“Ma almeno, questo sì almeno, vorrei rivederti. Sia quel che sia, noi
staremo insieme in qualche modo, e troveremo la gioia. Non importa se di
giorno o di notte, d'estate o d'autunno, in un paese sconosciuto, in
una casa disadorna, in una squallida locanda. Mi basterà averti vicina.
Io non starò qui ad ascoltare - ti prometto - gli scricchiolii
misteriosi del tetto, né guarderò le nubi, né darò retta alle musiche o
al vento. Rinuncerò a queste cose inutili, che pure io amo. Avrò
pazienza se non capirai ciò che ti dico, se parlerai di fatti a me
strani, se ti lamenterai dei vestiti vecchi e dei soldi. Non ci saranno
la cosiddetta poesia, le comuni speranze, le mestizie così amiche
all'amore. Ma io ti avrò vicina. E riusciremo, vedrai, a essere
abbastanza felici, con molta semplicità, uomo e donna solamente, come
suole accadere in ogni parte del mondo.
Ma tu - adesso ci penso -
sei troppo lontana, centinaia e centinaia di chilometri difficili a
valicare. Tu sei dentro a una vita che ignoro, e gli altri uomini ti
sono accanto, a cui probabilmente sorridi, come a me nei tempi passati.
Ed è bastato poco tempo perché ti dimenticassi di me.
Probabilmente non riesci più a ricordare il mio nome. Io sono ormai
uscito da te, confuso tra le innumerevoli ombre. Eppure non so pensare
che a te, e mi piace dirti queste cose.”
Sessanta racconti, Dino Buzzati