giovedì 11 agosto 2022

Produci, consuma, crepa

 

Quando nel maggio francese si inneggiava alla fantasia al potere non si poteva mai immaginare che dopo 54 anni due ex comici potessero essere i protagonisti dell'agenda internazionale e di quella nazionale. Uno, Zelensky, sempre in mimetica invoca armi e solo armi per continuare una guerra per conto degli USA, una guerra per procura che sta portando al massacro il popolo ucraino, recitando un copione scritto da Washington. Grillo invece straparla su tutto, su ogni tema, rinnegando anche i principi fondamentali su cui è stato fondato il suo movimento. Confonde per nascondere il suo fallimento e quello del suo movimento. Il suo copione è scritto da Bruxelles, altrimenti non si capisce il suo appiattimento sulle posizioni di Draghi. ( I due, Draghi e Grillo, erano nel 1992 a bordo del panfilo della regina Elisabetta, il Britannia all'ancora a Civitavecchia. Grillo smentisce mentre alcuni testimoni tra cui Emma Bonino affermano il contrario ). I due ex comici, Zelensky e Grillo, non hanno esperienza politica e conoscenze tecniche, non hanno un background culturale ma sono solo abili comunicatori aiutati dai media allineati. L'Europa è diventata il campo di battaglia dello scontro tra due capitalismi che vogliono esercitare una volontà di potenza, un capitalismo occidentale, in declino poiché oberato da debiti ed un capitalismo orientale, creditore di tali debiti. L'Italia invece è, da sempre, il laboratorio dove si sperimentano nuove formule di assoggettamento e di controllo politico e sociale. Intanto le cronache di guerra stanno scomparendo dalle prime pagine dei principali quotidiani italiani ed il conflitto trova meno spazio sui media. Gli italiani sono assuefatti e sono più preoccupati dell'inflazione e dalla crisi energetica. Il PD in un periodo dove il lavoro ed i salari sono sotto attacco per via dell'inflazione e del caro bollette tira fuori periodicamente lo jus scholae e simili. Siamo tutti d'accordo su questo ma vorremmo che la stessa attenzione la si rivolgesse anche su temi legati alla sopravvivenza come lavoro, salari, ecc ecc. Il Re è nudo e cerca di distrarre l'opinione pubblica dai problemi reali e quotidiani che è costretta a vivere e a sperimentare sulla propria pelle.

Quando il potere propone un tema vuole nascondere quello a cui tiene. Gli stipendi scendono e l'Italia è l'unico paese europeo dove si guadagna meno di 30 anni fa. Il nostro salario medio è di 29 mila euro lordi, a Parigi di 40mila con buste paga su del 30% e a Berlino di 44mila. ( Fonte Ocse ) E' urgente indicizzare gli stipendi all'inflazione e rivalutare le pensioni ogni 3 mesi invece di aspettare gennaio. Come si può pensare che chi fa fatica ad arrivare a fine mese possa sopportare un taglio del 10%. I dati provvisori Istat danno l'inflazione all'8%, nell'eurozona all'8, 6%. A che serve fare sempre surplus di bilancio e tagliare i servizi se il Pil da 25 anni non cresce? Il Pil in Italia cresce poco rispetto a quello degli altri paesi dell'eurozona. I dati Eurostat parlano chiaro, in Germania il Pil è cresciuto del 32%, in Spagna del 35%, in Belgio del 45%, del 48% in Francia e del 64% nel Regno Unito. In Italia invece del 4,9%. L'Italia è la nazione che ha sofferto di più l'introduzione di una moneta troppo pesante come l'euro e non potendo svalutare per essere competitiva si sono svalutati i salari. Le cahier de doléance continua con il Sole 24 ore del 7 luglio che in prima pagina titola: 100mila imprese a rischio fallimento. Rischio di chiusura entro l'anno per le aziende più piccole e meno strutturate, specialmente localizzate al Sud. Da una ricerca Cerved a causa degli impatti della guerra, della carenza di materie prime e dei rincari dell'energia 100.000 aziende sono in pericolo, queste danno lavoro a 831.000 addetti e hanno un indebitamento complessivo di 107miliardi con un evidente impatto sul sistema creditizio. Uno scenario che non ci fa stare tranquilli e loro tirano fuori la legalizzazione della marijuana!!! Ma perchè non hanno ammesso il referendum nonostante le numerose firme raccolte? Semplice. Perchè con i referendum sulla legalizzazione delle droghe leggere si sarebbe raggiunto il quorum ed il SI ai referendum sulla giustizia avrebbe vinto. Il referendum sulla marijuana è stato sacrificato ed utilizzato per difendere logiche di potere. Non bisogna cadere nel tranello di rincorrere solo i temi che pone il potere, non bisogna farsi condizionare da quello che ci viene ripetuto dai media mainstream, bisogna rimpossessarsi dei concetti e fare analisi critica. Da un amico di Birmingham “ nessun allarmismo covid, né sui giornali né sui notiziari, nessuna virostar a rompere le palle H24 e nessun ministro a preparare siringhe con cui inseguire gli inglesi ad ottobre. E sono tutti vivi. E se la passano meglio di noi. La Brexit li avrebbe dovuti distruggere!!! Mentre da noi è ricominciata la narrazione e l'allarme, dopo tre e quattro inoculazioni, dopo lo sdoganamento dei farmaci antivirali e dei mononucleari il Ministero della Verità sta spargendo terrore. Che sia un modo per disinnescare il conflitto sociale che si sta preparando per l'autunno? Intanto il Ministero della Sanità/ Verità ancora non ha pubblicato i dati sulle reazioni avverse.

Produci, consuma , crepa”. Cantava Lindo Ferretti negli anni '80, dove prefigurava il senso di questa società che si stava già edificando. La realtà travalica la canzone. La fase della produzione come l'abbiamo intesa noi va piano piano a scomparire, la forza lavoro viene sostituita dalle macchine, dall'automazione e dalla tecnologia informatica, d'altronde il sogno delle elites è un capitale senza forza lavoro. Quello che ci rimane è lo status di consumatore, si inducono bisogni per poter vendere e si prospettano soluzioni che risolvono poco, anzi alimentano altri bisogni. Consumatori come limoni spremuti fino all'ultima goccia. Fino a crepare, senza possibilità di redenzione, senza conforto e serenamente solo sui manifesti funebri. Un format ben studiato e con eccellenti attori. La “ società più ricca della storia” alimenta degrado, disoccupazione e preoccupazioni, si presenta come società terapeutica generando disagio e nascondendo le cause sociali della sofferenza. Ne approfitta la politica che governa questo smarrimento per perpetuare la sua rendita garantita. Scaraventati nel vuoto, alla ricerca di senso ci troviamo smarriti in un mondo senza Dio. ( Cerco Dio!!! Cerco Dio!!! F. Nietzsche ) “Il vero assassino di Dio è il mercato globale e universale nell'epoca della conquista del capitale di ogni dimensione della vita” R. Madera.

Sono passati 40 anni dal vittorioso Mundial spagnolo e da Brasile Italia 2-3, l'Italia veniva da anni bui, la strategia della tensione, il terrorismo, eppure quella partita ha compattato un popolo diviso, frammentato, facendoci riscoprire l'orgoglio di essere italiani. Quella partita ha visto la redenzione di un uomo che molti volevano escludere, Paolo Rossi, autore della tripletta vincente. Purtroppo anche lui ci ha lasciati, ahimè. Ma la sua lezione è rimasta e dobbiamo ricordarla, per ricominciare dalla propria esperienza e dalla nostra biografia, riconciliandoci con le cadute della storia, sopportando ferite e disillusioni del passato, tra desideri e sogni non realizzati. Con coraggio, come Paolo Rossi. Perchè il Brasile sembrava invincibile ma è bastato un uomo in caduta capace di risollevarsi e portarci alla vittoria, perchè il Re è nudo, perchè la bulimia dei bisogni e dei desideri è una malattia, perchè nell'uomo c'è ancora qualcosa di bello, perchè siamo capaci di nuotare controcorrente.

 


Articolo apparso sul numero di agosto 2022 di Affiches, rivista di Radio Vulture 

 

 

domenica 10 luglio 2022

Partire dall'orizzonte

 

                                                                       

La guerra è un massacro tra persone che non si conoscono

per il beneficio di persone che si conoscono

ma che non vogliono massacrarsi”

Paul Valèry

Scenderemo nel gorgo muti”

Cesare Pavese

Deleuze dice che bisogna “partire dall'orizzonte” per percepire le insopportabili ingiustizie del mondo, e quando si arriva a guardare se stesso non si può non domandarsi cosa fare e come agire in una azione collettiva per trasformare questa situazione. E' un approccio da uomo di sinistra mentre l'uomo di destra parte da se e quando allarga la visuale percepisce una minaccia che lo fa chiudere per conservare i propri privilegi. E' uno spaesamento continuo il sentimento comune dominante di questo tempo, dovuto alle tante contraddizioni che convivono in una realtà composta da tante parti in eterno conflitto tra esse.

Sembra di attendere l'Apocalisse, dopo il Covid, ora l'emergenza climatica e la guerra con tutte le sue tragedie, stanno tentando con il vaiolo delle scimmie ( una malattia che si conosce da 60 anni ), manca l'invasione delle cavallette e l'acqua tramutata in sangue. L'apocalisse in termini religiosi prepara il Regno di Dio, oggi invece assume un significato terribile proprio perché si è perso il legame tra fede e ragione. In nome della sua Ragione l'Occidente ha imposto il suo potere culturale ed economico utilizzando la scienza e la tecnica come strumenti di dominio. Viviamo come in un loop spazio tempo dove l'apocalisse massmediatica ci conduce verso una distruzione senza possibilità di redenzione dal peccato. Una apocalisse culturale come la chiama l'antropologo Ernesto De Martino. Come si può rispondere a tutto ciò, come si può reagire? Il primo passo è la conoscenza dei singoli accadimenti, ricostruirne le cause, per poter fare ciò è importante una connessione con l'agire politico, un agire politico che non si nasconde, che non minaccia, che non falsifica le informazioni, un agire politico che abbandoni la sua attuale vigliaccheria intellettuale ma che ridiventi creativo ed efficace. Lo spaesamento, la disperazione dipendono proprio dalla mancata connessione con una politica illuminata, finalmente dalla parte della gente. Nei momenti storici di passaggio tra un era ed un'altra si annuncia la catastrofe incombente, la nostra attuale condizione non è altro che il risultato di un potere senza volto che utilizza i media, i social network e la violenza dei vari talk show per alimentare il suo sistema autoritario. Con la guerra in Ucraina questa narrazione si è rafforzata, si torna a parlare di guerra nucleare. Gunther Anders aveva capito e lo aveva annunciato nei suoi scritti degli anni sessanta che il nazismo non era finito con la morte di Hitler ma che sarebbe tornato alimentato dalla potenza tecnica che avrebbe reso impotente l'umanità. L'Occidente con la crisi delle sue democrazie ( altro che democrazia partecipata ) è la terra del declino e dell'ossessione del futuro. “L'ossessione del futuro ha implicazioni diverse nella sfera teologico-utopica, proprio della cultura russa, e nella sfera tecnico-economica che è propria della cultura americana”. Franco Berardi

Il tempo è finito ( lo sentiamo ripetere continuamente ), quello a cui stiamo assistendo oggi è l'estremo tentativo di perpetuare da parte del capitalismo questo mondo che garantisce solo chi fa parte delle élites mentre mantiene in uno stato di subalternità gli oppressi, che annienta ogni istanza di determinazione dell'uomo, che ha come sogno un Capitale senza forza lavoro, con il graduale smantellamento dei patti sociali di base. Quello che terrorizza non è la fine del mondo ma la fine di un mondo. Il capitalismo è un meccanismo cieco che ha effetti distruttivi sull'umanità, come si vede dal riscaldamento globale, dalle pandemie, dai fenomeni sociali ed economici e per ultimo dalla guerra. La guerra utilizzata per colpire ulteriormente le classi subalterne. Draghi ha imposto sanzioni che faranno chiudere la raffineria Lukoil di Siracusa. Un polo da 10.000 dipendenti compreso l'indotto che raffina il 26% della capacità italiana. Inoltre nella delega fiscale è previsto di adeguare l'IVA al green deal europeo, sui prodotti sarà messa un'IVA più alta se ritenuti inquinanti, stanno preparando la lista dei prodotti. E' una tassa sulla spesa delle famiglie. Il distretto laniero di Prato, primo nel mondo è stato distrutto. Lactalis dopo aver preso 700 milioni di euro dalla Parmalat risanata vuole licenziare a Grosseto e Pistoia. ( ora si spiegano le tante Legioni d'Onore ai politici italiani ). Elon Musk annuncia un taglio del 10% dei dipendenti Tesla ( il sindacato tedesco Ig-Metall è pronto a dare battaglia ), i voli low cost hanno scatenato il caos negli aeroporti inglesi a causa dei tagli degli equipaggi, della situazione Stellantis di Melfi ne sappiamo tutti qualcosa e le previsioni non sono rosee, in base al pacchetto Fit 55, l'UE, dal 2035 mette al bando le auto a combustione interna in nome di una presunta sostenibilità, è il colpo mortale all'industria automobilistica italiana, la tutela dell'ambiente deve andare di pari passo con la sostenibilità economica, altrimenti ci troveremo in un mondo green pieno di aziende fallite e disoccupati. Sulla Repubblica del 14 giugno “In 10 anni 25.000 posti letto in meno negli ospedali italiani, più risorse per evitare il collasso del Ssn” Ma con la pandemia non dovevamo potenziare e consolidare il sistema sanitario italiano? La BCE ha annunciato di non acquistare più titoli e il rialzo dei tassi di 25 punti base da luglio per cui è schizzato lo spread a 232 e Piazza Affari ( la peggiore tra le borse europee, naturalmente ) ha chiuso venerdì 10 giugno con -5,17%, con una inflazione stimata nel 2022 al 6,8% e con ridotte previsioni di crescita.

Allora non era Draghi che aveva la bacchetta magica? La Lagarde con le sue avventate anticipazioni ha affossato i mercati, facendo schizzare lo spread, come abbiamo visto, eppure bastava annunciare uno scudo antispread per evitare speculazioni, eh niente, ha superato Comunardo Niccolai.

Siamo governati da una elite scadente!!!

Un innalzamento dei tassi è un attacco al nostro Paese, ai potenti la globalizzazione va bene così come è , visto che il conto poi lo dovremo pagare noi. Ci viene proposta una immagine del mondo dove ci sono due blocchi contrapposti in conflitto tra di loro, mentre invece l'oligarca del Bene continua a fare affari con l'oligarca del Male. E' chiaro che ci vogliono tutti morti!! A tal proposito giunge una notizia dall'Ansa, battuta l'8 giugno 2022, di uno studio di esperti MIT sui vaccini in Israele, dove in una popolazione tra i 16 e i 39 anni i problemi cardiaci sono aumentati del 25%. L'attacco è globale, su larga scala. Cosa ci possiamo aspettare da chi da un ventennio ha operato per arrivare a questi risultati? Una bella patrimoniale, se ne parla, ancora, tirano fuori sempre la vecchia patrimoniale come soluzione, con la benedizione di Landini che la spaccia per un prelievo sulle rendite finanziarie più alte. Landini a braccetto con Monti. I salari in Italia sono fermi da 30 anni, l'Ue non ha fatto altro che chiedere agli Stati di distruggere il potere contrattuale dei lavoratori, ci vogliono accontentare con una elemosina di Stato come il Reddito di cittadinanza che non basta neanche a pagare l'aumento delle bollette, che ipocrisia!!! Lo Stato con una mano dà e con l'altra toglie condannando le persone alla povertà permanente. Di riforme strutturali non se ne parla, di investire sulla forza lavoro neanche, solo politiche di austerità che comprimono la domanda interna. Sarebbe il caso di tornare ad indicizzare salari e pensioni ma il governo dei peggiori, dei “senza vergogna” che ha smarrito il comune senso del pudore, nicchia. L'indicizzazione è uno degli strumenti per gestire l'inflazione da offerta ( loro, i migliori l'hanno trattata come inflazione da domanda ) e non solo ci da stabilità finanziaria attraverso un'inflazione meno volatile che facilita il rientro del debito ma ci da anche stabilità economica assicurando un mercato interno alle nostre PMI.

Dare ascolto alla tradizione degli oppressi che ci insegna a rovesciare l'emergenza ed a scagliarla contro il capitalismo che distrugge la vita e che non la salva”. (Roberto Ceccarelli, Una vita liberata.)

Il momento richiede l'appropriazione dei concetti, delle parole, di quello che abbiamo dimenticato o messo da parte. E' indispensabile riappropriarsi della tradizione culturale emancipatrice europea e collocarla in un nuovo contesto. Nel 1947 Horkheimer e Adorno nella Dialettica dell'Illuminismo dicevano che se l'intenzione dell'universalismo che animò l'Illuminismo viene ridotta al razionalismo calcolante del capitalismo, allora possiamo esser certi che le forze dell'oscurantismo finiranno per prevalere e distruggere ogni possibile universalità e quindi la pace.

Quelli che ci raccontano che le sanzioni piegheranno la Russia sono gli stessi che dicevano che il greenpass avrebbe preservato l'economia italiana, che la Brexit avrebbe distrutto l 'Inghilterra e che la moneta unica, l'euro, ci avrebbe reso tutti più ricchi. Loro saranno dei farabutti ma chi li segue ancora è sicuramente, per usare un eufemismo, uno sprovveduto. 

 Articolo apparso sul numero di luglio 2022 di Affiches, rivista di Radio Vulture 



domenica 12 giugno 2022

La crisi perpetua

 



Enrico commentando la chat della trasmissione di Radio Vulture del Primo Maggio dice:” Sembra una trasmissione di Radio Vulture del 1978.” Azzeccato in pieno. Dopo 44 anni i problemi risultano sempre gli stessi, non risolti ed in alcuni casi peggiorati. Per esempio il lavoro. I cambiamenti tecnologici, sociali e politici hanno lasciato i lavoratori senza punti di riferimento. Negli ultimi 40 anni c'è stato un attacco senza precedenti ai diritti dei cittadini e dei lavoratori. Ha cominciato la Thatcher in Inghilterra contro i minatori inglesi con la sua famosa frase “ There is no alternative” contratta nell'acronimo TINA. E cosi via. Nel 2012 Monti in una intervista afferma “ Stiamo distruggendo la domanda interna tramite il consolidamento fiscale”. Nel 2013 al Corriere della Sera

il presidente della BCE, Draghi, dice che “ la piena occupazione non è nostro mandato, lo è l'inflazione”. Le crisi economiche sono invocate e accolte da quanti si candidano per tirarcene fuori. Il clima di crisi perpetua viene auspicato dal capitale che in nome di uno stato di eccezione forza le norme del diritto, calpestando le Costituzioni degli Stati, in virtù del bene comune, dicono loro. La crisi nel popolo che la subisce genera paura, insicurezza, povertà, spaesamento e disinnesca il conflitto sociale, elide la partecipazione e l'analisi critica e intellettuale ai messaggi della politica non viene accettata, poiché si scontra con il pensiero unico. E se le crisi vere non bastano si inventano crisi immaginate a creare quel clima di disastro incombente. Negli ultimi anni in Italia anche le consultazioni elettorali sono state viste come una minaccia che turba i mercati con conseguenze nefaste per il popolo bue ed ecco che riprende la favola della stabilità politica con il risultato di trovarci un uomo dell'elite finanziaria che non ha votato nessuno a guidare il governo. Il parlamento viene svuotato delle sue prerogative ed il popolo del suo diritto di eleggere i propri rappresentanti. Il gioco è sempre lo stesso “ si crea un problema, una situazione per provocare una reazione nell'opinione pubblica, affinchè sia la stessa opinione pubblica ad invocare i provvedimenti che ci si auspica di farle accettare”. Sylvain Timsit. Le soluzioni offerte non risolvono i problemi ma lo stato di allarme creato ad hoc dai mass media asserviti servono a creare un clima insano, tale da fare accettare i provvedimenti d'urgenza. Lo stato di emergenza e di eccezione ormai è diventato lo strumento di governo che si avvale di concetti economici e di atti politici che servono a spezzare gli equilibri di una società per indurre i soggetti pubblici e privati a cedere sovranità, patrimoni, diritti e conquiste sociali, le crisi sono diventate il modo principale per l' accumulazione di potere e di beni. In Italia, ogni volta che la società civile auspicava cambiamenti sociali ed economici e si intravedeva un barlume di speranza di diventare finalmente un paese normale si sono verificati eventi ed accadimenti che hanno ghiacciato l'opinione pubblica e di conseguenza gli atti necessari per l'evoluzione dei rapporti di forza in campo. Il sequestro e la morte dell'onorevole Moro, le stragi di Stato e la strategia della tensione vanno letti in questo senso. Con la globalizzazione le crisi investono tutto il mondo, le crisi sono narrate con operazioni di cosmetica senza specificarne le cause e le conseguenze, in un eterno presente, come la crisi sanitaria dovuta alla pandemia e per ultima la guerra in Ucraina. A questo proposito si comincia a parlare di economia di guerra, prepariamoci ad una serie di misure di politica economica per permettere allo Stato di trovare i finanziamenti necessari per un aumento degli armamenti in modo da partecipare ad un evento bellico. Il popolo sotto shock si lascia condurre all'ovile. Un popolo impoverito ed impaurito è un popolo in saldo. Per chiudere il cerchio, gli stessi strumenti applicati alle persone vengono adottate agli Stati sovrani, con la complicità dei governanti. Il pareggio di bilancio, il patto di stabilità, i parametri europei su deficit ed indebitamento e tutto l'armamentario normativo dell'austerity sono degli istituti giuridici senza senso economico, buoni solo ad impoverire lo Stato per costringerlo a tagliare i servizi, inasprire la tassazione, smantellare i diritti inalienabili e costituzionali. Quindi anche lo Stato è in saldo. ( Il Pedante )

Lo sono i suoi settori più produttivi, dall'energia, alla sanità, all'istruzione e alla previdenza, un intera Italia in saldo, su cui si avventano come avvoltoi e sciacalli i grandi investitori, spesso stranieri, un grande mercato, ricco di eccellenze, privo di rischio poiché la domanda è garantita dai bisogni della popolazione. I mercati, gli speculatori e le grandi banche d'affari finanziano i think thank dei politici a libro paga e dettano sui media le riforme da fare, arrivando anche a pretendere la rimozione di quei governi che non hanno rispettato le consegne. Il 13 novembre del 2011 la prima pagina dell'Unità salutava questa violenza finanziaria come una liberazione. Il risultato lo si vede davanti agli occhi e sulla nostra pelle, ammorbiditi, inebetiti, fagocitati e ammansiti dai vari reality, talent, partite di calcio tutte le sere, festivaldisanremo trap rap eurovision e simili che agiscono come tranquillanti, come psicofarmaci ci avviamo quieti verso un ovile che assomiglia sempre di più ad un mattatoio. 

Articolo apparso nel numero di giugno 2022 di Affiches, rivista di Radio Vulture.

mercoledì 1 giugno 2022

Davanti allo specchio

 


In principio era il verbo,

ma tu stai zitto come un salmone”

Sacrificio – Andrej Tarkovskij


E' difficile azzardare un commento su quello che succede nel mondo e di riflesso nel nostro paese. Non si sa da dove iniziare poiché ogni giorno ce n'é una nuova. Dopo il covid la guerra in Ucraina si è impossessata delle prime pagine dei principali media, e così dopo due anni anche il pensiero è in frantumi come macerie da cui si raccolgono detriti. Gli effetti collaterali di quello che abbiamo vissuto e di quello che ci spetta di vivere è la perdita della ragionevolezza. Il virus e la guerra con il loro carico emozionale hanno massificato gli uomini, polarizzando gli schieramenti per cui le discussioni sono sempre molto accese e finiscono in scontri da bar sport. In una epoca segnata dalla virtualità, l'azione violenta della guerra con le sue immagini ha provocato un forte shock per noi occidentali abituati ad essere solo “un mercato di consumatori” come ha detto Macron. Non sappiamo più fare altro, né tanto meno prendere in considerazione di rischiare e mettere in gioco la propria vita, perché non c'è nulla che ne valga la pena, nonostante ci abbuffiamo di vocaboli come inclusione, parità, equità sociale, solidarietà, sostenibilità ecc ecc. Perché questa grande Civiltà, capace di creare tanta bellezza di pensiero non si è affermata, non ha vinto ma è sempre preda di cataclismi e catastrofi? Che cosa è accaduto? Perché non sono bastate la voglia di vivere in solidarietà tra i popoli, le energie morali? Forse non vogliamo ammettere che molte di queste sventure derivano dal fatto che siamo diventati colpevolmente materialisti, consumatori di merci? La Storia non ci ha insegnato nulla se ci troviamo ancora una volta sulla soglia dell'abisso, la Storia “sceglie la peggiore delle sue varianti possibili per il suo sviluppo” ( Marx, Engels ). L'Impero non ha mai cessato di esistere ed ha vinto la lotta di classe. Viviamo in un mondo che noi stessi abbiamo contribuito a creare ed invece di godere dei suoi benefici, siamo vittime dei suoi difetti. Annebbiati dalle effimere comodità abbiamo sviluppato un senso senza sincronia tra l'elemento materiale e quello spirituale. Se si è consapevoli non si può avere la coscienza tranquilla ne giustificarsi per la propria pigrizia o tranquillità attribuendo la colpa di quello che avviene alla volontà di altri. In cerca dell'armonia e dell'equilibrio tra materialismo e spiritualismo è evidente ed urgente ripristinare e rinnovare il sentimento di responsabilità personale. Anche la Chiesa si è dimostrata incapace di controbilanciare lo sbandamento verso il materialismo con un risveglio spirituale. Dovremmo guardare con chiarezza le misure politiche e gli scenari economici che tendono ad impoverirci, ma purtroppo i media fanno bene il loro mestiere, l'informazione ci blandisce con l'intrattenimento, il pensiero unico continua ad imperversare facendo vittime illustre, persino il Papa è stato censurato solo perché ha osato criticare gli investimenti dei vari governi per finanziare le spese per gli armamenti militari. Le parole hanno perso il loro valore, è importante solo il soggetto che le dice. Se qualcuno si permette di discostarsi da quello che è il cosiddetto mainstream dominante diventa un dissidente da tenere alla larga, la libertà di pensiero e di opinione viene censurata e chi la esprime condannato come un untore. A vestire i panni dei talebani di casa nostra, dispiace dirlo, sono i pasdaran del PD, i nipotini del vecchio PCI, che non rispondono più alle istanze dei cittadini ma agli interessi del grande capitale, che inscenano mille emergenze nel tentativo di bloccare, immobilizzare la storia per distrarci dall'unico vero conflitto di casa nostra che può dare corso agli eventi, cioè il conflitto sociale. Abbiamo trascurato i territori invece di svilupparne le specificità poiché abbiamo pensato che con la globalizzazione, con il mercato aperto, avremmo trovato sicuramente qualcuno che ci vendesse quello che ci serve ad un prezzo inferiore rispetto a quello che ci sarebbe costato se lo avessimo prodotto in Italia. Siamo come un uomo che non sa nuotare buttato in acqua. L'istinto di sopravvivenza ci porta verso il senso spirituale. L'arte rappresenta l'istinto spirituale dell'umanità, aspira all'eterno, al divino, incarna l'ideale, un esempio di equilibrio tra materialismo e spiritualità, valorizzare questo ideale per rinascere. La cultura popolare, la memoria delle proprie radici con il senso di appartenenza, svolge una funzione ideologica importante, è come un sordo rumore di fondo che inquieta il capitalismo reale che normalizza le sue contraddizioni ed i suoi aspetti negativi come la devastazione ambientale, le guerre (attualmente si combattono sette guerre nel mondo ), le schizofreniche condizioni sociali e lavorative che portano al disagio al punto che gli attori sulla scena tendono a somigliare ai simulacri di P.K. Dick, gusci vuoti e maschere senza nessuna vita interiore. Gli uomini che combattono, che lottano dimostrano di avere quei valori per cui vale rischiare, quei valori che definiscono i popoli e le culture. Quei valori ontologici che definiscono gli aspetti essenziali dell'essere. Siamo seduti davanti ad uno specchio impolverato che non riflette la nostra vera immagine e non ci consente di vedere la giusta verità delle cose, siamo in un film di Lynch dove la realtà ed il sogno si confondono, il sipario chiuso ci impedisce di guardare oltre. Il legame tra l'individuo e la società e le leggi che lo regolavano è stato distrutto, è rimasta solo una burocrazia strana e inquietante, una burocrazia sorda da call center per cui è difficile ristabilire il ruolo dell'uomo nel proprio destino se non si comprende “la sofferenza della propria anima” in questo modo ”l'uomo potrà collegare la coscienza con i propri atti”. (Andrej Tarkovskij)

Articolo apparso sul numero di maggio 2022 di Affiches, rivista di Radio Vulture