martedì 26 ottobre 2021

Istruzioni preliminari

Il nostro mondo sta scomparendo

i tramonti succedono ai tramonti

si può sentirne lo strappo silenzioso

scorrere il sangue la vita che fugge

su fogli di carta corrosi sbiaditi

accarezzando le parole ancora visibili

supreme famose finzioni si dissolvono

su fogli di carta corrosi sbiaditi

i tramonti succedono ai tramonti

in una realtà caotica ostile immensa

non sappiamo chi siamo nè dove andiamo e

contro l'abuso la convenzione lo svuotamento di senso

non più dominanti e dominati ma forza contro forza

un altro mondo sta apparendo

l'attacco va minuziosamente preparato

non più dominanti e dominati ma forza contro forza

si può sentirne lo strappo sonoro

scorrere il sangue la nuova vita che arriva

                                                           NANNI BALESTRINI

                                                          da "Cosmogonia e altro "

                                                          Derive e Approdi 2018




mercoledì 20 ottobre 2021

Quando la casa brucia

 «Tutto quello che faccio non ha senso, se la casa brucia». Eppure proprio mentre la casa brucia occorre continuare come sempre, fare tutto con cura e precisione, forse ancora più studiosamente – anche se nessuno dovesse accorgersene. Può darsi che la vita sparisca dalla terra, che nessuna memoria resti di quello che è stato fatto, nel bene e nel male. Ma tu continua come prima, è tardi per cambiare, non c’è più tempo.



Quale casa sta bruciando? Il paese dove vivi o l’Europa o il mondo intero? Forse le case, le città sono già bruciate, non sappiamo da quanto tempo, in un unico immenso rogo, che abbiamo finto di non vedere. Di alcune restano solo dei pezzi di muro, una parete affrescata, un lembo del tetto, dei nomi, moltissimi nomi, già morsi dal fuoco. E, tuttavia, li ricopriamo così accuratamente con intonachi bianchi e parole mendaci, che sembrano intatti. Viviamo in case, in città arse da cima a fondo come se stessero ancora in piedi, la gente finge di abitarci ed esce per strada mascherata fra le rovine quasi fossero ancora i familiari rioni di un tempo.
E ora la fiamma ha cambiato forma e natura, si è fatta digitale, invisibile e fredda, ma proprio per questo è ancora più vicina, ci sta addosso e circonda in ogni istante.


Che una civiltà – una barbarie – sprofondi per non più risollevarsi, questo è già avvenuto e gli storici sono abituati a segnare e datare cesure e naufragi. Ma come testimoniare di un mondo che va in rovina con gli occhi bendati e il viso coperto, di una repubblica che crolla senza lucidità né fierezza, in abiezione e paura? La cecità è tanto più disperata, perché i naufraghi pretendono di governare il proprio naufragio, giurano che tutto può essere tenuto tecnicamente sotto controllo, che non c’è bisogno né di un nuovo dio né di un nuovo cielo – soltanto di divieti, di esperti e di medici. Panico e furfanteria.





Da quanto tempo la casa brucia? Da quanto tempo è bruciata? Certamente un secolo fa, fra il 1914 e il 1918, qualcosa è avvenuto in Europa che ha gettato nelle fiamme e nella follia tutto quello che sembrava restare di integro e vivo; poi nuovamente, trent’anni dopo, il rogo è divampato ovunque e da allora non cessa di ardere, senza tregua, sommesso, appena visibile sotto la cenere. Ma forse l’incendio è cominciato già molto prima, quando il cieco impulso dell’umanità verso la salvezza e il progresso si è unito alla potenza del fuoco e delle macchine. Tutto questo è noto e non serve ripeterlo. Piuttosto occorre chiedersi come abbiamo potuto continuare a vivere e pensare mentre tutto bruciava, che cosa restava in qualche modo integro nel centro del rogo o ai suoi margini. Come siamo riusciti a respirare fra le fiamme, che cosa abbiamo perduto, a quale relitto – o a quale impostura – ci siamo attaccati.
Ed ora che non ci sono più fiamme, ma solo numeri, cifre e menzogne, siamo certamente più deboli e soli, ma senza possibili compromessi, lucidi come mai prima d’ora.






È come se il potere cercasse di afferrare a ogni costo la nuda vita che ha prodotto e, tuttavia, per quanto si sforzi di appropriarsene e controllarla con ogni possibile dispositivo, non più soltanto poliziesco, ma anche medico e tecnologico, essa non potrà che sfuggirgli, perché è per definizione inafferrabile. Governare la nuda vita è la follia del nostro tempo. Uomini ridotti alla loro pura esistenza biologica non sono più umani, governo degli uomini e governo delle cose coincidono.




L’altra casa, quella che non potrò mai abitare, ma che è la mia vera casa, l’altra vita, quella che non ho vissuto mentre credevo di viverla, l’altra lingua, che compitavo sillaba per sillaba senza mai riuscire a parlarla – così mie che non potrò mai averle…




Sentirsi vivere: essere affetti dalla propria sensibilità, essere delicatamente consegnati al proprio gesto senza poterlo assumere né evitare. Sentirmi vivere mi rende la vita possibile, fossi anche chiuso in una gabbia. E nulla è così reale come questa possibilità.



Sentirsi vivere: essere affetti dalla propria sensibilità, essere delicatamente consegnati al proprio gesto senza poterlo assumere né evitare. Sentirmi vivere mi rende la vita possibile, fossi anche chiuso in una gabbia. E nulla è così reale come questa possibilità.
Per noi da soli non ci può essere salvezza: c’è salvezza perché ci sono altri. E questo non per ragioni morali, perché io dovrei agire per il loro bene. Soltanto perché non sono solo c’è salvezza: posso salvarmi solo come uno fra tanti, come altro fra gli altri. Da solo – questa è la speciale verità della solitudine – non ho bisogno di salvezza, sono anzi propriamente insalvabile. La salvezza è la dimensione che si apre perché non sono solo, perché c’è pluralità e moltitudine. Dio, incarnandosi, ha cessato di essere unico, è diventato un uomo fra tanti. Per questo il cristianesimo ha dovuto legarsi alla storia e seguirne fino in fondo le sorti – e quando la storia, come oggi sembra avvenire, si spegne e decade, anche il cristianesimo si avvicina al suo tramonto. La sua insanabile contraddizione è che esso cercava, nella storia e attraverso la storia, una salvezza al di là della storia e quando questa finisce, il terreno gli manca sotto i piedi. La chiesa era in realtà solidale non della salvezza, ma della storia della salvezza e poiché cercava la salvezza attraverso la storia, non poteva che finire nella salute. E quando il momento è venuto, non ha esitato a sacrificare alla salute la salvezza.
Occorre strappare la salvezza dal suo contesto storico, trovare una pluralità non storica, una pluralità come via di uscita dalla storia.



Verso il presente si può solo regredire, mentre nel passato si procede diritto. Ciò che chiamiamo passato non è che la nostra lunga regressione verso il presente. Separarci dal nostro passato è la prima risorsa del potere.


L’uomo oggi scompare, come un viso di sabbia cancellato sul bagnasciuga. Ma ciò che ne prende il posto non ha più un mondo, è solo una nuda vita muta e senza storia, in balia dei calcoli del potere e della scienza. Forse è però soltanto a partire da questo scempio che qualcos’altro potrà un giorno lentamente o bruscamente apparire – non un dio, certo, ma nemmeno un altro uomo – un nuovo animale, forse, un’anima altrimenti vivente…

GIORGIO AGAMBEN

https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-quando-la-casa-brucia



lunedì 18 ottobre 2021

A che punto è la notte

 


Mi sembra di riascoltare il ritornello che Margaret Thatcher ripeteva ai minatori britannici in sciopero nel 1984/85 quando picconava i loro diritti acquisiti e distruggeva senza battere ciglio la loro dignità: There is no alternative, there is no alternative. Non ci sono alternative, non ci sono alternative, per dirla con parole povere o mangiate sta minestra o saltate dalla finestra. Derrida e Guattari negli anni '90 mettevano in guardia, non avete ancora visto niente. Beh qualcosa stiamo avvertendo, di qualcosa ne stiamo subendo le conseguenze, virus, controllo algoritmico e collasso ambientale sono entrati nel nostro vivere quotidiano, ancora non abbiamo sperimentato in pieno cosa vuol dire vivere sotto il Premierato assoluto, vista l'investitura che il nostro Premier ha avuto dalla passata convention della Confindustria, un premierato senza scadenza, un autocrate non eletto prende Palazzo Chigi ed esclude dal Parlamento chi non gli obbedisce. Fantastico!!! Poiché non ci sono alternative, né a sinistra e né a destra il Puro Potere vince

Negli anni in cui si faceva politica il dibattito si basava su posizioni ideologiche dove sceglievamo dove posizionarci pur con tutte le manipolazioni che abbiamo subito. Ora invece non esiste dibattito ed ancora più grave non esiste dibattito parlamentare per cui viene meno il concetto di rappresentanza politica in un consesso democratico. La verità è detenuta dagli esperti che hanno le competenze che l'uomo comune non può avere. Il marchio più venduto, il brand che fa impallidire le grandi firme della moda è la Scienza, la Scienza!!! Politiche sanitarie autoritarie travestite da scienza, una scienza piegata dalla politica a fabbricare teorie non supportate dai dati. ( John Ioannidis, epidemiologo di fama mondiale ). Esperti legittimati da chi detiene il potere che da loro voce e presenza mentre le poche voci di dissenso vengono derise, colpevolizzate ed infine criminalizzate. Ormai sono quasi due anni che dura l'emergenza, la gente si sta vaccinando, Svezia, Danimarca e Norvegia stanno tornando alla piena normalità, l'Italia invece continua ad essere un laboratorio politico sociale dove i poteri forti sperimentano le loro strategie. Il neoliberismo ha creato un cortocircuito dove l'individuo diventa mercato e merce di se stesso, l'accoppiamento immondo tra la burocrazia di Stato ed il cinico profitto delle corporazioni che si nascondono dietro virtuali call center hanno costruito una nebulosa senza morale dove è difficile vederne i contorni. Il lavoro diventa sempre più precario e a tempo determinato e toglie alle nuove generazioni la possibilità di programmare la loro vita privata. Il Ceo di Stellantis dice che le fabbriche italiane costano il doppio di quelle spagnole e francesi e qui sorge il dubbio che ridimensioneranno di molto gli impianti italiani e anche l'industria dell'auto abbandonerà il Belpaese. Infatti secondo il Sole 24 Ore del 23/09/2021 il contratto di espansione di Stellantis prevede 130 nuove assunzioni a fronte di 390 nuove uscite. E questo per la nostra zona sarà drammatico. E i sindacati? E i partiti di sinistra? E il Pd? Il PD ??!!

La scuola è diventato un enorme parcheggio dove i ragazzi sanno di doverci restare perché nessuno li manderà via per non perdere i loro budget, catatonici con le cuffie in attesa del prossimo like. Molti genitori hanno perso la loro influenza contribuendo a trasformare i loro figli in consumatori insoddisfatti di cibo, vestiti, giochi e app, incompetenti loro stessi perché hanno una scala di valori impalpabile, mentre agli insegnanti viene chiesto quello che non fa più nessuno: educare, stimolare, disciplinare, comprendere e felicitare. La musica rock e la cultura pop hanno sempre rappresentato un future shock, erano strumenti di cambiamento, di formazione e crescita personale mentre ora quello che rimane del rock non vuole più sovvertire il sistema ma produce per il mercato una falsa trasgressione. Vedi i vari talent, vero Agnelli? I Radioheads invece nel loro nuovo video “ If You Say the Word” denunciano le storture del sistema capitalistico, descrivendo uno scenario distopico con prospettive poco incoraggianti. La pandemia viene da un futuro già scritto che ha accelerato un processo di trasformazione in atto che influenzerà inevitabilmente tutti gli aspetti della nostra vita, siamo stati catapultati nel cyberspazio profetizzato da Gibson nella sua trilogia. E' il nuovo orizzonte della geopolitica, le corporazioni del capitalismo reale mirano ad un mondo dove la distinzione tra virtuale e reale diventa sempre più labile, Alexa, fammi un caffè.

“E' piu facile immaginare la fine del mondo che la fine del sistema capitalistico” Mark Fisher.

Dopo questa visione inquietante perché vera abbiamo bisogno di un qualcosa che ci rivitalizzi e lo si può trovare nello stupore e nell'incanto di uno spirito creativo. L'orientamento fondamentale della vita come diceva Deleuze a proposito di Spinoza è che conta solo una cosa: la maniera di vivere. Rendere il desiderio creativo, capace di eludere quanto previsto dal mercato e rendere le proprie scelte politiche; costruire il nuovo dando spazio ai bisogni insoddisfatti prodotti dal neoliberismo in una rete o comunità di amici e vicini dentro la società della distanza è un modo per riappropriarsi del futuro.

Apparso sul numero 12, ottobre 2021, di Affiches, rivista di Radio Vulture

martedì 28 settembre 2021

Urlo

 


Liberamente ispirato a “ l'Urlo” di Allen Ginsberg.

Nel suo poema Ginsberg tira fuori quello che ha dentro di se

come un flusso di coscienza

con la tecnica di scrittura della beat generation,

come un assolo di be bop in un quartetto jazz.


Ho visto le migliori menti della mia generazione distrutte dalla paura, dal terrore, trascinarsi in cerca di un sollievo astioso, ascoltando virologi e alchimisti morti di fama.

Ho visto quelli che ritenevo le migliori menti della mia generazione elemosinare la salvezza con occhi vuoti, esponendo i loro cervelli lavati e immunizzati al risucchio di bocche voraci, ascoltando jazz sui divani di casa aspettando il bollettino della sera, dandosi pacche sulle spalle e complimentandosi a vicenda per averla scampata bene, per oggi!!!

Ho visto quelli che ritenevo le migliori menti della mia generazione, che volevano fare la guerra al sistema, anche la lotta continua e armata accontentarsi di uno strapuntino, pur di sedersi a tavola, già con il tovagliolo al collo, quelli che parlavano in continuazione elaborando strategie e teorie,

che danzavano a piedi scalzi incuranti dei bicchieri di vino rotti diventare inutili idioti, che andarono a Bologna per morire e aspettarono invano che la loro ora si compisse e la loro anima si illuminasse sui sentieri in India o nei pressi di Katmandu, che piangevano per l'aria tersa di Pian Pollino e la dolcezza dei prati in fiori, che abbracciarono il Cristo in acido.

La generazione ribelle, la migliore gioventù venire giù dagli scogli del tempo a raccattare epifanie mancate e disperazione tra grida di animali al macello che provano piacere nel vietare, costringere, forzare, allontanare, imprigionare, diventare nipotini di Goebbels solo per 30 denari, l'idolo d'oro che rimargina ferite e lenisce il dolore.

Ho visto le migliori menti della mia generazione cercare vie di fuga per non partecipare al gran ballo e rimanere con dolcezza ancorati ai luoghi in cui sono sepolti i propri avi, contare le proprie cicatrici nel corpo e nello spirito sorseggiando Lagavaulin e ricordando i bei tempi andati senza nostalgia ma con un pizzico di malinconia leggere i necrologi con le lacrime agli occhi ascoltando Heroes,

ho visto quelli che ritenevo le migliori menti della mia generazione saltare giu dal tetto dell’edificio in rovina senza fare ciao, senza esitazione e senza emozioni ascoltando jazz da cuffie di ultima generazione, oh yeahhh, cowboys della consolle disarcionati al rodeo della vita ridere a comando, senza alcun imbarazzo, emettendo risolini mal trattenuti, all’ennesima battuta del capocomico, dandosi di gomito per affermare la loro supremazia sul volgo inebetito tracannando spritz e noccioline, gridare dai balconi alla solidarietà “ andrà tutto bene” per poi compiacersi di poter entrare in un bar con la Repubblica sotto il braccio,

quelli che ritenevo le migliori menti della mia generazione li ho visti entusiasmarsi, estasiati, dal discorso di una zucca vuota dal palco del 1° maggio e dalle parole di un tossico ai raggi uva,

li ho visti cercare di risalire lungo le pareti del palazzo abbandonato qualche riga prima con la scusa di volerlo amministrare nell'interesse del popolo, oh yes, Stawrang au popl!

Ho visto navi in fiamme lungo i bastioni dell'Afghanistan mentre l'Occidente si ritirava facendo girare le pale degli elicotteri e le palle di quanti si sono sacrificati inutilmente,

ho cavalcato un lampeggiante della polizia dopo aver preso un raggio gamma in fronte dalle parti di Tannauser,

ho visto le migliori menti della mia generazione continuare a trasmettere con le mani alzate, schivando manganellate e pregando l’Arcangelo Gabriele di soccorrerli con pezzi di allucinazioni e speranza nelle visioni, che Alice non è più un foglio ma Alice nelle città un bel film di Wenders, che Woodstock è un'altra vita e Parco Lambro un'utopia andata a male, i CCCP non ci sono più e neanche i CSI, che la Banda Bellini è diventato un bel libro ed il Mucchio Selvaggio una rivista di musica rock, che Radio Vulture continua a trasmettere e pure Radio Sherwood, che Paz è morto da tanti anni..... le migliori menti della mia generazione,

ho visto le migliori menti della mia generazione vedere la luce, ho visto la luce!!! la band!!!

Quando si possiede il passato si può guardare con fiducia al futuro.

 

Articolo apparso sul numero di ottobre 2021 su Affiches, rivista di Radio Vulture



giovedì 2 settembre 2021

Naturalis Conditio | Domenico Canino

 

Ospite nella sala espositiva dell'Istituto di Istruzione e Formazione Giambattista Vico, Domenico Canino presenta Sabato 3 Luglio NATURALIS CONDITIO.
Per la prima volta vengono presentate alla città di Bologna le due serie pittoriche ''The past, the present and the future of the human condition'' , “Hypernature” con testo critico della chief curator del C.A.R.M.A. (Centro d'Arte e Ricerca Multimediale Applicata) Veronica D'Auria.
Gli smalti sintetici contrastanti trovano sulle grandi tele attraverso una reazione chimica, indotta da un rosso solvente, una materica fusione. L'artista diviene alchimista e ci pone di fronte ai tre stadi del processo alchemico, contraddistinti dal colore assunto durante la trasmutazione dalla materia che si dissolve nel nero, si sublima nel bianco e infine si ricompone e fissa nel rosso.
E mentre i corpi si vestono così di questo nuovo incarnato emerge la loro somiglianza al resto del vivente ("About the passage of time"). Le contraddizioni trovano una soluzione, l'uomo che si era allontanato dalla natura per timore, costruendo un proprio habitat, è finito per distaccarsene ed ha perso così la propria essenza originaria che viveva in stretta connessione con l'ambiente... ma è grazie ad un processo di perdita e di uscita dal sè e dall'idea che ha di se stesso che egli può ritrovarsi, riconciliare il passato con il presente rendendo possibile il futuro. Nei dipinti "post- surreali" possiamo trovare la rinnovata naturalità dei corpi nella perdita della distinzione delle forme e delle sostanze. Questa nuova consapevolezza si manifesta negli organi umani "radicati" ("The breath", "Organ") e pulsanti linfa ("The first beat") e ancor più nel legame con l'albero ("Brother") o come in "Study for inside self portait" in cui è l'immagine tripartita dell'artista ad essere in dialogo con il tessuto plastico. L'uomo ritrova la sua appartenenza alla natura accettando che anche ciò che egli ha sviluppato, anche il "suo" mondo, è parte della natura e solo così può riuscire a percepire la sua naturalità. Solo superando l'antropocentrismo che lo ha condotto ad una schizofrenia esistenziale ("Doubling", "The fox and the anthropocentrism") che l'essere umano può ritrovare il suo posto nell'universo e tornare ad essere parte tra le parti connesse al tutto. Con una serie di dipinti misteriosi e materici Canino ci mostra una profonda verità nascosta, che "parla" della "realtà" dell'uomo e della natura come nessuna figurazione realistica potrebbe mai.
Durante la serata di inaugurazione, lo spazio dell'Istituto Giambattista Vico ospitera' un vinyl set live di
Mario Rettura. Sarà possibile visitare l'esposizione fino al 15 Settembre.

OPENING

3 GIUGNO
-h 18:00 apertura mostra
Live vinyl set performance di Mario Rettura

ISTITUTO VICO

Istituto d'Istruzione e Formazione Giambattista Vico Via della Ghisiliera 16E (Porta San Felice), Bologna

orari per visitare la mostra: LUN / VEN
dalle 10:00 alle 19:00 SABA TO

dalle 15:00 alle 21:00 

 

info:
+39 389 26 72 270 canino.domenico.art@gmail.com
info@istitutovico.com