venerdì 22 aprile 2011

Shorab



The Passion - Postcards - ML



La realtà è malinconica e le ombre si allungano mute.
Fuori niente è cambiato.
La piazza si riempie di gente spaventata che prova a resistere alla paura delle minacce.
Dopo la lezione all’università, si apprestava a tornare a casa per la solita strada, mi dicono, quando per evitare la folla prese per vie laterali.
Anche senza accorgercene scegliamo quello che ci somiglia.
Un rombo di moto che si faceva aggressivo alle sue spalle ed uno sparo.
Sei cresciuta in fretta, quanto sei cresciuta in questi giorni trascorsi a cercarti.
Apri gli occhi, Shorab, apri gli occhi.
Il tuo papà sta guardando la tua foto.
Apri gli occhi per favore. Non mi fare spaventare. Apri gli occhi.
Di fronte a questo dimentico dove sono e trovo consolazione perchè niente muore.




giovedì 14 aprile 2011

Leastupperbound: black sand






... nubi scure si addensano minacciose all'orizzonte di due figure ignare... lugubri rimbombi..."ma quant'è forte il rimbombo naturale che ci accompagna nella nostra vita?"
Ancora un toccante capitolo di Leastupperbound.

Leastupperbound, musicista e filmaker, vive e lavora a CZ.

venerdì 8 aprile 2011

Leastupperbound: Il sogno negato ( We'll Never Win )




Non sappiamo per quale motivo Leastupperbound ha deciso di far iniziare e far finire il suo video con il lucore di un caleidoscopio ma l’incedere della musica genera uno stato di attesa che si rivela ed implode in uno schermo bianco che stenta a sintonizzarsi. Una lampada, l'interfaccia di una vecchia radio e una stanza buia che si accende di luce come sgorgata da una ferita aperta e non ancora suturata. All’apparire della donna una luce mediterranea invade la stanza nel cui mezzo troneggia un letto coniugale in ferro, il quadro della madonna con il bambino divide i due lati del letto appoggiato in mezzo ai cuscini e la donna vestita di nero prima seduta sul suo lato e poi distesa ha il viso nascosto in un sacchetto di carta. Segue, nervosa e con fare ambiguo, su un libro, le parole che sembrano uscire da un sogno come un radiodramma di tanti anni fa. La moglie è resa muta e cieca e non rimanda alcuna immagine di sé se non pura riproduzione di un corpo. We'll Never Win è una sorta di Meshes of the Afternoon, ma qui sembra che la realtà non voglia essere rappresentata ma solo spiata ed evocata dalle parole e dalla musica. La realtà volutamente celata ( da un sacchetto di carta )  alla mente razionale e l’interiorità immaginata nel sogno sembrano temi cari a Leastupperbound. Non c'è disperazione persa ormai la speranza.

www.myspace.com/leastupperbound
www.soundcloud.com/leastupperbound

Leastupperbound, musicista e filmaker, vive e lavora a Catanzaro.

martedì 5 aprile 2011

fukushima_cyclo

 Untitled 1 Postacards ML
 Untitled 2 Postacards ML
 Untitled 3 Postacards ML
Untitled 4 Postacards ML



La strada costeggiava il mare e come sempre pedalava in allegria, nonostante il peso della borsa piena di posta da consegnare, non chiedeva più niente alla vita per sé se non quello di vedere crescere sani e felici i suoi due figli, lui e sua moglie avevano fatto sacrifici e lavorato sodo per farli studiare, aveva 57 anni e ancora si sentiva abbastanza giovane, avrebbe consegnato posta per ancora qualche anno poi avrebbe chiesto di lavorare in ufficio, avrebbe lavorato fino a quando non avesse visto i suoi due figli sistemati.
Sentì il fischio della sirena del porto di Kamaishi che dava l'allarme nello stesso momento in cui vide arrivare l'onda.
Cominciò a pedalare in uno sprint infinito senza mai voltarsi dietro, l'acqua gli mangiava la strada e si impastava con la polvere diventando fango ma lui continuava a pedalare verso casa senza mai voltarsi indietro, doveva arrivare in fretta e portare in salvo la sua famiglia, solo questo pensava.
Nel posto dove suo padre aveva costruito la sua casa Tetsu trovò un lago.
Michiko faceva i conti alla cooperativa dei gamberi a Minami-Soma, è stata lei ad accorgersi che sulla spiaggia erano stesi trecento corpi. Stanca di aspettare i soccorsi ha ordinato in un magazzino duecento coperte, ha acquistato nelle famacie che trovava finalmente aperte scatoloni di medicine contro l'influenza e la gastroenterite che stava contagiando nelle prefetture i sopravvisuti, investendo i suoi risparmi. Sotto la neve e al digiuno per oltre quattrocento km, andava su e giù sulla sua bicicletta.
Miracolato dall'oceano Tetsu è morto di fame e di sete in una tenda del centro di raccolta, sotto la sua coperta sono state trovate bottigliette d'acqua, razioni di cibo ed una lettera in una busta chiusa indirizzata alla sua famiglia annegata.
I vecchi piangono senza produrre lacrime, manca la corrente ed il freddo si sta prendendo i più deboli.
Ciliegi e meli del giardino del palazzo dell'imperatore ed un ramo già fiorito di boccioli di rosa per la famiglia di Kiyota Yamaguci e per tutti gli scomparsi che nessuno ha cercato. Il giardiniere dell'imperatore si è svegliato presto e ha pulito la terra dove pianterà bulbi di tulipano. Desidera che si sappia.
Michiko ha incrociato un giornalista nelle sue corse disperate che ha raccontato la sua storia.
Hiroshi ha 9 anni e ce l'ha fatta, è stato avvistato da un pilota di un elicottero e tirato su con un verricello al largo di Rikuzen-Takata aggrappato per sette giorni ad una barca rovesciata. Era stato spazzato via mentre era in auto con suo padre. Martedì il padre gli ha infilato i suoi vestiti tolti e stesi ad asciugare dicendogli di non muoversi che raggiungeva a nuoto la riva in cerca di aiuto e che sarebbe ritornato presto a prenderlo. Si era calato in acqua cominciando a nuotare. Non è tornato.
Che si sappia, che non siano vite dimenticate, sprecate.
Stipati nella palestra della scuola elementare di Kesennuma, in pigiami della misura sbagliata un coro di bambini intona sottovoce una canzone.

lunedì 7 marzo 2011

Il senso dei luoghi



Consiste nell’avere riguardo per essi e tornare a scrutarli, scoprendo legami nuovi.
Conoscere i luoghi, ricordarsi dei posti, di un luogo dove i fatti assumono il sapore della leggenda, di luoghi segreti che alimentano una poetica individuale che disseta l’anima in un comune magico sentire.  Un  luogo dimenticato, abbandonato costituisce un senso di colpa per coloro che sono rimasti e che vedono in esso ciò che essi stessi sono diventati, vi ritroveranno fantasmi da cui sarà sempre difficile liberarsi se non si avvia una fase più profonda che riapra le porte del possibile.
Nessuno sviluppo può avvenire, sulla base di un disprezzo, dalla violenza cinicamente perpetuata in nome di una idea di modernità arrogante che considera le memorie del passato e le tradizioni come superstizioni da superare con una accelerazione di un progresso volgare che distrugge forme di esperienza preziose ed indispensabili per l’uomo. 
Noi esistiamo in quanto connessi a tutti i luoghi reali e immaginari che abbiamo vissuto, rimosso, lasciato, scartato, dimenticato e che sono rappresentativi  di una simbologia sociale  ed una identità rituale. Le emozioni, le sensazioni e i ricordi che si impossessano di chi ritorna nei luoghi in cui ha vissuto ci fanno sentire immutati nella purezza di un istante di un tempo lento.
Il senso di un luogo che ritorna in un tempo non più databile e quindi perduto ma ritrovato grazie ad un ultimo residuo di energia di un atto d’amore.