lunedì 19 giugno 2017

Tocci





Pubblichiamo alcuni estratti di vecchi post dedicati a Fedele Tocci ed alla sua opera.

Fedele Tocci si denuda come un messia raccontando la sua storia che è la storia del mondo, piccole storie comuni a tanti, mischia materiali inerti con fluidi e liquidi in un impasto grumoso di nodi di smistamento, di incroci dove riconoscere il proprio cammino. E' difficile e riduttivo definire artista, nel modo tradizionale del linguaggio, chi, trascinato dalla corrente dei fatti e senza opporre alcuna difesa, ha fatto della propria esistenza uno schermo/corpo dove ognuno può ricordare, ricollocare e testimoniare gli accadimenti della propria storia.
CONTACT è formato da 11 episodi/quadri che affrescano come in una via crucis le stazioni della vita, ma qui l'autore si ferma all'undicesima stazione con Cristo/uomo inchiodato sulla croce e lasciato morire, poiché non c'è resurrezione in vite non rappresentabili ma che stagnano come liquidi che non trovano sbocco e che dopo un movimento circolare intorno a se stessi si posano e col tempo diventano acqua putrida. Un ironico sberleffo finale aumenta il disagio del disorientamento.
Today is to late. Oggi è troppo tardi perchè tutto è già accaduto, senza che ce ne accorgessimo.
L’autore cerca ed è portatore di un linguaggio in divenire, si muove in una sorta di terra di nessuno dove trovare la propria memoria in chi l'ha attraversata. Le cose sopravvivono ai cambiamenti, rimangono le cicatrici come fori da dove la luce fuoriesce inafferrabile. Non ci sono porte tutte chiuse e le storie non sono lineari come vorremmo.
Procede ad una autopsia in apnea ed il film prende corpo attraverso di lui. 

Elementi nascosti sotto una visibilità diversa e rimossi precedentemente diventano, ora, flusso corrente di visioni ed utopie che si realizzano nel momento stesso della creazione e che acquistano forma e sostanza grazie alla manipolazione e alla sensibilità plastica dell’artista. Manufatti artigianali e strumenti del passaggio verso una personale ricerca producono movimento e vertigine verso antropologie liberate dall'oblio.



Il soliloquio dell’anima e i rumori del mondo.
E comincia il viaggio.




domenica 26 febbraio 2017

Nulla è andato perso




"Nulla è andato perso”(Contempo Records C01017LP) è il triplo LP dal vivo che racconta i concerti dell’omonimo tour intrapreso da Gianni Maroccolo nell’arco dei primi sei mesi del 2016. Accompagnato da Andrea Chimenti, Antonio Aiazzi, Beppe Brotto e Simone Filippi, Marok ha festeggiato i suoi trent’anni di musica attraversando l’Italia e portando davanti al pubblico ventitré repliche di un concerto non facile e senza compromessi. Molti artisti avrebbero inventato uno spettacolo autocelebrativo, ma non Gianni: il concerto è un racconto d’incontri in cui la musica, pur predominante e possente, è diventata il collante di percorsi artistici e di vita magicamente interconnessi.
Il tour è stato completamente autogestito e autoprodotto da Gianni Maroccolo ed Enzo Onorato, eliminando la parte manageriale. Una tradizione, in un certo senso, che si rifà alla storia del Consorzio Produttori Indipendenti che tutti ricordiamo come entità multiforme e autonoma. 
Il concerto ruota attorno alle canzoni di “vdb23 / nulla è andato perso”, ultimo album in studio di Marok realizzato assieme a Claudio Rocchi.
La prematura scomparsa di Claudio non permise di portare dal vivo i brani, ma Gianni difficilmente molla un’idea luminosa e profonda. Alla fine di un periodo caratterizzato dalle reunion dei Litfiba e del nucleo originale dei CSI (senza Giovanni Lindo Ferretti), decide di proporre in concerto gran parte delle canzoni scritte con Rocchi per “vdb23 / nulla è andato perso”. 
Riunisce un gruppo di musicisti e amici sull’Appennino tosco-emiliano e nell’arco di un mese il progetto prende forma. Dalle prove escono oltre quattro ore di musica e parole che si distilleranno in due ore e mezzo di concerto. I brani sono tratti da “vdb23 / nulla è andato perso” e dal progetto solista precedente di Gianni, “A.C.A.U.” 
Vengono inoltre eseguiti brani di artisti che con lui hanno collaborato o che hanno comunque segnato profondamente il suo cammino artistico. La scaletta dei concerti è variabile in durata e contenuti e cambia ogni sera. Per questo motivo l’album non contiene tutti i brani eseguiti dal vivo nel corso del tour; né tutti gli ospiti che hanno partecipato ai concerti (ben tredici, nel corso delle diverse date) hanno trovato posto tra i solchi. "LD7M" è certamente uno dei momenti più toccanti del concerto: una profonda analisi sul senso della vita e della sua fine, portata a compimento con grandissima sensibilità.
Sul palco si sono avvicendati Alessandra Celletti, Francesco Chimenti, Vittorio Cosma, Ginevra Di Marco, Federico Fiumani, Ivana Gatti, Cristiano Godano, Francesco Magnelli, Domenico Mungo, Marco Olivotto, Ghigo Renzulli, Antonio Ripa, Fausto Rossi, Miro Sassolini. Il materiale è in ogni caso molto rappresentativo dello spirito complessivo del progetto. 
L’album verrà pubblicato il 4 marzo 2017 con una grande festa che si svolgerà a Firenze. Nell’occasione, verrà anche consegnato a Contempo Attilio il basso storico di Gianni che alla fine del 2016 è stato acquistato da un gruppo di quasi seicento fundraisers: il nobile strumento va a riposo e verrà esposto in una teca nella sede del negozio in Via de’ Neri. Si svolgerà anche un concerto riservato ai raisers e a chi acquisterà l’album.




martedì 1 novembre 2016

Ma gli umani sognano pecore elettriche?


Le pecore di Archiaro pongono un quesito assordante in questa progressiva e angosciante attesa verso l'inatteso, aspettative ambite e desiderate per quanto coscientemente e difficilmente ormai realizzabili.
Non sono più gli androidi a sognare pecore elettriche ma gli umani, impegnati come sono a rimirarsi in uno specchio nero che non riflette nulla se non altro che la loro mostritudine. La fiera delle vanità, la mostra delle atrocità si riproducono digitalmente in specchi neri, che come buchi neri attirano e inghiottono senza possibilità di scampo, proponendo modelli di empatica ipocrisia, simulacri di una ricchezza inutile. Annichilisce il progressivo e scientifico disfacimento dell'identità,  la sua decomposizione toglie ogni senso alla propria biografia e a tutto cio che si è stati, gli affetti, la conoscenza, le emozioni, trasformando una persona in un'anima digitale, incollata sul display del proprio smartphone o dell'ultrapiatto di nuova generazione. 
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia.
Eppure la consapevolezza non è in tutti poichè, ora che non esistono più verità assolute, ora che tutti i veli sono stati squarciati,  gli umani dovrebbero sentirsi finalmente liberi da ogni condizionamento, ma la retorica richiama all'obbedienza, alla responsabilità e all'ordine e la paura ad affermare la disciplina, paventando rischi improbabili e scenari di guerra, invitando il gregge a non disperdersi e ad ostentare la propria routine, la propria uniforme quotidianità come presidio e resistenza ad un fantomatico nemico inventato dagli spin doctors di Stato. Non siamo in un film di fantascenza, è la realtà ad essere diventata distopica, "la guerra è pace", "la libertà è schiavitù", "l'ignoranza è forza". 
Il cambiamento è imposto dall'alto e la competizione è celebrata nei principi.
Ed allora: non sono più gli androidi che tendono a somigliare agli umani ma gli umani, ormai spogliati della loro umanità, a somigliare agli androidi e a sognare pecore elettriche. Walking Deads.
La linea di confine che separa questi due universi è sempre più precaria e sottile, tenuta con forza e a fatica da cellule sane che, in questa terra desolata, sono ancora in grado di ricreare sentimenti e condivisione in un qualcosa di autentico.
Le pecore di Archiaro stanno a ricordarci che il desiderio di amore e di redenzione vive e dimora nei più umili.











Ph. di Tommaso Cosco






martedì 6 settembre 2016

Hazkarà




Hazkarà è un progetto editoriale, musicale e fotografico pubblicato da 13/Silentes.
Una release che raccoglie racconti introspettivi e intime liriche; testi scritti da Mirco Salvadori e scelti tra il materiale edito ed inedito prodotto dall'autore negli ultimi anni. Salvadori è conosciuto per il suo lavoro di giornalista musicale, non che attivo diffusore di nuove esperienze sonore nella veste di co-owner e art director dell'etichetta digitale indipendente Laverna.
Gli scritti sono accompagnati dalla presentazione dell'amico Fabrizio Loschi artista modenese , dalle intense immagini firmate da Stefano Gentile e Monica Testa e dalle musiche composte e suonate da Gigi Masin che nell'accluso cd “Plays Hazkarà” propone 8 tracce inedite nell’inconfondibile stile del musicista veneziano già in coppia con Mirco Salvadori nel progetto artistico InfanToo… un percorso sonoro che parte da atmosfere ambient per raccogliere ritmi e sonorità che rivestono e interpretano alla perfezione, al pari delle immagini, la scrittura intensa dello scritto. Musica totale che esula da qualsiasi catalogazione.

https://www.nazioneindiana.com/2016/05/21/overbooking-mirco-salvadori/