimbambite. Creano caos e disorientamento mettendo le persone le une contro le altre, con un linguaggio manipolatorio e trasmissioni TV con personaggi che sembrano super partes ma che avvelenano l'aria solo per interessi personali. I maghi del marketing ci vendono le solo distopie come caramelle per la gola. Le elite globaliste distruggono i simboli e creano simulacri ed allora il punto di riferimento è la tradizione per non essere risucchiati dal vortice. Il gorgo non da appigli ed allora non resta che pensare al tempo in cui un senso c'era. Non si può immaginare che la natura, i sentimenti, la solidarietà tra le persone siano tutte una menzogna e che la verità risiede solo nelle folli teorie dei neonazi di Davos. Ogni volta che l'uomo vuole superare i limiti imposti dalla Natura succede una catastrofe. Come dicevano i nostri avi, “a tutto c'è una fine”. Carlo Rovelli riprende questa massima e conclude con “Tutto ha durata limitata, anche la razza umana”.

Prima di iniziare la tua patetica lotta per la sopravvivenza dovrei avvertirti. Le tue possibilità di vincita sono inesistenti” Freezer - Dragon Ball

Articolo apparso sul numero di giugno 2023 di Affiches, rivista di Radio Vulture

lunedì 15 maggio 2023

La generazione perduta

 


 
 
E' arrivato finalmente nei cinema il docu-film più interessante ed intenso dell'anno, presentato al Torino Film Festival e premiato con un Nastro d'Argento come migliore documentario, nella sezione “Cinema del reale”. “La Generazione perduta” di Marco Turco, scritto dal regista e da WuMing2 e Vania Del Borgo, prodotto da MIR Cinematografica e Luce Cinecittà in collaborazione con Rai Cinema e AAMOD. Al centro della vicenda c'è Carlo Rivolta, giovane giornalista di Repubblica sin dal primo numero. Attraverso la sua vita si narra la storia di una generazione, come spiega il regista Marco Turco “ una sinfonia corale accompagnata dalla voce di un solista, attraverso le parole e lo sguardo di Rivolta viviamo in diretta lo spirito dei tempi, le enormi speranze e le amare delusioni di una generazione devastata dall'eroina”. Siamo negli anni settanta, il Movimento Studentesco, l'Autonomia, la lotta armata. Famoso l'incipit del suo articolo “La rabbia studentesca” su Repubblica sulla cacciata di Lama dalla Sapienza di Roma, “ Alle 8 del mattino, sotto un cielo plumbeo e le prime gocce di pioggia, gli schieramenti nell'Università erano già formati, anche se la tensione era ancora minima. Nel piazzale della Minerva il servizio d'ordine del sindacato e del Pci, con i cartellini rossi appuntati sul bavero delle giacche..... presidiava la piazza del comizio”. Quando nel '78 avviene il rapimento di Moro e l'uccisione della scorta viene mandato in Via Fani. Fu proprio lui a scrivere l'articolo sul sequestro Moro per l'edizione straordinaria de La Repubblica del 16 marzo 1978. Nei suoi articoli, in contrasto anche con il suo giornale ed i suoi ex compagni, si dichiara favorevole alla trattativa con le Br per la liberazione di Moro, per questo motivo viene bollato dai suoi ex compagni come un traditore del popolo e minacciato di morte. Carlo Rivolta si autodefinì così: “Un giornalista critico verso la mia professione e, dal punto di vista politico, un militante critico verso la mia stessa area di appartenenza”. Non è un caso che si ritrovi tra più fuochi: accusandolo di incoerenza, l’ala violenta del movimento studentesco gli dà del “borghese”, i più moderati colleghi di Repubblica lo considerano un estremista. Per l'Autonomia e le Br è un infame. Le sue cronache avevano il pregio di portare il lettore dentro gli avvenimenti, insieme con le passioni che ne animavano la scrittura. Essa partecipava al mondo che descriveva senza nascondersi dietro il fantasma ipocrita della neutralità: era consapevolmente militante, ma al tempo stesso fredda e asciutta, con un gusto per la vivisezione delle dinamiche del potere, all' improvviso squarciata dall'irrompere di una disperata vitalità. L'amico e giornalista di nera Massimo Lugli
 lo descrive come un qualsiasi giovane di quegli anni “il giubbotto di renna sdrucito, la barba incolta, la moto, una fantastica Honda 350 verde che coccolava quasi quanto i suoi cani”.  Bob MarleySan Francisco altri due suoi grandi amori, l’orecchino un altro segno distintivo”, poi aggiunge,” la lettura delle sue cronache fu la prima crepa di dubbio, quasi un bagno di autocoscienza”. Carlo Rivolta ha rappresentato le pulsioni ed i drammi di una generazione nell'Italia degli anni '70, gli anni dei sogni e della rivoluzione interrotta. La lotta armata e l'uccisione di Aldo Moro segnarono profondamente ed in modo negativo molti giovani che vedono la carica rivoluzionaria esaurita. Delusi e sconfitti, estraniati e spaesati tanti finirono senza neanche accorgersene nel gorgo dell'eroina che in quegli anni sommerse l'Italia, se ne sapeva poco, tanti ci cascarono e tanti ne morirono. Su Lotta Continua ogni giorno c'era almeno un necrologio di qualche compagno morto. Dalle famiglie ai medici agli stessi ragazzi tutti si trovarono impreparati, non essendo in grado di affrontare la dipendenza. Carlo Rivolta seppe raccontare ogni sfaccettatura: filiera, effetti, economia, rituali, tagli, terapie. Indagando il fenomeno della diffusione dell'eroina finì per diventare egli stesso un consumatore, sviluppando una dipendenza che lo condurrà alla morte. I suoi articoli attaccavano l'ottusità dei politici che non vollero capire cosa si doveva fare e analizzavano quel particolare periodo storico dove il consumo di droghe pesanti era legato soprattutto alla sconfitta politica e alla grande disillusione di una generazione. Nel film c'è tutto questo grazie al materiale dell'archivio Rai e dell'archivio Luce, le immagini d'archivio volutamente sgranate e nebulose contrastano con le immagini nitide delle interviste attuali proprio per rimarcare l'angoscia di quegli anni, come se niente avesse più senso, svanita ormai la speranza di cambiare il mondo.

Dalle testimonianze di chi lo ha conosciuto, la compagna storica, i colleghi e gli amici, emerge una figura con tutte le sue contraddizioni ma anche con la sua coerenza nel cercare fino alla fine la verità che lo porterà alla autodistruzione. La voce di Carlo Rivolta esce da un vecchio registratore Geloso ed è affidata a Claudio Santamaria che legge brani dei suoi articoli. “ La vicenda di Carlo Rivolta diviene la personificazione emblematica di un mondo che mutava inesorabilmente travolgendo le attese e le speranze di una generazione che aveva creduto nel cambiamento e si ritrova a contare i propri morti.”

Carlo Rivolta è morto all'età di 32 anni, dopo 5 giorni di coma per una caduta dalla finestra del primo piano del palazzo in cui viveva a Roma in seguito ad una crisi di astinenza, ora riposa nel cimitero di Trebisacce, nell'Alto Jonio Cosentino”, il paese della madre, dove aveva trascorso le belle estati.


 Articolo apparso sul numero di maggio 2023 di Affiches, rivista di Radio Vulture