mercoledì 15 aprile 2026

Sirat - l'impossibile diserzione

 

Sullo sfondo della guerra e della fine del mondo una comunità in movimento, in fuga, in diserzione. Non vogliono essere arruolati, preferiscono la trance e la danza. I figli dell'Occidente bianco, spezzati, cercano salvezza. La fine del mondo è iniziata da molto tempo.

Ai disertori per scelta si aggiungono i disertori per necessità. Un padre e suo figlio cercano la figlia ( e sorella). Tra i disertori per scelta ed i disertori per necessità si stabilisce una solidarietà, ciascuno ha il suo mondo, ma uno si fa carico dell'altro.

Poi tutto va a rotoli, il deserto è troppo grande e pericoloso, non hanno mappe nè aiuti dalle comunità locali, solo benzina e casse acustiche e pesanti veicoli e la spinta del bisogno. Accade il Peggio, devastazione nel cuore dei disertori del deserto, perduti, isolati.

Tragedia della diserzione. Non c'è un di fuori, non c'è confine da superare, non c'è uscita.

Tutto il terreno è minato e si salvano solo coloro che camminano con gli occhi chiusi. Ma per andare dove? I disertori, decimati, finiscono per condividere il millenario esodo di gente che fugge la guerra in carovana. Il destino comune, da sempre.

di Amador Savater

Il disertore, Substack di Franco Berardi

l'america

 

L'America è un grande paese, ricco e pieno di contraddizioni, Martin Scorsese lo ha saputo spiegare bene nei suoi straordinari film, in Gangs of New York si parla della nascita di questo paese e dei suoi abitanti, dei flussi di immigrazione verso la fine dell'800. Un paese violento che non è solo la New York liberal della libreria Rizzoli, della Manhattan di Woody Allen ma è anche e soprattutto l'America delle monocolture del middle west, della provincia con la bandiera americana piantata nel cortile di casa o dei boschi del Montana con i campi paramilitari dei razzisti e suprematisti bianchi, del KKK e delle paludi della Louisiana. E' anche l'America di Dallas e delle luci sfavillanti dei casinò della mafia di Las Vegas o dell'industria del cinema di Hollywood dove le varie Dalie Nere vedono svanire i loro sogni all'alba. Mi viene in mente la Via del Campo di De Andrè “ dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”. E fiori l'America ne ha prodotti tanti, basta pensare alla letteratura, al cinema e alla musica a cui tanti della mia generazione si sono abbeverati negli anni della gioventù, quando eravamo tutti poveri e belli. E' un immenso bagaglio di suoni, colori, immagini e parole che hanno fatto crescere tanti giovani sviluppandone la coscienza ed il senso critico e civile. Ed ora cosa è diventata? Il paese violento e criminale ha preso il sopravvento su quello che impersonavano i Kennedy e Martin Luther King, un paese che prende quello che gli serve con la violenza della guerra, incurante delle leggi e della Dichiarazione universale dei diritti umani alla cui stesura ha partecipato una donna americana, Eleonor Roosevelt. “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza” Art.1 della Dichiarazione Universale dei diritti umani. Il letame ora ha inondato e invaso le strade e le contrade del mondo esondando e contribuendo a far marcire i pochi fiori che hanno ancora la forza di alzare la testa. E qui immaginatevi la musica di Ennio Morricone, il fischio nei film di Sergio Leone. L'America è un grande paese ma anche molto strano, in questi tempi oscuri si stanno affacciando sulla scena pubblica internazionale, personaggi che sembrano usciti dalla narrazione gotica, tra Lovecraft e William Gibson e Bruce Sterling, in un misto tra i racconti dell'orrore e il cyberpunk. Elon Musk è uno di questi, che ha affiancato Trump nei primi mesi della sua amministrazione. Una volta le migliori menti erano musicisti, scrittori, cineasti, filosofi tutta gente che credeva nel sapere e nella conoscenza, ora con l'accelerazione tecnologica e la nascita dell'IA, sembra che siano i guru della Sylicon Valley a dettare legge. Le piattaforme digitali stanno controllando il nostro tempo in competizione con la famiglia, la comunità e le istituzioni. Apple, Microsoft, Amazon, Meta e ByteDance hanno introiti annuali che si aggirano oltre i 2 trilioni di dollari. Miliardi di persone trascorrono ormai una parte del loro tempo su piattaforme digitali. Le Big Tech sono diventate ormai organismi viventi che si espandono dentro le nostre menti. Peter Thiel, l'imprenditore di PayPal e Palantir, impersona la vocazione apocalittica dell'anarco capitalismo tecnologico che vuole rivoluzionare la società. Ha dichiarato che la democrazia è incompatibile con la libertà. Le sue idee reazionarie trovano spazio nell'ammistrazione Trump grazie al suo pupillo Vance. Le sue idee danno forma ideologica al senso di onnipotenza incubato nei laboratori delle startup. La democrazia è diventata un intralcio alla predestinazione tecno-capitalista, viene ipotizzata una monarchia benevola dove il sovrano/CEO governa una società con efficienza aziendale con una casta di sacerdoti, custodi del software e del sistema operativo. Il loro fine è sovvertire le democrazie e sbarazzarsi degli impedimenti costituzionali per il progresso dell'Impresa, vero motore dell'innovazione destinato a compiere il destino delle genti. Peter Thiel è il demiurgo, custode e depositario dei codici del nuovo mondo in una sinergia compiuta tra fanatismo, finanza e transumanesimo. Nella seconda metà del mese di marzo è stato a Roma per una serie di conferenze blindatissime, a cui sono state invitate selezionate persone in location tenute segrete, si sa che il tema delle conferenze è stato L'Anticristo. I suoi software gestiscono già guerre, genocidi e pulizie etniche. Trump garantisce alle aziende di Thiel una libertà come a stati sovrani e l'IA è diventato il perno su cui poggia una tecno-repubblica di un capitalismo gestito dalla Sylicon Valley. Dietro i software c'è una chiara visione politica impersonata da un altro personaggio come Alex Karp, Ceo di Palantir e cofondatore con Peter Thiel. Non è un tipico imprenditore tech poiché ha studiato filosofia a Francoforte, novello Platone, ha scritto un libro, La Repubblica tecnologica. Le sue idee portano al complesso militare industriale di cui parlava Eisenhower ed a una critica alle Big Tech che hanno preferito investire più sull'intrattenimento digitale, sui social che sulla sicurezza nazionale, sulla difesa e sulle infrastrutture. Il mondo sta entrando in una nuova era dove la competizione delle superpotenze si fa più serrata dove quello che viene chiamato il Leviatano cinese sta militarizzando la tecnologia e minacciando la sopravvivenza delle democrazie occidentali, per cui la proposta di Karp è quella di una nuova alleanza tra Sylicon Valley e Stato, in una forma aggiornata del complesso industriale militare, capace di produrre strumenti di difesa e sistemi avanzati in modo da dare vita ad un Leviatano americano da contrapporre a quello cinese. Accentrare tutto il potere tecnologico nelle mani di uno Stato e quando uno Stato si sente minacciato sospendere tutte le regole della politica e in uno stato d'eccezione ( Carl Schmitt ) la democrazia viene sospesa ( già attuata con la pandemia Covid ed il greenpass ), la libertà individuale viene subordinata a quello della sicurezza nazionale quindi per salvare la democrazia si sospende la democrazia. Il problema è che uno stato d'eccezione può essere fabbricato artificialmente inoltre l'Occidente rispetto alla Cina ha ancora pluralismo, diritti individuali e circolazione delle idee per cui contrapporre questo autoritarismo alla Cina è come arrendersi prima di iniziare una guerra. Le idee di Karp sono pericolose ben più di quelle di Peter Thiel poiché è convinto di stare dalla parte della democrazia ma Palantir sostiene ed attua la sorveglianza di massa. Con la scusa di una minaccia esterna Palantir profila e monitora i cittadini occidentali. Questi imprenditori della Sylicon Valley non hanno bisogno di farsi annunciare nella sala ovale di Washington poiché le loro idee sono veicolate dal vice presidente Vance. L'IA è ormai entrata nel nostro mondo e ne parliamo e la accettiamo come se fosse una cosa naturale ma non è neutrale, è solo una narrazione che come tutte le narrazioni finiscono per creare il mondo in cui viviamo. Per Peter Thiel ed i suoi accoliti il futuro dell'umanità è già scritto. Se diamo retta alla destra tech che la tecnologia creerà prosperità per tutti consegnamo alla macchina un potere enorme in grado di controllare tutto. Invece la tecnologia deve essere al servizio dei bisogni dell'umanità e il futuro deve essere così scritto solo dalle idee degli uomini di buona volontà. Le tesi apocalittiche di questi signori del tech non possono nulla contro l'insolenza di Netanyahu che irride Gesù, “ purtroppo Gesù Cristo non ha alcun vantaggio su Gengis Khan perchè se sei abbastanza forte, potente il male trionferà sul bene”. Ogni commento è superfluo anche per chi non è cristiano, inoltre l'esercito genocida di Israele non ha permesso a Mons. Pizzaballa di accedere al Santo Sepolcro la Domenica delle Palme. Il nostro governo invece di condannare gli spropositi genocidi di Israele ed esprimere sdegno ha approvato nel marzo scorso al senato, ora è passata alla camera, la legge sull'antisemitismo, la legge dovrebbe punire chi fomenta l'odio non chi critica la politica scellerata israeliana. L'ex capo dell'antiterrorismo americano, appena dimessosi, Joe Kent, spiega come ormai Trump sia un papazzo nelle mani di Israele probabilmente ricattato dal Mossad anche per i file di Epstein. Kent si è dimesso perchè ha avuto sentore che si stia preparando un qualche evento di grande gravità, un nuovo attentato sotto falsa bandiera in cui lui non vuole entrarci. Questo lo aveva denunciato anche il capo dei servizi iraniani Larijani qualche giorno prima di essere ucciso. Joe Kent inoltre rispondendo ad alcune domande dice che la guerra all'Iran non la volevano i capi militari americani poiché fondata su pretesti falsi e che Trump ha paura di fare la stessa fine di Kirk, minacciato dalla lobby israeliana in America, lobby che ha impedito di indagare adeguatamente su questo omicidio. Per questo motivo Trump è entrato in guerra e serve gli interessi sionisti. Sentire queste parole da un ex capo dell'antiterrorismo americano lascia pochi dubbi. Ed allora si può capire da dove viene fuori tutta la follia di Trump, il suo fare schizoide, se quelli che governano il mondo hanno queste idee in testa per l'umanità c'è poco da fare. Una guerra assurda come non se ne erano viste prima nel MedioOriente, una guerra che vede gli Usa e Israele impantanati con l'unico obiettivo rimasto di riaprire lo Stretto di Hormuz, si aspetta una invasione di terra il cui successo sembra complicato per via del terreno di battaglia, deserti, montagne, gole, coste, gli iraniani non aspettano altro. Sarà un nuovo Afghanistan con rilevanti perdite umane. Siamo sul baratro e sembra che non ce ne stiamo accorgendo, in balia delle tante distrazioni di massa, finalmente il governo ha vietato le basi italiane agli USA, pur portandoci la guerra in casa essendo schierati con i veri aggressori, gli USA e Israele. L'UE sta dimostrando di non voler recuperare il suo ruolo storico ed anche la sua anima, hanno ridotto la nostra cultura ad un unico pensiero binario, amico o nemico, bisogna dire no alla guerra, l' Italia del No al referendum lo ha detto chiaramente e la politica deve considerare la volontà del popolo, e noi dobbiamo avere più fiducia in noi stessi, la guerra è una sola, è una guerra colonialista ed imperialista, Palestina, Siria, Iran, Venezuela e presto Cuba e l'Italia deve dire no alla guerra, anche a costo di riconsiderare l'uscita dalla Nato e da questa Europa. Deve riscoprire il suo ruolo originario dato dalla posizione geografica e dalla sua immensa cultura, era il giardino del Mediterraneo, ponte di connessione e di intermediazione tra le varie culture dei paesi che si affacciano nel nostro stesso mare. 

Affiches, maggio 2026 

Un mare senza sponde


Il combattimento nostro non è contro carne e sangue,

ma contro le potenze maligne, i principati

e i dominatori di questo mondo di tenebre”

San Paolo, Lettera agli Efesini


Il capitalismo sopravvive a se stesso poiché ha la grande capacità di essere sempre in movimento, il potere che ne deriva quando capisce che la repressione non serve allora fagocita e ammansisce l'avversario. La vicenda Chomsky insegna ed è la dimostrazione di questo. L'icona della sinistra mondiale, il cattivo maestro i cui libri sono stati divorati da intellettuali di tutto il mondo, il cui nome dava squittii di piacere a chi lo citava, ebbene anche Chomsky appare nei files Epstein. Alcune foto lo ritraggono seduto a fianco del finanziere pedofilo a bordo del Lolita Express, l'aereo privato che trasportava gli ospiti nell'isola dei Caraibi dove avvenivano festini e riti orgiastici. Questa notizia ha destabilizzato i tanti che lo hanno eletto come bussola pensante delle linee programmatiche di sinistra. Il nume tutelare cooptato da quel potere che ha analizzato in tutte le sue forme e che ci ha insegnato a dubitarne seduto con il più ignobile mercante di esseri umani contemporaneo, le elite vogliono ai loro tavoli non solo banchieri e politici ma anche intellettuali, filosofi e scienziati per renderli complici. Cosa ci rimane? Che abbiamo la responsabilità morale di criticare anche i nostri circolini, di non avere i paraocchi solo perchè si dicono di sinistra e di promuovere critiche collettive non dipendenti più da figure carismatiche. La triste profezia di Gunther Anders in “Noi figli di Heichmann” si sta realizzando. Poiche vige questa regola infernale, ( l'evento è sempre imputabile agli altri ) ora il mostruoso ha via libera. La capacità di trasformazione del capitalismo utilizza la tecnologia per trasformare gli esseri umani in dispositivi connessi alle macchine, consentendo in questo modo una forma di sottomissione strisciante a cui ci si adegua inconsapevolmente. Ancora Anders, l'uomo é antiquato, vive una passività mai vista prima nelle differenti epoche storiche, le nuove tecnologie ci portano il mondo in casa e le persone sono sempre più spettatori e meno attori dello spazio pubblico.

E qui bisogna riprendere in mano gli scritti di Mark Fischer, è più facile immaginare la fine del mondo che il capitalismo. E' più facile che si estingua questa umanità, che si è trasformata in un insieme di consumati poichè il capitalismo ha la straordinaria capacità di un surfista, riesce sempre a cavalcare l'onda ed a trarne profitto. In questo senso esso si perpetua poiché assegna un valore monetario a ogni oggetto culturale, sia esso politico, religioso o pornografico. Nel Manifesto del Partito Comunista Marx e Engels osservavano come il capitale ha la capacità si spegnere ogni fervore, passione ed entusiasmo con il semplice calcolo egoistico ” trasformando la dignità personale in valore di scambio e al posto delle tante e inalienabili libertà conquistate a caro prezzo ha stabilito un'unica libertà: quella del commercio”. Con lo sviluppo della tecnologia, con l'appropriazione di essa e la creazione dell'IA siamo arrivati al tecnofascismo, quello che Anders profetizzava, un fascismo che non è scomparso ma che si è evoluto e che condiziona collettivamente gli uomini, incapaci ormai di pensare e ribellarsi. Ed è facile da capire per quelli ancora “normali”, te ne accorgi quando senti parlare i tanti manipolati mentali a loro insaputa, prigionieri delle tante informazioni che quotidianamente anestetizzano le loro menti. Consiglio loro di andarsi a vedere o rivedere Qualcuno volò sul nido del cuculo, il film del 1975 che simboleggiava la lotta contro una istituzione repressiva, il manicomio. Specialmente il finale. Fuggire? Disertare? Non penso che sia più possibile. La situazione culturale, politica ed economica contemporanea non consente movimento e cambiamento, la direzione è delineata dalle grandi potenze che danno la sensazione di vivere in un mondo oscuro, di un futuro perduto smantellando codici e crismi per poi ridefinirli secondo criteri propri. Il capitale secondo Deleuze e Guattari somiglia al “La cosa” di Carpenter, un'entità mostruosa capace di assorbire qualsiasi oggetto con cui entra in contatto, “è un impasto informe di tutto quanto è già stato”. Il capitalismo del tecnofascismo delle piattaforme e dell'IA ha delineato un orizzonte in cui la distinzione tra razionale ed irrazionale, tra finzione e realtà si è dissolta in universi futuristici con prodotti tecnicamente sofisticati e scintillanti, in un ibrido tra l'ultramoderno e l'arcaico. Le grandi conquiste della tecnologia pur aumentando a dismisura le nostre comodità non sopprimono quel senso di angoscia e di solitudine. Il limite è stato spostato sempre più in là allontanandoci da quel sacro che ci renderebbe più sereni. L'era Trump ci ha catapultato in questo mondo oscuro dove non è rimasta nemmeno la luce per proiettare ombre sui muri ed il male è diventata una banalità burocratica che non suscita scandalo ed interesse. I files del pedofilo agente del Mossad, Epstein, dimostrano che c'è una ipersaturazione della corruzione a tutti i livelli, che degenera in pratiche orgiastiche. Sono coinvolte le elite politiche e finanziarie, ad alti livelli, i Clinton, Bill e Hilary Clinton sono stata sentiti in una deposizione secretata dalla Commissione del Congresso degli Stati Uniti, la procuratrice Bondi aspetta di sentire Obama, la vera anima nera, anche il presidente del Forum di Davos Borge Brende è coinvolto nei files di Epstein e si è dimesso. Il mainstream nostrano, tergiversa e minimizza in trafiletti nascondendo la faccia per la vergogna di dover coprire la setta globalista, progressista e satanista. I potenti della terra litigano tra di loro e si accusano vicendevolmente, negando responsabilità, come gli dei dell'Olimpo nei poemi di Omero, per capriccio, invidia e sete di potere. Si sentono invincibili, inattaccabili ed ingiudicabili. C'è una foto emblematica. Quella dell'ex principe Andrea, al momento dell'arresto, in macchina con gli occhi sgranati poiché non capisce ed è incredulo per tutto quello che gli sta capitando. “Sono il figlio di Elisabetta” ha gridato, come riportano le cronache giudiziarie. Ed è stato arrestato anche Mandelsonn, il mentore di Tony Blair e nome di punta dei laburisti. E Starmer è in bilico, nonostante questo trama con Macron per colpire la Russia con il nucleare. Compensano la loro impotenza con la follia poiché hanno la sensazione che manchi loro sempre qualcosa. Noi invece viviamo in una eterna stasi, navighiamo a vista in un mare senza sponde, sembra che debba succedere qualcosa, e qualcosa è accaduto. Qualcosa di terribile che sta oscurando, volutamente , quanto sta emergendo dai files Epstein. Israele ha trascinato l'America in guerra contro l'Iran. Una guerra preventiva. L’errore fatale di Khamenei è stato la mancata emancipazione sui diritti civili, con la repressione e la censura, è su questo che si è basata la giustificazione di Trump per i bombardamenti. Gli USA invadono e bombardano per portare la democrazia e la libertà ai popoli oppressi. Israele con la guerra vuole realizzare il suo vero obiettivo che è la nascita del Grande Israele, dal Mar Rosso alle sponde dell'Eufrate. Si sentono il popolo di Dio (ma Dio non ama chi ammazza i bambini) perchè Dio ha promesso loro questa terra, dicono loro, per cui sono più le implicazioni religiose che quelle politiche a muovere guerra ai Palestinesi ed ora stanno trascinando il mondo in una guerra senza fine all’Iran, che potrà diventare nucleare. L’economia cinese cresce grazie al petrolio iraniano, lo stretto di Hormuz è stato chiuso ed il prezzo del petrolio si è impennato, l’Iran ha appena acquistato un considerevole numero di missili russi capaci di colpire Israele e le basi americane. Trump non ha mantenuto le promesse elettorali, America First, mai in guerra, ed i suoi sostenitori del Maga sono parecchio arrabbiati, forse ricattato dal Mossad per le notizie contenute sui files Epstein che lo riguardano? Ha bisogno di una exit strategy per non rimanere impantanato in un’altra guerra. Si sta muovendo la Nato e quindi la UE. Solo il premier spagnolo ha risposto no alla guerra e si rifiuta di concedere basi agli Usa, ma annuncia stanziamenti di milioni di euro in armi da destinare a Kiev, e allora come la mettiamo? Non dimentichiamo Cuba, ignorata dal mainstream, e ridotta allo stremo e strozzata dall’embargo USA. Sarà la prossima. Le notizie sono preoccupanti. Tante notizie che prima venivano tacciate come complottiste ora stanno diventando verità. Il mondo di Epstein ha dichiarato guerra all’umanità. Israele con la scusa della guerra all’Iran ha chiuso il valico di Rafah, e usa questa giustificazione per continuare a far morire di fame i bambini di Gaza, non solo, con i primi bombardamenti su Teheran ha ammazzato oltre 100 studentesse iraniane, mi sembra un sacrificio al Maligno della cricca di Epstein. E’ un capitalismo cannibale che perpetua il proprio potere con qualsiasi nefandezza senza remore legali o etiche per ridisegnare il nuovo mondo a proprio uso e consumo. Da qui il controllo repressivo e la censura esercitati con la scusa di minacce preventive, siamo dalle parti di Minority Report. Spettacolarizza il vuoto che produce e neutralizza ogni protesta trasformandola in una estetica del consumo. 

Affiches, aprile 2026

disperatamente allegri

 

Lo spaesamente è quotidiano e “ non c'è niente da capire” come cantava De Gregori qualche decennio fa, la follia ha preso il sopravvento su tutto. La politica italiana si è ridotta ad un inutile e arido bisticcio continuo tra le due opposte fazioni, è una Italia profondamente divisa su tutte le questioni, in ultimo anche sulle Olimpiadi Invernali dove le opposte tifoserie non se le mandano a dire. Un piccolo inciso, le Olimpiadi senza la Russia non sono vere Olimpiadi, è una Olimpiade taroccata. Vedete il livello di falsità, sono dei pusher di menzogne. Il governo di destra e l'opposizione sono divisi su tutto trane che sull'appoggio ad Israele e sul riarmo voluto dalla commissione UE della gerarca vonderleyen, credono di contare qualcosa ma a muovere le pedine sulla scacchiera sono i soliti, USA, Russia e Cina, tutti gli altri si devono accontentare di fare da camerieri. Ed in Italia ancora si sente qualcuno, ostinato, a nominare Spinelli ed il manifesto di Ventotene, che hanno letto in pochi ma fa tanto chic signora mia. Ormai dovrebbe essere chiaro anche ai più lenti che l'UE è uno strumento di controllo politico e l'euro è la nostra ICE. E' inutile parlare ancora di democrazia all'interno della UE, la commissione che ci governa non è stata eletta dai cittadini europei e può fare quello che vuole senza passare dal parlamento europeo, il fine è quello di far ingrassare i tanti parassiti che stanno a Strasburgo ed i loro padroni a cui devono rendere conto. Grazie Prodi. Il protagonista delle prime pagine ora è Trump, a me non è simpatico ma dal punto di vista strategico si sta muovendo con perizia contro le elite di Davos, dove è intervenuto per l'incontro annuale del ForumEconomicoMondiale. Ha tenuto un discorso chiaro spernacchiandoli in diretta, basta con l'ideologia woke, portata avanti dai transumani dei files Epstein e stop all'agenda 2030 che avrebbero portato definitivamente allo sfascio le economie di tante nazioni, parlate con quello che rimane degli operai Stellantis. Non dimentichiamo la questione Palestina ed il genocidio di Gaza, nonostante si parli di pace le guerre continuano, come continuano a morire bambini. E del Board of Peace ne vogliamo parlare? E l'ONU che ci sta a fare? E' allucinante quello che progettano per Gaza, una enorme Costa Azzurra con resort di lusso senza coinvolgere i Palestinesi. Per l'Ucraina insistono solo i nazisti della UE, avanti fino alla sconfitta, naturalmente c'è ancora il Venezuela, l'Iran e poi gli altri stati dell'America Latina considerata come il cortile di casa ma questo è nel DNA degli americani, con qualsiasi presidente, basta ricordare Obama che appena eletto ha bombardato la ex Jugoslavia, come premio dai vassalli europei gli è stato dato il conseguente Premio Nobel. Il deep state dem dei vari Obama e Clinton non demorde e non ha accettato la sconfitta, ora ha schierato le truppe cammellate ed i media sparano ad alzo zero per qualsiasi cosa, se fanno fuori Trump quello che lo sostituirà, il vice Vance, è molto peggio, è un vero cowboy e saranno guai per tutti. Il nemico interno è più pericoloso perchè può portare gli Usa ad una guerra civile, come sta succedendo con l'intervento dell'ICE. L'ICE è stato istituito nel 2003 e sotto la presidenza di Obama ha avuto il suo massimo sviluppo, con 2,4 milioni di immigrati irregolari deportati ed espulsi. Per la cronaca, in un anno negli USA vengono uccise dalla polizia circa 1000 persone ( quasi 3 al giorno ) ma anche quasi 150 poliziotti. I media manipolano le persone con immagini selezionate che raccontano i fatti dal loro punto di vista. E' una sineddoche, un po' come stanno facendo da noi dopo la manifestazione in sostegno del centro sociale Askatasuna, quello che rimane sono le immagini del poliziotto a terra preso a martellate, le altre 50.000 persone che hanno manifestato pacificamente non contano, non sono mai esistite. Quelli di Askatasuna sono dei violenti e vanno incarcerati, si è espresso in questo modo il sindaco di Torino, aggiungendo che non ridarà mai i locali al centro sociale. La manifestazione in questo senso è stata un completo fallimento. Il cretino che va ad una manifestazione con un martello in tasca ha fatto un grande piacere alla nostra Giorgia che può continuare ad inasprire le norme del pacchetto sicurezza. Neanche le manifestazioni sono più come quelle di una volta, con il servizio d'ordine della banda Bellini questo non sarebbe mai successo. La gente ormai è affetta da una grave forma di demenza, come spiegare altrimenti il gesto di quel tifoso dell'Inter che getta un grosso petardo in campo nei pressi del portiere della Cremonese e che in questo gesto ha perso 3 dita della mano e poi è stato arrestato? Le notizie si rincorrono e bisogna essere abili a comprendere cosa c'è di vero in quello che dicono. I globalisti sono i nuovi nazisti ed i media la nuova gestapo che punta sull'emotività dei manipolati mentali con immaginette e raccontini confezionati ad arte. Ora è la volta dei files Epstein dove si parla di Trump solo indirettamente come oggetto di mail ma soprattutto dei Clinton, spesso ospiti del Lolita Express o dell'ex principe Andrea o del filantropo Bill Gates, veri protagonisti e ospiti del pedofilo agente del Mossad. La stanno buttando in caciara dicendo che Epstein è un uomo di Putin di cui gestiva il patrimonio ma tra i vari conti di Epstein c'era un conto chiamato Baal. Baal era un demone, nemico di Gesù che esigeva sacrifici umani, specialmente di bambini. A questo proposito Dmitriev, governatore di Putin accusa apertamente i banchieri Rothschild e la Cabala Satanista di aver beneficiato del golpe proUE in Ucraina del 2014 con il crollo del prezzo dell'oro, dell'argento e di metalli industriali. Facciamo chiarezza, i files Epstein sono stati chiusi per tanti anni in un cassetto dall'amministrazione Biden, Trump li tira fuori per eliminare del tutto il deep state dem, ma se c'erano dei files compromettenti per lui non li avrebbe mai fatti pubblicare, il tentativo dei vari Clinton e Obama attraverso i loro media di coinvolgere anche Trump è disperato, senza dubbio c'era anche lui come ospite nell'isola caraibica come tante altre personalità ma non per questo era coinvolto negli atti depravati di cui si parla. Il governatore americano ha dichiarato che ci sono notizie, immagini e video che vanno oltre l'impensabile, circa due milioni di files. Il peggio deve ancora arrivare. Ci sono dentro tutti, anche dei prelati, anche degli italiani. Le implicazioni politiche dello scandalo Epstein sta travolgendo il governo della Gran Bretagna per via dei rapporti tra personaggi di spicco del partito di governo come Mandelsson ed il finanziere pedofilo, anche la Corona non ne esce bene. La principessa ereditaria norvegese Mette Marit moglie del principe ereditario ora che il suo nome compare per almeno 1000 volte nei files Epstein ne prende pubblicamente le distanze. E' uno scandalo che rischia di travolgere tutte le classi dirigenti occidentali che stanno perdendo progressivamente credibilità agli occhi dell'opinione pubblica. C'è un calo significativo nei consensi e lo scandalo si allarga a macchia d'olio, solo in Italia pochi trafiletti sui giornali. Ancora non sappiamo se si tratta di un crollo controllato che prepara la nascita di un nuovo ordine mondiale. Dall'altra parte invece il video di Trump che dipinge Obama e consorte come due scimmie è disgustoso, ma che politica è questa? Sono le due teste di un drago che si fanno la guerra. Ma in che mani siamo capitati? Ma quanto sono marci questi potenti che ci governano? C'è da aver paura. In Eyes wide shut Stanley Kubrick aveva lanciato un piccolo avvertimento. Anche Mel Gibson aveva accennato a queste sette esoteriche e alle loro perversioni ma lo avevano trattato da matto. E anche per quest'anno i buoni propositi saranno rimandati. All'anno prossimo. Ma come si fa se niente sembra reggere, se il terreno ci frana sotto i piedi e siamo diventati tutti cittadini di Niscemi? Se le menzogne diventano verità a furia di ascoltarle continuamente, se ci lasciamo convincere da quello che dicono e le accettiamo senza avere mai dubbi, se anche uomini di esperienza e cultura cadono nel tranello e diventano mainstream a loro insaputa? Se siamo ritornati ai tempi in cui quello che diceva il TG1 era la verità, lo ha detto la televisione dicevano le nostre mamme. Ma come si fa?

Anche disertare se non si sa come fare, Bifo lo ripete continuamente, di disertare da questo sistema avariato ma anche lui non sa come fare. Che il sistema si sta disintegrando lo sta ripetendo in questi giorni anche il signor Wolf delle elite globali, il nostro Mario Draghi, un uomo per tutte le stagioni, un servo che ha svenduto l'Italia agli squali della finanza mondiale, lo ricordate quando minacciava, “ se non ti vaccini muori” oppure “ vuoi la pace o il condizionatore”? L'orizzonte brucia, la linea dell'orizzonte è oscurata dal fumo degli incendi che ci oscura la vista. Lo scenario in cui si muovono gli spettri delle nostre vite, copyright Mark Fisher, coincide con la piattaforma in cui siamo costretti a stare ( materialismo gotico in salsa cyberpunk ) e si realizza in un eterno presente che contiene residue visioni e nostalgie di un futuro che non avremmo mai immaginato, completamente connessi al ritmo accellerato di una vita digitale, completamente sfiniti e in cerca di un rifugio di pace. (Simon Reynolds)

Eraclito con il suo realismo ci dice che tu sei il modo come sei. L'ethos come il modo in cui conduci la tua vita. Sei il modo in cui ti rapporti con le cose che attraversi per una vita che valga la pena di vivere. C'è quindi lo stile. Lo stile è l'umano stesso che non può essere portato via né alterato. Lo stile sei tu nel tempo che attraversi.

Affiches, marzo 2026

Signori e signorini


Il 1 gennaio 1994 il subcomandante Marcos lanciava l'insurrezione zapatista. 

Lo slogan più diffuso era “ No necessitamos permiso para ser libres”. 

 

Il 2026 comincia alla grande.Gli Usa hanno invaso uno stato sovrano come il Venezuela, rapendo il presidente Maduro e la consorte e portandoli in USA per processarli. Ma in base a quale legge Trump fa questo? In nome di quale legge internazionale? Gli USA si giustificano dicendo che il Venezuela è uno stato narcos in verità bisogna dire che il vero obiettivo è di impadronirsi degli immensi giacimenti petroliferi del Venezuela. Cambiano i presidenti ma non il vero obiettivo degli Usa è quello di mostrare al mondo la loro forza e di avere le risorse per mantenere le innumerevoli basi militari sparse nel mondo e l'alto tenore di vita di una parte degli americani. “La forza ubriaca chi la possiede” (Simone Weil). Mi aspetto che ora Crosetto dia le armi ai venezuelani come ha fatto con l'Ucraina e che la UE minacci sanzioni all'aggressore americano. Chi è l'aggressore e chi l'aggredito? Il nostro presidente moniterà o lo ha gia fatto? Ha già paragonato i bombardamenti su Caracas a quelli dei nazisti su Londra, li ha già condannati o lo farà domani? Naturalmente i camerieri e i maggiordomi europei non se lo sognano neanche. La nostra Giorgia è stata la prima a sostenere il biondo presidente dichiarando legittimo l'attacco americano. Gli americani continuano a fare come gli pare senza chiedere il permesso a nessuno continuando nel loro imperialismo, fatto di ruberie, di golpe in nome di una falsa democrazia e di genocidi programmati. Bruxelles e la Nato non hanno più voce, non li prende più sul serio nessuno, per salvaguardare la loro esistenza devono accodarsi dopo l'accordo tra Trump e Putin. Lo zar li ha umiliati chiamandoli maialini da latte e Trump ha bacchettato Macron come uno scolaretto. E' una Europa sfilacciata dove molti Stati come la Slovacchia, l'Ungheria, la Repubblica Ceca sono molto critici sulle politiche della Vonderlayen che viene spernacchiata con l'approvazione del Biondo che annuncia con forza l'indipendenza politica ed economica americana dalla UE e dalla Nato, lasciando nelle loro mani la polpetta avvelenata dell'Ucraina. L'11 dicembre scorso è uscito negli USA un documento sulla sostenibilità finanziaria ed economica, dove si annuncia una svolta epocale in cui l'obiettivo primario non riguarda le elite finanziarie e le multinazionali, si noti l'attacco al presidente della Fed, Powell, ma le famiglie americane, il benessere delle famiglie americane. Questa è la realtà che rende pericolosi i parassiti di Bruxelles che non riescono a cambiare il corso della storia per cui insistono nel volere continuare una guerra già persa. Una UE in mano ai nipotini dei gerarchi nazisti come la vonderlayen e merz, due tedeschi che hanno dimenticato l'orrore della guerra del secolo scorso e che vogliono continuare da bravi tedeschi fino alla loro fine. Manipolano e macchinano nell'ombra, tra intrighi e veleni con l'aiuto dei media mainstream. La Meloni prende tempo e partecipa poco alle riunioni dei volenterosi, tranne quando propone vergognosamente il supermassone, il grande manipolatore Draghi come super commissario per l'Ucraina. La Meloni, legata a Trump, gioca su vari piani da quando è stato deciso che Roma può rappresentare il punto di connessione tra Trump e Putin. I francesi con i tedeschi e gli inglesi tramano per fare saltare il governo Meloni con il beneplacito del Quirinale e spingere Marina o Piersilvio Berlusconi ad entrare in politica per sostituire la Meloni poichè ben disposti ad allinearsi alle politiche europee. Ed ecco il sassolino che inceppa il meccanismo, Fabrizio Corona, uomo di Melania Trump, da quando i due solcavano le passerelle delle sfilate di moda. L'attacco ad Alfonsino in pratica è un messaggio neanche troppo velato ai due eredi berlusconiani. Attenti a quello che fate perchè noi sappiamo dei vostri scheletri nell'armadio. I media nostrani a mala voglia pubblicano qualche trafiletto sulla notizia a differenza di quelli americani nel caso Weinstein e dell'eco che ha avuto e che ha dato vita al movimento MeToo. Evidentemente il sistema italiano è marcio e la prassi è consolidata in ogni settore, gli italiani ormai completamente mainstream e intossicati dai troppi carboidrati dei pranzi natalizi continuano a correre nella loro gabbia dei criceti.

Trump ha gettato la maschera e la violenza dell'imperialismo Usa e di Israele è diventata ordinarietà, per creare un nuovo ordine mondiale, un nuovo equilibrio bisogna distruggere quello vecchio. Se gli yankies ritengono l'America Latina come il cortile di casa allora si capisce secondo il concetto delle aree di influenza che presto la Russia chiuderà i conti con Kiev e che la Cina farà un sol boccone di Taiwan. Ad ognuno il comando sulla propria sfera di influenza.

Ci sarà da ridere sulla Groenlandia ( Ci serve , urla Donald) che ha già detto di no all'annessione agli USA, i burattini che governano l'UE si stanno rendendo ridicoli come il gerarca Merz che invoca l'intervento della Nato senza pensare che il maggiore finanziatore sono proprio gli USA. Neanche John Landis avrebbe immaginato un film così demenziale. Preparate i pop corn.

Si deve ragionare senza schemi emotivi ed ideologici ma in termini politici, se Trump attacca la Groenlandia farà fuori la Nato e questa UE indegna che governa senza consenso i cui cittadini non si sentono rappresentati, se Trump prenderà la Groenlandia la Nato e l'Ue imploderanno. Secondo l'art.5 dell'Alleanza Atlantica tutti i paesi Nato dovranno difendere la Danimarca dall'invasore. Ma non era Putin che voleva attaccare la UE per cui la gerarca vonderlayen insiste nel riarmo? Con l'accordo tra Putin e Trump questi governanti europei contano come il due di briscola, si rifanno solo sul gregge europeo ed è per questo che bisogna dare loro una spallata per riacquistare sovranità politica e monetaria. Non c'è da vergognarsi nel volere questo.

Quindi dopo il Venezuela, l'Iran e poi Groenlandia Messico Colombia e Cuba ripristinando l'antico impero americano nel mondo, Marina Abramovic, forse passata da Hilary Clinton a Trump, lo celebra come la “ migliore cosa che ci potrebbe capitare, un mago del chaos of the highest order”.

L'Iran è attraversata da moti insurrezionali che nascono non solo dalla povertà e dall'aumento dei prezzi ma anche dall'insostenibilità della vita per la maggior parte delle persone che quotidianamente devono fare i conti con il collasso dei servizi sociali di base, con una grave crisi ambientale e con le esecuzione di massa per tacitare il dissenso. La situazione iraniana è complicata poiché c'è una costante pressione ad opera di nemici esterni e interni. Quelli esterni come gli USA si presentano con lo stesso schema per legittimare il loro eventuale intervento militare che si rende necessario per salvare vite e ripristinare la democrazia, intanto la Cia cerca di manovrare e manipolare la rivolta come ha fatto con le rivoluzioni arabe e con quelle colorate. “ Resistete poiché l'aiuto sta arrivando” urla il Biondo mentre il suo compare, il genocida Bibi manda appelli in persiano ai manifestanti, “Siamo al vostro fianco”. I nemici interni, i monarchici, si presentano come l'unica alternativa possibile, appropriandosi delle rivolte di strada e falsificando gli slogan come se fossero a sostegno della monarchia, sono coloro che hanno accolto con entusiasmo l'intervento USA in Venezuela. I campisti della pseudosinistra invece assolvono la dittatura iraniana con la scusa dell'antimperialismo, guardono all'Iran solo sotto la lente della geopolitica negando la soggettività politica del popolo iraniano.

Chiudiamo questa carrellata di follia e orrore con Heba Muraisi, una giovane cittadina britannica, attivista di Palestine Action arrestata per un suo presunto coinvolgimento nell'effrazione avvenuta mesi prima alla filiale britannica della maggiore società produttrice di morte israeliana Elbit Systems, a Bristol. Poiché l'effrazione è penalmente quasi irrilevante il sistema giudiziario inglese ha aggiunto anche l'accusa di terrorismo, come aggravante. Per umiliarla e spezzarle la volontà le è stata tolta la kefyyah ed è stata spedita in un carcere a oltre 300 km dalla sua famiglia. Le è stato vietato di ascoltare la sua musica, di ricevere libri e posta. La data del suo processo è stata fissata a giugno 2026, oltre un anno e sette mesi dall'arresto quando il limite di carcere preventivo è di sei mesi. Dal 2 novembre scorso la 31enne fa lo sciopero della fame, nelle ultime settimane è stata ricoverata tre volte in ospedale, “non sento più la fame solo dolore” ha detto ad una amica che la va a trovare spesso in carcere. Che ipocrisia questo governo inglese che si scaglia contro il regime iraniano mentre tortura e lascia morire una giovane inerme nelle sue carceri. Israele nonostante gli accordi non ha mai cessato il fuoco, ancora morti e feriti, distruzioni di abitazione per far posto a basi militari. Blocco di generi di prima necessità. Il genocidio continua con la complicità e l'inerzia di quella parte della popolazione che pur avendo gli strumenti culturali per comprendere la gravità della situazione è incapace di uscire dal conformismo per paura di perdere privilegi materiali o di garantirsi la sopravvivenza. Ma nel tritacarne ci siamo tutti, prima o poi verranno a prenderci. Prima di tutto vennero a prendere.... (Versi di una poesia di Martin Niemoller, erroneamente attribuita a Bertolt Brecht).

ULTIMORA - Al momento di chiudere l'articolo arriva la bella notizia. La Elbit Systems ha perso una gara da due miliardi di sterline per l'addestramento dell'esercito inglese, nonostante le spinte di alcuni esponenti del governo britannico per favorire l'azienda israeliana. Una grande risposta civile in Inghilterra grazie alla grande mobilitazione con decine di manifestazioni a sostegno di Heba Muraisi e contro il genocidio perpetuato a Gaza. Una grande vittoria che ha consentito a Heba Muraisi e ad altri attivisti che la sostenevano nell'estremo gesto di interrompere lo sciopero della fame. Prisoners for Palestine ha annunciato l'interruzione dello sciopero della fame dopo 73 giorni e a quanto trapela Heba Muraisi sara ritrasferita in un carcere vicino alla sua famiglia e ad i suoi amici. Il portavoce di Prisoners for Palestine ha dichiarato ” E' il momento di rallegrarsi e di abbracciare la nostra gioia come rivoluzione, per la Palestina....perchè siamo ispirati ed incoraggiati ad agire per i nostri sogni, per una Palestina libera e un mondo emancipato”.

 

Affiches, febbraio 2026

Slint

 

 

Perchè scrivere un articolo sugli Slint? Una delle più importanti band del panorama rock degli ultimi 40 anni ed anche tra le più sconosciute e ignorate in questi tempi dove ormai il grande pubblico sta totalmente altrove, in balia degli stregoni del marketing. I motivi che mi spingono a farlo sono essenzialmente due, il primo è dovuto alla necessità di dare il giusto riconoscimento ad una band che ha cambiato le specifiche e i paradigmi del suono rock. Il secondo motivo è dovuto alla noia e alla stanchezza che mi causa il vedere vecchi rocker ormai normalizzati ed imbolsiti, preda dell'industria musicale, vero mister Byrne? vedere distrutto il ricordo che avevo della loro presenza scenica che accendeva fantasie e visioni. Mi deprime vedere questi eroi del mio pantheon giovanile suonicchiare su format preconfezionati, patetici e ridicoli che non restituiscono alcun fremito emotivo ma continuano a ripercorrere una narrazione obsoleta su quanto erano “maledetti”. Questo rock è morto e sepolto, la cultura capitalistica tende a recuperare ogni gesto sovversivo neutralizzandolo dall'interno, Kurt Cobain si era reso consapevole di far parte dello spettacolo contro cui si ribellava, le odierne scene musicali che vengono definite alternative o indipendenti non fanno altro che riprodurre sterili atti di ribellione come se avvenissero per la prima volta, la speranza che la musica giovanile, il carattere sovversivo del rock, potesse trasformare il mondo è stata sostituita dall'accettazione riduttiva della realtà.

Sin dall'adolescenza, band e musiche hanno accompagnato e fatto da colonna sonora le diverse età della mia vita. Sono tante le band musicali che ho ascoltato, alcune di più altre di meno ma ho sempre avuto curiosità per nuove sonorità e modi di suonare. I gusti musicali si sono evoluti con l'evoluzione culturale, sociale e spirituale, anche se attualmente ascolto ben altro mi piace parlare di due dei miei gruppi preferiti: i Sonic Youth e gli Slint. Dei primi gli appassionati sanno già tutto, ricordo con gioia il concerto al museo Pecci di Prato, con quella carica noise hanno dato sfogo a quanto rimaneva della mia anima punk. Per i secondi invece, gli Slint, c'è stato un vero e proprio colpo di fulmine, amore alle prime note suonate e ai primi colpi di rullante. Gli Slint provengono da Louisville, progenitori del post rock*, di quel suono che ha influenzato numerosissime band in ogni parte del mondo. Erano gli anni in cui a Seattle furoreggiava il grunge. Hanno prodotto pochi dischi, due vinili ed un ep con scarso successo commerciale ma oggi sono indicati come un vero gruppo seminale. I quattro, amici fin dalle scuole medie, hanno cominciato a suonare prima nelle stanzette delle proprie abitazioni poi in qualche garage perchè la batteria faceva troppo casino. Ai loro primi concerti arrivavano con i furgoni guidati dai loro genitori, che si prestavano anche a fare da facchini per i loro pesantissimi combo Fender. E' un sound particolare il loro, un mix di progressive, acid rock, punk, free jazz e psichedelia che va oltre il solito modo di comporre. Il sound è prettamente strumentale con frasi sussurrate al limite dell'udibile. Urla hardcore squarciano l'andamento lisergico quasi catatonico di alcuni brani. Il primo disco lo registrano con il nome più importante del giro, Steve Albini, ma per la loro inesperienza il suono non li soddisfa e dopo un poco il bassista va via ma viene subito sostituito da un loro amico. Tweez è il nome del primo disco e i titoli dei brani prendono il nome dei loro genitori e del cane. E' un album strumentale, vario e strano con strutture ritmiche frammentate, chitarre hardcore e divagazioni psichedeliche. Gli Slint vanno verso il superamento del rock dei Nirvana e dei Soundgarden gettando i semi di quello che sarà l'evoluzione del rock: il post-rock. Gastr del Sol, Labradford, Rodan, June of'44, fino ad arrivare ai Rachel's, ai Mogwai, ai Sigur Ros e al rock jazz dei Tortoise, tanti hanno beneficiato delle intuizioni della band di Louisvile. Dopo un periodo di silenzio ritornano con qualcosa di straordinario, di mai ascoltato prima, è il 1991 e riescono a pubblicare il loro secondo album con la più importante etichetta rock alternativa d'America, la Touch and Go Records di Chicago. Spiderland è il nome del loro secondo album. Spiderland è uno di quei dischi realizzati senza pensare che diventerà una pietra miliare e che influenzerà tante band. Sei brani con un suono scarno ed essenziale, testi che sono dei veri e propri racconti minimali ed evocativi, le parti vocali, registrate dal chitarrista Brian McMahan, alternano sussurri e urla, liriche dal sapore spoken word che danno ai brani una esperienza d'ascolto emozionante e straniante. E' un disco che si fa scoprire piano piano con l'ascolto e che poi non lasci più e anche se a volte l'atmosfera diventa inquietante sei consapevole che i silenzi, i riff tirati e i colpi di rullante ti conducono verso un luogo confortevole. Spiderland è un disco sperimentale in tutto. I brani vanno oltre la forma canzone, essenziali gli arrangiamenti, la copertina non da riferimenti con l'iconica foto scattata dall'amico Will Oldham, meglio conosciuto come Bonnie “Prince” Billy, grande cantautore la cui I see a darkness è stata cantata anche da Johnny Cash. Nel retro della cover dicono di cercare una voce femminile. Peccato che dopo Spiderland non hanno più inciso niente. Steve Albini, che non ha partecipato al disco, ha scritto una entusiastica recensione su Melody Makers, “….il mio primario legame con il rock è che ne sono fan... al meglio il rock tonifica l'umore, stimola l'introspezione e avvolge di sonorità. Spiderland garantisce tutti questi elementi....è il canto del cigno degli Slint, di una band che ha ceduto a quelle pressioni interne che spesso ritrovi nelle biografie. E' un grande album e chiunque sia ancora in grado di farsi trasportare dal rock non dovrebbe farselo scappare, tra dieci anni sarà una pietra miliare e dovrai darti da fare per procurartene una copia, per cui evitati lo sbattimento”. Dopo 34 anni si sta ancora parlando di un disco e di una band che rende giustizia a tutti quei ragazzi di talento che hanno messo su piccole band nei paesi e nelle province e che non hanno raggiunto quel successo che meritavano poiché lontani dalle logiche commerciali. Con l'ultimo brano di Spiderland, Good Morning, Captain, le diverse generazioni cresciute con il rock arrivano improvvisamente al proprio Grande Freddo” ( Blow up magazine )

* Post rock, espressione utilizzata per primo dal critico musicale inglese Simon Reynolds che nel maggio del 1994 ne parla su Wire come un genere di rock sperimentale che utilizza la strumentazione tipica del rock in modo non conforme alla tradizione, ma che attinge ad altri stili di musica come l'avanguardia, l'elettronica, il jazz, la classica e il kraut rock con un approccio che può ricordare il minimalismo di artisti come Steve Reich e Philip Glass, fonte di ispirazione per molte band post rock è anche il nostro Ennio Morricone con le sue colonne sonore. Il suffisso “post” sta ad indicare un superamento del genere con brani essenzialmente strumentali, cantato sommesso e ripetizioni di note con improvvisi cambi di dinamiche.

Affiches, gennaio 2026


Non sento più il Natale

 

Ancora un Natale di guerre, distruzione, sangue e morte. Mentre l'Occidente grasso si prepara a consumare le festività natalizie c'è nel mondo gente che vive nella sofferenza, che non ha un tetto perchè la casa gli è stata bombardata, che ha scarsità di viveri perchè gli vengono ancora elemosinati gli aiuti umanitari mentre ci si prepara alla grande abbuffata con sprechi e cibo buttato a riempire i bidoni della spazzatura. E cosa possiamo dire senza scadere nella retorica e nella banalità delle considerazioni quando ai bambini di Gaza gli sono proibiti anche i pacchi contenenti dolciumi e giochi? L'indignazione cresce insieme alla frustrazione e all'impotenza poiché all'esercito israeliano importa che il mondo sappia che essi possono fare quello che vogliono. Il Natale da tanto tempo ha perso la sua spirituale ragione d'essere trasformandosi in una fabbrica del consumo, il cui spazio è stato occupato dall'infosfera che ha assorbito l'attenzione e saturato l'attività cognitiva. Il vero significato del Natale è scomparso. Pasolini parlava di un nuovo fascismo consumistico che ha portato l'uomo verso una mutazione antropologica. Ma neanche lui avrebbe immaginato l'avvento della digitalizzazione e l'accelerazione della tecnica in mano alle grandi corporazioni che avrebbero portato all'esaurimento della consapevolezza della coscienza. Non abbiamo più gli anticorpi per discernere criticamente quello che ci viene proposto, la politica ormai non decide niente, non ha più autonomia e vive un soggiogamento psicotico verso il capitale semiotico. La guerra è ormai guerra di sterminio di un popolo come sostiene Cacciari, citando Kant, poiché non c'è più lo jus belli, è in mano a senescenti governanti, vecchi e dementi. L'Europa sta smarrendo le proprie radici giuridiche e morali, illudendosi che tutto possa tornare come prima una volta "eliminato il nemico". Ma così facendo, avverte, "crolla non solo il diritto, ma la stessa civiltà europea". Anche il Presidente Mattarella si è accorto finalmente della guerra assoluta, dove non c'è distinzione tra militari e civili, in ritardo, peccato, era il Vicepresidente del Consiglio del Governo D'Alema quando hanno bombardato Belgrado. Sandor Ferenczi affermò che la psicanalisi non è adatta per curare la psicosi di massa che affligge il nostro tempo, non esiste un modo e purtrppo non esiste ancora un movimento rivoluzionario, non sappiamo se l'ondata improvvisa globale che ha sostenuto la Flottilla avrà un seguito, può darsi che possa nascere qualcosa di sconosciuto che possa intaccare l'equilibrio del potere che possa portare i regimi totalitari ad una crisi autodistruttiva. Non ne sono convinto poiché non esiste un soggetto collettivo capace di operare per l'emancipazione dei popoli. Con la scomparsa della classe operaia questo soggetto collettivo è venuto meno. I rapporti di lavoro e sociali sono così frammentati che ogni individuo vive la propria vita ed i propri problemi da solo, la mente umana ha dimenticato come si vive razionalmente e con solidarietà. Abbiamo parlato di piccole comunità sparse nel mondo che resistono allo scempio capitalista, il Sud del Mondo si sta organizzando per contrastare la deriva del capitale predatore occidentale e la sua aggressione colonialista. Il cardinale Pizzaballa tornerà a Gaza prima di Natale spiegando che parlare di pace è ancora prematuro poiché mancano la condizioni minime per arrivare alla fine del conflitto, e nonostante il piano non sia perfetto deve essere sostenuto per il bene della popolazione. La situazione rimane drammatica e non possiamo fare a meno di partecipare alla sofferenza della popolazione, non possiamo immaginare come trascoreranno il Natale i bambini di Gaza, Dio piange con gli occhi dei bambini di Gaza, e chissà quale Dio pregano gli Israeliani per fare quello che è sotto gli occhi di tutto il mondo, io non lo sento questo Natale. Affinchè la parola Pace non diventi una parola vuota è necessario che si risveglino le coscienze, che il Natale sia veramente la Festa della Nascita e della Luce. Il patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, cita il filosofo russo Nikolaj Berdjaev quando dice che "la verità cristiana presuppone la libertà e che il male non si vince con la forza dello Stato, ma con una vittoria interiore, spirituale”.

Affiches, dicembre 2025




lunedì 17 novembre 2025

Insieme - oltre



E' questo l'unico mondo possibile? E' questa società, questo sistema è l'unico modo dove ci è consentito vivere, dove ci è consentito sopravvivere? Bisogna confrontarsi con queste domande per poter andare oltre, verso nuovi mondi possibili. E' vero quello che ha detto la Tatcher che non c'è alternativa? O quando Mark Fischer, ormai scoraggiato, pronunciò la celebre frase, è più facile che scompaia la razza umana che il capitalismo? Tutto questo confuso progresso che mira solo al profitto a discapito delle classi subalterne, con l'accellerazione della tecnologia e l'IA dopo aver distrutto la forza del movimento dei lavoratori, ha tolto alla maggioranza delle persone anche la capacità di pensare con la propria testa, il pensiero critico, questo capitalismo semiotico porterà alla scomparsa dell'Umanità, così come l'abbiamo intesa noi fino ad ora se non operiamo insieme ed apriamo nuovi sentieri da percorrere. Questo fascismo trumpista ha conquistato la maggioranza dei bianchi depressi perchè funziona come cura aggressiva per la depressione. Siamo posseduti da questi continui segnali e messaggi di un marketing non neutrale poiché il capitalismo contemporaneo mira al mantenimento dello status quo e sente sempre la necessità di aggiornare il consenso e impedirci di immaginare un futuro giusto. Visioni e utopie. Mi viene in mente il genio di Brian Eno, quando agli inizi degli anni 80, esplorò mondi musicali diversi tra loro, oceani di suono dove le note sono onde di uno stesso mare. Ha immaginato e messo in atto le diverse musiche presenti nel mondo, pubblicando una serie di dischi che ha chiamato Possible music. In uno stile unico ha unito sonorità sperimentali elettroniche, proprie della cultura musicale avant-garde occidentale, con le sonorità primitive e le musiche del terzo mondo. Le ha chiamate musiche del Quarto Mondo, Fourth World, avvalendosi della collaborazione di eccelsi musicisti tra i quali il grande Jon Hassell, trombettista, già collaboratore dei Talking Heads. Ebbene si, l'artista comprende prima degli altri la spinta al mutamento poiché si accorge che il mondo così com'è non è perfetto. The times they are a changing, era il 1964 quando Bob Dylan compose questo brano. I tempi stanno cambiando e le manifestazioni a sostegno della Flottilla sono state un segno inequivocabile che la gente non ne può più. Il potere incrinato dalla piazza, dal basso, dai movimenti di base, dalle comunità popolari e reti sociali, fuori dai partiti e sindacati, per reinventare un modo di operare condiviso attraverso pratiche di resistenza per ritornare a vivere insieme. Esiste nei vari angoli del mondo una galassia di micro movimenti, tra i quali un bell'esempio sono i NoTav, un movimento che vede la sua nascita nel 1995 con la grande manifestazione del 2 marzo a Torino, quest'anno è stato il trentennale! I NoTav sono tra i più importanti movimenti in Europa per la difesa del territorio, contro la inutile e devastante linea ferroviaria Alta Velocità Lione Torino. Persone di diversa età e cultura hanno ricominciato a parlarsi, a confrontarsi, a promuovere azioni di protesta e di convivialità, a ricomporre relazioni e ricostruire il tessuto sociale. In tutti questi anni di movimento hanno dimostrato che è possibile avere un altro sguardo sul mondo, diverso dalla sopraffazione e dallo sfruttamento del liberismo finanziario. E' importante poiché serve per dimostrare che è possibile creare qualcosa di diverso da questo capitalismo che si riproduce con le guerre poiché è l'unico modo in cui può sopravvivere. Guerre tra Stati, guerre interne tra fazioni per accaparrarsi più potere, guerre a difesa della democrazia, guerre per la pace. Questa Europa che boicotta gli incontri per la pace in Medioriente o in Ucraina ( il vero stato narcos ) è quanto di più ignobile ci sia contro la storia e la cultura europea. Grazie a Ursula, con la complicità della nostra Giorgia, ci spacciano fake news per convincerci della bontà delle spese per il riarmo. Questa incapacità di non comprendere ed il voler seguire, costi quel che costi, gli obiettivi prefissati come lo sfruttamento delle risorse nel sottosuolo ucraino, le terre rare, il Gaza Resort minaccia di coinvolgerci in una possibile guerra tra le grandi potenze e noi europei nonostante il riarmo faremo la fine dei vasi di coccio del Manzoni.

Stiamo vivendo in uno stato di transizione tra il vecchio mondo andato ed il nuovo ancora non definito, che tarda a nascere volutamente dal potere, strozzato nella culla.

Si vive un disagio psicologico per uno stato di crisi perenne, in un continuo disorientamento che provoca stanchezza e mancanza di entusiasmo che ci viene raccontata come una situazione individuale che va risolta in modo personale. Ma la situazione è molto più complessa quando usciamo dalle nostre stanze perchè ormai stufi di questa condizione e ci chiediamo cosa può avere un senso in questi anni assurdi di frantumazione che hanno minato anche la capacità di fare resistenza culturale insieme alle realtà presenti sul territorio, dove non si riesce a condividere una idea perchè abbiamo dimenticato il significato della parola “insieme”. E' arrivato il momento di dire quello che pensiamo, non fermeremo la tendenza reazionaria globale e le guerre ma almeno riconosceremo lucidamente quello che resta dell'umanità. Questo capitalismo senescente e razzista dopo aver distrutto il clima globale sta distruggendo anche le menti. Se ci stacchiamo

un momento dal vuoto politico e dai continui litigi quotidiani tra i nostri politici di ogni schieramento, ci rendiamo conto che i grandi cambiamenti degli ultimi trentanni, dai NoTav alle comunità autonome del Rojava e dell'America Latina non solo hanno messo in discussione lo stato ed i partiti ma li hanno considerati parti del problema. Guido Viale riprendendo il bel libro dello storico Ilan Pappè, La Fine di Israele, ipotizza un superamento dello Stato, non solo in Palestina, sostituito da una libera convivenza di comunità autonome in grado di negoziare i reciproci rapporti. A due popoli e a due stati ormai non ci crede più nessuno. Nelle manifestazioni per la Palestina c'è stato molto di più della sola solidarietà, c'è stato una aspettativa a rovesciare lo stato delle cose presenti, a rovesciare quella cappa di conformismo complice che caratterizza il mondo politico. La sinistra è convinta di essere la sola depositaria della verità e si è condannata ad una tristezza infinita, incapace come è di aprirsi ad una politica che è anche rituale, mito, teatro, riso, immaginario e desiderio. Sembra che debba sempre ripartire da figure identificative che poi abbandona come sta succedendo con Francesca Albanese, che merita tutto il sostegno possibile, prima indicata come una possibile opzione poi scaricata dall'intellighenzia progressista che si è ben guardata dal leggere i suoi report. Agamben ci ricorda come Simon Weil avesse compreso che la guerra esterna è una guerra civile e la politica estera è una politica interna. La politica è il proseguimento della guerra con altri mezzi. Bisogna andare oltre, oltre questi mediocri burattini che ci governano e che affollano i media e condizionano la nostra vita con le loro stronzate quotidiane, il potere sa reagire alle rivendicazioni e alle proteste ma non sa cosa fare davanti allo sberleffo, al riso, alla festa, alla gioia. Una risata vi seppellirà era lo slogan del '77. Come continuare per non disperdere l'enorme forza e il gioioso spirito emerso nelle manifestazioni per la Flotilla? Spero che non ci si faccia ingannare da una finta pace e dalle manipolazioni che il potere mette in campo. La speranza nasce dal buio che investe i popoli, come ci dice Ernst Bloch nel suo bel Il Principio Speranza, la speranza bisogna cercarla nelle relazioni e nella vita di ogni giorno, in quella galassia di movimenti di base che offrono risposte a bisogni primari come la casa, la salute. Che il compito più arduo è frantumare quella convinzione che la realtà anche se insopportabile è immutabile.

Non lasciamoci avvelenare dalle menzogne del capitale, non arrendiamoci alle deprimenti notizie dei telegiornali. Quanto è bello ritrovarsi nei propri spazi vitali. Come dice Majakovsky ”Bisogna strappare la gioia ai giorni”.

Pubblicato sul numero di dicembre 2025 di Affiches

Assalto al cielo


Con la flottilla abbiamo finalmente capito chi è il vero nemico dell'umanità. Non chi massacra da anni uomini, donne e bambini occupandone la terra ma chi con un forte atto politico in nome dei valori inalienabili dell'uomo fa capire che non ci si può voltare dall'altra parte e che ora bisogna dire basta. Basta!! Quando la flottilla è stata abbordata con le armi spianate dall'esercito sionista e gli occupanti derisi e minacciati, trattati come terroristi dal ministro nazista, in tutto il Paese si sono moltiplicate le manifestazioni al grido di “blocchiamo tutto”. Finalmente dopo due anni gli italiani si sono svegliati e sono scesi in piazza per manifestare il loro sdegno e la loro rabbia. Gaza non è solo in Palestina. Gaza è Auschwitz con le telecamere.

Naturalmente i media mainstream hanno focalizzato il loro racconto su quattro vetrine distrutte dimenticando la gran massa di persone che hanno manifestano pacificamente, la solita sineddoche messa in atto per delegittimare la giusta protesta. Ora con il piano di pace di Trump molti benpensanti stanno retrocedendo verso posizioni più consone al loro status, il divano di casa. Molti di questi benpensanti di sinistra trovano anche imbarazzante la posizione di Francesca Albanese perchè ha osato contraddire la signora Segre sul significato della parola genocidio e perchè ha abbandonato uno studio televisivo che faceva palesemente disinformazione su Gaza. Il nostro filosofo di riferimento, Bifo, si chiede giustamente come fare per non disperdere la rabbia e l'indignazione di due milioni di persone. Spero che la stessa indignazione e protesta ci sia anche contro i poteri finanziari, contro la BCE e le politiche dell'UE per il riarmo che stanno letteralmente distruggendo le classi subalterne con la disoccupazione sempre crescente, i licenziamenti, vedi Stellantis, la sanità pubblica, l'istruzione e la giustizia sociale. Una risposta a Bifo va data, noi di Affiches e Radio Vulture la diamo con la nostra attività giorno per giorno, attraverso la costruzione di spazi anche temporanei, autonomi, con una informazione libera e fuori dal controllo del mainstream. Ancora tanto si può fare se si uniscono le energie presenti sul territorio per la costruzione di spazi che mantengono viva la resistenza al conformismo e alla massificazione delle coscienze, perchè è la coscienza l'ultimo terreno di lotta e immaginare futuri possibili è un atto politico di resistenza. L'etica diventa politica e da forza alla vita che reagisce alle ingiustizie. Bellissimo il il testo del cartello visto alla manifestazione di Roma: “Pensavamo di liberare la Palestina invece la Palestina sta liberando noi”. Il Piano di Trump ha tutte le caratteristiche dei vecchi piani del passato. Intanto non discutono con i Palestinesi, si comportano da colonizzatori. Il prolema più grande è nella incapacità da darte degli israeliani di accettare i Palestinesi come cittadini con diritti uguali a tutti gli esseri umani, intanto proprio in queste ore sta avvenendo uno scambio di prigionieri con il rilascio degli ostaggi che darà un po' di tregua alla popolazione stremata con l'arrivo degli aiuti nella Striscia. Intanto Smotrich autorizza nuovi insediamenti in Cisgiordania. Il potere non teme la denuncia, vuol far sapere che continuerà con i loro piani e che noi non ci possiamo fare niente. E' una finzione il piano di pace non concordato con i Palestinesi perchè entrano in campo enormi interessi di denaro, il tanto caro business a gente come Trump e Blair. La proposta indecente di Trump di affidare a Tony Blair la gestione e l'amministrazione di un governatorato nella striscia di Gaza è assurda e anti storica. Ricordiamo che Blair, un baluardo della nostra sinistra, ha scatenato la guerra in Iraq basandosi solo sulle sue convinzioni senza provare a trovare una soluzione pacifica, la commissione Chilcot ha sconfessato l'operato di Blair con un duro atto d'accusa ed una imponente manifestazione a Londra nel 2016 ha chiesto che l'ex premier venisse processato per crimini di guerra. Siamo alla farsa o al teatro dell'assurdo di Ionesco. L'atto ingiusto esibito produce paralisi e trasforma l'impotenza in strumento di governo, il regime ci vuole convincere ad interiorizzare la nostra impotenza come destino, per questo motivo bisogna continuare a dire il vero e a non tacere sulle ingiustizie, rifiutando la normalizzazione delle coscienze.

Trump ormai è in preda alla sua follia, è arrabbiato poiché gli è stato negato il Nobel per la Pace, se pensiamo che in anni passati è stato assegnato a personaggi come Obama e Kissinger non ha tutti i torti. Si sente accerchiato poiché si è aperto anche il fronte interno, infatti ha annunciato che il principale obiettivo dell'azione armata è di sconfiggere il nemico interno preparando in questo modo una prossima guerra civile americana mentre il suo giannizzero Hegset all'assemblea generale delle forze armate nordamericane ha ordinato ai generali di essere veri maschi e tenersi pronti alla guerra. La senescenza del razzismo colonialista è pronta a scatenare il caos, caos che alimenta la guerra. Manovre Nato provocano la Russia con fake news e false flag come i droni in Ucraina addebitati alla Russia per poi essere smentiti dai polacchi. Si preparano battaglie sui cieli d'Europa, alimentati dalla stessa Europa su volere di Ursula e dei suoi mercanti d'armi, che vogliono farci rivivere la stessa tragedia del secolo scorso, una Europa ancora a trazione tedesca, una oligarchia europea screditata ormai in tutto il mondo. Ancora una volta i tedeschi vogliono trascinarci in una tragedia e si pongono come dominatori dell'Europa per aprire spazi ad est, la stessa politica nazista ripresa da Ursula e da Merz. senza che il nostro governo muova un dito. Noi continueremo nella nostra convinzione anche in questo mondo che ci sta portando al collasso, continueremo perchè convinti che la cultura serve a spegnere i numerosi incendi causati dalla stupidità umana, continueremo a studiare, a fare musica, a leggere, dicono che non ha senso specialmente con tutti i dispositivi e le piattaforme multimediali che abbiamo, ma noi continueremo a farlo lo stesso perchè siamo convinti che sia sovversivo nella società dell'efficienza e dell'eccellenza. Vivere l'assurdo alla fine del mondo è una forma di libertà che nessuno ci può togliere.

Pubblicato sul numero di novembre 2025 di Affiches

Disintegration tapes


Dove siamo?

in quale girone infernale?

esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura”.

Le avanguardie musicali molto spesso hanno anticipato e percorso lo spirito dei tempi, basti pensare ad alcune canzoni di Bob Dylan. Nei primi anni di questo secolo il compositore americano William Basinski se ne esce con una serie di album, The Disintegration Loops. 4 CD in cui l’artista sovrappone a frammenti di melodie detriti dovuti allo sgretolamento di vecchi nastri di registrazione. Siamo dopo l’11 settembre. E’ un quadro desolante, impressionistico sull’angoscia della frantumazione della vita quotidiana, dei sensi offuscati dal vuoto desolante. A volte la musica si fa rassicurante con frasi di pianoforte che emergono come piccole luci sotto il cielo plumbeo delle città oscurato da microparticelle. Si possono ascoltare echi di Terry Riley e Brian Eno e riferimenti a Philip K. Dick e al suo romanzo Tempo fuori Sesto. Le avanguardie umanistiche e letterarie, invece, perdono il passo poiché mancano di intellettuali eretici e corsari, i pochi che resistono, non hanno lo spazio per far giungere la loro voce alla gran massa di persone, eppure si tratta di nomi illustri e riconosciuti in ambito scientifico e letterario come Agamben o Bifo, su di loro opera una censura sistematica da parte dei maggiori media nazionali, bisogna cercarli sul web o su fogli underground oppure per chi vive nelle grandi città nelle conferenze che tengono in giro per l’Italia. Continuano a svolgere la loro professione in modo libero ed indipendente, indagando e mettendo in guardia sulla disintegrazione delle nostre vite quotidiane, aggrappate con le unghie sull’orlo di un precipizio psicotico. Sembra di essere tornati agli anni settanta con la cosiddetta controinformazione, ora c’è internet che grazie ai social è diventata una fogna, ma soprattutto ci sono fogli e riviste online come Affiches, intelligenti e creativi che diventano comunità e che raccontano quello che potrà esserci, iniziando dalle nostre testimonianze, fogli che diventano azioni di contrasto alla umana dissipatio, che spezzano la cortina di menzogne su cui poggia questo inferno. Fogli come spazi, luoghi di parole, di amicizia, di amore e di rabbia, per non lasciare la nostra storia a chi è abituato a vincere e per ricordare che si è ancora contro, con la voglia di gridare basta, non come reduci irriducibili ma per sottrarsi alla presa di un mondo che non riconosciamo. Da buon filosofo e attenta sentinella di una umanità in disfacimento Bifo individua nell’infantilizzazione permanente l’antitodo al Presente. “Smile ovunque, emoji a pioggia, un faccino sorridente per tenere a bada il mal di vivere. Poi arrivano i ciucci per adulti, celebrati come accessorio glamour o addirittura terapeutico. Negli USA la metà degli adulti da MCDonald ordina il menù bambini. Il fenomeno Labubu, il pupazzetto da appendere alla borsa. L’infantilizzazione di massa più che un gioco assomiglia ad una resa”. Adulti regrediti e anestetizzati in un eterno presente dove anche il pensiero ritorna infantile. Like o dislike, bianco o nero. Ma veramente ci piace così? Sprecare giorni, mesi e anni nell’attesa dell'idiozia di turno che ci intossica ogni speranza, ogni sogno, ogni energia, ogni pensiero, sempre di corsa, indaffarati, acquirenti compulsivi in corpi che sono divenuti pura biologia, svuotati da ogni immaginazione e tarpati nella creatività. Vivere nell’attesa che si compia qualcosa, che si compia la vita stessa, se ancora si può chiamare vita. Ormai è una necessità abolire dalla nostra vita la TV per non essere risucchiati nell’imbecillità, in quel vuoto pneumatico che danneggia la mente ed il cuore, ci si può distrarre in mille altri modi molto più sani. La TV è diventata una fabbrica di fake news, di manipolazioni da chi detiene il potere, è un sistema di cui favorirne l’estinzione, ormai lo abbiamo appurato che creano continuamente eccezionalità per terrorizzarci e stressarci, per controllarci e tenerci a bada. Perché Israele ammazza i giornalisti liberi? Perché invita influencers che ripetono a comando che a Gaza non c’è la fame, che si sta bene e che è tutta colpa di Hamas? E se la gente ci crede allora è irrecuperabile. E siamo alla soluzione finale, alla deportazione dei palestinesi da Gaza. Heidegger in una intervista nel 1976 ha detto che “ solo un Dio ci può salvare”. L’attualità di questa affermazione è evidente per menti ancora libere e aperte specialmente ora che abbiamo rinunciato alla funzione decisiva della spiritualità. Da ormai quasi due secoli, da quando Nietzsche ne ha annunciato la morte l’Occidente ha perso il suo dio. E con il suo dio l’Occidente ha perso la sua identità. Paradossalmente la società in cui viviamo ce ne attribuisce una che poi finiamo per assumere, una identità, un ruolo che non ci rappresenta compiutamente, ma che accettiamo di portare come una maschera, come un attore su un palcoscenico per non sprofondare nella follia. E il Dio, il cui nome non pronunciamo, si rivela nel senso del divino, Agamben ci ricorda che finchè saremo capaci di percepire come divini, un fiore, un volto, un gesto, un’opera d’arte potremo sperare di salvarci, ci basta il divino. Solo il divino ci può salvare”.

Pubblicato sul numero di ottobre 2025 di Affiches



Disintegration loops/ l'esausto

 

Greta Thumberg, la ragazzina eroina delle stronzate green usata e gettata via, da quando ha cominciato a parlare di Gaza non va più bene, imbarcata su una flottiglia per portare aiuti umanitari ai palestinesi superstiti di Gaza, è stata abbordata in acque internazionali dall’esercito sionista, portata in qualche prigione ed espulsa. Che tristezza!! C’è da riflettere su come il Potere sfrutta persone ed eventi. Non bisogna destarsi ma continuare invece ad essere bravi cittadini, completamente spossessati da se stessi e svuotati di ogni energia, ridotti a dispositivi interconnessi con la matrice, ci possiamo anche indignare per cause fasulle ma con moderazione, senza dimenticare di essere bravi mariti, brave mogli e bravi genitori o meglio ancora se utilizziamo l’asterisco invece delle vocali finali brav* partecipant* ai referendum. Tutto si sta riducendo ad un confronto tra tifoserie, un insieme di dati che ci portano ad essere pro o contro non si sa che cosa. Ci accontentavamo della nostra normalità fatta di tante piccole cose, semplici ed identitarie della nostra essenza. Migliaia di frammenti di informazioni in perenne overdose hanno ridotto la nostra struttura cognitiva al minimo, al cervello rettile, ossia like o dislike. L’uomo del futuro non avrà bisogno dell’intera mano ma solo di un dito. I media regolano la pandemia psichica che ci esaurisce ogni giorno cristallizzandoci nell’idiota mondiale e nell’adepto del nulla. Arriverà l’apice con la completa affermazione dell’IA. Serie televisive come Walking Dead o The Last of Us hanno un grande successo poiché esorcizzano futuri distopici ma possibili, Hollywood ha sempre anticipato futuri che sembravano improbabili e che poi si sono rivelati veri e accettati come una nuova normalità, tante finestre di Overton da parte di Hollywood Babylonia. In questa messinscena di normalità, ci aggiriamo tra entità distrutte, compromesse, nella periferia dell’Impero, nel nostro Occidente dove tutto sommato stiamo ancora bene, con la coscienza ammaccata ma tiriamo avanti discretamente bene, facendo finta, sopravviviamo sotto l’occhio del cecchino sionista. Per dirla alla Lacan, quello che sta accadendo si spiega nelle molte possibilità che offre l’inspiegabile. Allora è meglio continuare a dormire un bel sonno ristoratore, potremo fare dei brutti sogni ma non vedremo in giro mostri nascosti da maschere accattivanti che ci invitano a partecipare al grande spettacolo del varietà. Come nel La mostra delle atrocità di James G. Ballard, dove i medici di un ospedale psichiatrico, ogni anno, organizzano una mostra dove vengono esposte le opere dei pazienti del manicomio. Noi siamo gli spettatori impotenti invasi dalla schizofrenia dei governanti, che riversano nella nostra vita sia esteriore che interiore tutte le ossessioni del nostro tempo, che ribaltano il nostro ruolo, la nostra storia personale e la nostra visione del mondo. E’ finito il campionato di calcio e le coppe hanno decretato che una volta eravamo forti ora molto meno, la programmazione a reti unificate stasera prevede le sorelle Cappa, la possibile guerra nucleare sta annoiando e Gaza è sfruttata solo per indurre i cittadini ad andare a votare un referendum per modificare leggi che hanno imposto loro, la programmazione è incentrata solo sui deliri della criminologa istituzionale. E’ una decadenza terminale che genera malessere in tutti, consapevoli e non consapevoli, e che si ripercuote nel linguaggio del corpo, infatti secondo la dittatura sanitaria mondiale siamo tutti malati e bisognosi di cure, per cui preparate il braccio, la dose giornaliera è stata sostituita dal nuovo farmaco mrna che si auto replica per cui una volta iniettato, si replicherà all’infinito, è stato indetto un concorso a premi per capire chi resiste di più. Solo che a premiarlo non ci sarà nessuno. L’accelerazione imposta dall’entropia* in cui siamo entrati da anni sta diventando insostenibile per cui la migliore cosa da fare e tornarsene a letto.

Breaking news: Israele ha attaccato l’Iran. “Non mi svegliate ve ne prego/ ma lasciate che io dorma questo sonno” BMS

*Per entropia si intende il corollario della seconda legge della termodinamica che misura il grado di disordine ed inefficienza di un sistema chiuso. Per Pynchon che ne ha scritto è una metafora della vita, dell’esistenza. E’ l’energia che si spreca e che si perde in un processo produttivo e che deve essere recuperata e riutilizzata per uno sviluppo sostenibile della nostra società. 

 

Pubblicato sul numero di settembre 2025 di Affiches 

Disintegration loops


Intellectual fatigue, con questo termine s’intende l’esaurimento della capacità critica, di elaborazione intellettuale e di impegno cognitivo dopo un periodo più o meno lungo di sforzi mentali, senza ottenere risultati. Un esaurimento esistenziale che lo si legge negli occhi di chi vuole portare avanti una idea di lavoro che si scontra con la mediocrità e l’indifferenza della massa, lo si legge negli occhi di chi vuole fare cultura, portando avanti un discorso che investe più ambiti, sociale, politico ed educativo. Ed allora sorge lo scoramento e la disillusione di lasciar perdere insieme alla convinzione che non è più possibile incidere specialmente sulle nuove generazioni, totalmente fagocitate dal mercato e dai modelli di comportamento più biechi. E ci si rende conto di questo quando i protagonisti degli ultimi episodi di femminicidio sono sempre più giovani mostri, non è più cosa da adulti. I giovani mostri, malgrado loro, cresciuti ad aperitivi e social, a pornografia e a modelli tossici di mascolinità, sono incapaci di elaborare un rifiuto e di distinguere tra amore e possesso. Generazioni di nuovi mostri attraversano i territori delle emozioni senza mappe, senza guide, senza la necessaria educazione. E le famiglie? Disfunzionali. E la scuola? Smantellata. Questi giovani idioti che amano la trap e ne imitano i modelli stanno crescendo in un deserto emotivo senza punti di riferimento, senza acqua a cui abbeverarsi. Bisogna dire, per correttezza, che il disagio di queste nuove generazioni non può essere scorporato dal fallimento delle vecchie. Ma è necessario invertire la tendenza. E’ giunta l’ora di cambiare. Ma è possibile? Le forze si stanno esaurendo e cresce la consapevolezza che ormai siamo avviati inesorabilmente verso una deriva inarrestabile e che tutto si è compiuto. Dopo anni di mobilitazioni sociali, di analisi e denunce il mondo va nella direzione voluta dal Potere, davanti al quale tutti si sono inginocchiati, destra, sinistra, sindacati, finanza, Chiesa, una direzione contraria alle nostre aspettative, lo stato sociale è stato smantellato, il capitale è diventato sempre più vorace e c’è una grande stanchezza che è propria dell’intero sistema culturale, una rassegnazione che nasconde una domanda: a cosa serve? Forse solo a noi per sentirci sempre dalla parte dei buoni. Ma non è detto poichè è solo una nostra idea e non è molto, non ci può consolare. Non è quello che immaginavamo ed allora questa condizione genera una depressione culturale, una malinconia per un futuro che non è quello a cui tendevamo. E’ paradossale scrivere un articolo del genere proprio quando si stanno festeggiando i 50 anni di Radio Vulture, ma il diavolo ci mette sempre lo zampino ed in questo Radio Vulture è sempre stata all’avanguardia, ha sempre continuato a chiedere e fare domande, è accomunata in questo ad A/traverso, storica rivista dell’area bolognese che festeggia anche essa i 50 anni. Anni formidabili dove le energie della parte sana della società esprimevano potenzialità immense di liberazione e progresso. La tendenza era verso la piena espansione delle potenze creative della società. L’ideologia rivoluzionaria del leninismo veniva messa in discussione e si cercavano nuove strade per il processo di liberazione, ma il passato prese il sopravvento e la nuova immaginazione viene sopraffatta dall’ordine repressivo del soggettivismo rivoluzionario. In questa terra desolata, dove l’intellettuale ha tradito il suo ruolo, facendosi megafono del potere, dove la sinistra si è girata dall’altra parte, quella dei potenti, la destra ha gioco facile occupando tutti gli spazi lasciati liberi, solo per sete di rivincita, senza avere la capacità di elaborare una idea originale, una proposta culturale. La stanchezza ha delle motivazioni profonde, non è la fatica di un lavoro, ma un esaurimento che ha il sapore della resa, della disillusione che tanto non cambierà mai nulla, il potere se ne frega, fa come gli pare incurante dei suffragi popolari, tanto poi li recupera, gli eletti, li blandisce e li assorbe con l’adulazione. E lo vediamo con i nostri occhi, la guerra in Ucraina si trascina grazie ai volenterosi europei, Francia, Gran Bretagna e Germania del nazista Merz, che boicottano i colloqui di pace affinchè la guerra continui, vendere armi ed incamerare profitti è il loro obiettivo, Kiev sfida la pazienza dei russi con attentati che delegittimano i colloqui di pace e noi aspettiamo che la risposta di Putin non sia devastante, Israele intanto continua a bombardare i camion degli aiuti e a uccidere bambini e giornalisti, perché nessuno deve sapere, si paventano nuove pandemie con la benedizione dei nostri virologi e dell’OMS che non vede l’ora di inoculare nuovi veleni come i farmaci a mrna autoreplicante, la salute dei cittadini in mano a soggetti privati, ci hanno provato col Covid con questo non si scappa, ma ora non ci si può distrarre, c’è il delitto di Garlasco ed abbiamo appena superato la prova costume. Poi se ne parla. Chissà perché le peggio cose le fanno d’estate? Mah? Anche la Chiesa Cattolica non se la passa tanto bene, non è più un punto di riferimento universale, in mano ai massoni è preda di intrighi e strategie politiche che hanno snaturato e abolito il sacro, le scorie gnostiche lasciate dal testimonial dei globalisti, quel sant’uomo di Bergoglio, hanno infettato le fondamenta del trono di Pietro. Del nuovo Papa se ne mette già in dubbio la legittimità, ma questo è un argomento molto complesso che merita un maggiore approfondimento in un prossimo articolo. Basta solo dire che per fugare i dubbi è necessario aprire la busta e leggere la relazione del Cardinale Camerlengo nella quale viene riportato l’esito delle votazioni. I verbali delle sedute e le schede sono state bruciate. Ma non credo che il Vaticano la renderà pubblica. Con gli ultimi residui di forze ci teniamo a galla tra i flutti di questo mare minaccioso come naufraghi aggrappati ai relitti, ci stiamo disintegrando come una vecchia audiocassetta che perde pezzi in decadimento, in situazioni estreme e solo alla fine di tutto potremo capire. “La più grande sventura sarebbe morire impotenti non solo a vincere ma anche a comprendere” Simone Weil

Pubblicato sul numero di luglio 2025 di Affiches


La radio è il diavolo


Se una radio è libera ma libera veramente piace anche di più perché libera la mente” cantava Finardi nel 1976. Era il lato B del 45 giri di Musica Ribelle. Cominciò tutto con una sentenza del 1974 da parte della Corte Costituzionale che mise fine al monopolio RAI. La sentenza riguardava una televisione via cavo che trasmetteva da Biella e che la Rai fa chiudere per violazione del monopolio. La sentenza della Corte invece dice che se una TV trasmette via cavo non occupa frequenze e non interferisce con le frequenze della radio e della TV nazionale. E' una sentenza che apre un varco incredibile perchè nell'FM la gittata del segnale non supera i cento chilometri per cui sulla stessa frequenza possono stare diverse radio basta che siano distanti tra loro. Si aprono radio libere su tutto il territorio nazionale senza disturbare il servizio pubblico. Si crea un nuovo mondo ed una economia indotta, si aprono negozi che vendono trasmettitori, antenne radio e TV, mixer, giradischi, amplificatori per sterei. Intorno alle radio si ritrovano tanti giovani anche di opinioni diverse ma che pensano la stessa cosa e tutti interessati a fare la radio. Radio che aprono i microfoni e fanno parlare tutti. E' rimasta nel nostro immaginario la scena nel film Ecce Bombo di Moretti, dove ogni sera un tunisino telefona e racconta le sue ansie. Nel 1976 in Italia si contano almeno duemila radio sparse su tutto il territorio nazionale. Erano aperte a tutti coloro che non avevano mai avuto voce e che volevano parlare, alcune radio passavano le telefonate in diretta senza filtri per cui a volte si sentivano anche bestemmie e parolacce. Ognuno parlava con la sua voce, inflessioni dialettali, accenti stranieri, difetti di pronuncia e dizione approssimativa, andava tutto in diretta, il pubblico ed il privato, il politico ed il contingente, spesso venivano usate per mandare messaggi privati, non c'era watsapp. Erano luoghi di condivisione di vite, passavano i tipi più strani anche gente occasionale o di passaggio, gente in viaggio che poi non incontravi più. Era una esperienza ed una crescita che ha coinvolto tantissimi giovani che hanno vissuto le stesse sensazioni ed emozioni anche se distanti tra loro. Nel paese dove abito abbiamo messo su Radio Babele, in alcuni locali all'ultimo piano di uno stabile con una bella terrazza sui tetti del paese dove la sera si andava a prendere il fresco, ad ascoltare la musica che si trasmetteva, bere una birra in compagnia e fumare. Che bella musica, tutta quella che non andava in onda sulla RAI. Avevamo una fissa per la west coast e per gruppi all'epoca sconosciuti, gli Alman Brothers, i Quickville Messenger Service, il jazz nelle notti fumose come se fossimo al Village di New York o per le strade di San Francisco o New Orleans. Ma anche canzoni di lotta. Pino Masi, Gianfranco Manfredi, Contessa, Morti di Reggio Emilia, gli Stormi Six con la loro Stalingrado, Claudio Lolli, Storia di un impiegato di DeAndrè e tanti altri. Chi ha vissuto questa esperienza ha mille aneddoti da raccontare che ora a distanza di tanti anni assumono l'aura della leggenda. Eravamo zingari felici. E così è stato anche per Radio Vulture che quest'anno festeggia i 50 anni di attività, è una delle radio più longeve che ci sono in Italia. Tante hanno chiuso con la fine del movimento del '77, quando è cominciata la fine di tutto, perchè le radio erano soprattutto luoghi di aggregazione, come si dice ora, si parlava, si litigava, si cresceva insieme. Radio Alice era la più famosa di tutte, a Bologna in Via del Pratello nr 41. Ci sono stato nell'estate del '77, Bologna era diventato il centro del Movimento, l'aria che si respirava era di assoluta libertà, in una libreria di compagni ho preso una quarantina di copie di A/traverso da portare giu in Calabria. Alice è il Diavolo, Alice è oscena titola il Resto del Carlino e diventa subito il nuovo slogan situazionista e dada Alice è o/scena, outscena, fuori della scena. Alice è bellissima come tutte le radio militanti. E' stata la radio del Movimento durante gli scontri dopo l'assassinio di Francesco Lorusso. Tra i fondatori c'erano molti intellettuali bolognesi tra cui Bifo, Umberto Eco e Maurizio Torrealta. Ha iniziato a trasmettere nel febbraio del 1976 con The Star-Spangled Banner, suonata da Jimi Hendrix a Woodstock. La sera del 12 marzo del 1976 verso le 11 di sera arrivano i poliziotti in assetto di guerra ed i compagni all'interno di Alice non aprono la porta aspettando l'arrivo degli avvocati, memori della strage di Via Fracchia a Genova, si aveva paura di esecuzioni sommarie. Famosa è la diretta quando la polizia sfonda la porta ed entrano con Valerio Minnella che continua a parlare al microfono “ sono entrati, sono entrati, siamo con le mani in alto, ecco ci strappano il microfono”. Esiste ancora il nastro su radioalice.org Non esito a dire che è un documento sonoro dei più importanti della fine del Novecento. Essenzialmente la nascita delle radio libere in Italia va di pari passo alla nascita del movimento studentesco nel '77, dopo la repressione del marzo si arriva al convegno dei centomila a Bologna, a settembre, voluto da Alice a cui ha partecipato il filosofo Guattari. Su Lotta Continua appare il Manifesto contro la repressione firmato anche da Jean Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Michel Foucault, Gilles Deleuze e Guattari. Purtroppo il convegno nonostante la grande partecipazione di giovani confluiti a Bologna da tutta l'Italia e anche da paesi europei segna la chiusura di quelle prospettive e potenzialità creative che si erano aperte a marzo, nelle intenzioni doveva essere un'apertura verso le controculture europee e verso un futuro da scoprire insieme, mentre nelle stradine e nei vicoli del centro migliaia di ragazzi si aprivano collettivamente all'epoca che cambiava , nel chiuso del palasport seimila burocrati si ritrovano per far riemergere un leninismo nei comportamenti e nella teoria per programmare la trasformazione del movimento autonomo in soggettività antagonista organizzata.

Era importante invece salvare il patrimonio di sperimentazione autonoma che il movimento aveva sperimentato nella comunicazione, nell'arte e nelle forme di vita urbana.

Il 1978 rappresenta l'anno di svolta, l'incazzatura del movimento scema e cominciano gli anni di piombo con la perdita dell'innocenza. Le ferite non si cicatrizzano più, cominciano i necrologi su Lotta Continua, i compagni diventano tossici, ci si rinchiude in casa e comincia il riflusso, inizia l'aspra stagione dove la violenza raggiunge il massimo. L'Italia entra negli anni '80 ed il momento simbolico è rappresentato dai festeggiamenti di massa per la vittoria della Nazionale di calcio ai mondiali di Spagna. Nasce il nazional popolare ed Alice cessa le sue trasmissioni. Come tante altre radio in Italia. Ora non so di Radio Vulture poiché non c'ero, ma le esperienze sono state uguali a quelle di numerose altre radio con le normali differenze che derivano dal luogo, dalle persone e da effetti contingenti. Radio Vulture assume un'importanza notevole, per il paese, per le istituzioni e per la produzione culturale, continua nella sua opera grazie alla passione, alla coerenza e al coraggio dei suoi fondatori che portano avanti la storia di questa radio senza avere alcun tornaconto economico. E' ammirevole lo spirito di servizio e la spontaneità con cui la portano avanti.

Radio Vulture è molto importante sia per Rionero che per tutto il comprensorio del Vulture, è una voce aperta a tutti coloro che hanno qualcosa da dire, che vogliono portare avanti istanze, parlare di progetti e sviluppare idee. Dovrebbe essere tenuta in grande considerazioni specialmente dalle istituzioni pubbliche poiché non esiste un paese, nel Sud, che ha una eccellenza così. Produce e propone cultura in tempi dove ormai il dibattito è azzerato ed ognuno si preoccupa solo di coltivare il proprio orticello senza confrontarsi, senza analizzare quello che succede con spirito critico. E' diventata una sorta di comunità in movimento che celebra la sua liturgia nelle trasmissioni e nel foglio che da qualche anno pubblica, Affiches. E' pura avant-garde contemporanea, culturale, sociale e politica sempre al passo dei tempi. Pazzi visionari e creativi, sensibili artisti aperti alle sfide del tempo. Quest'anno ricorrrono i 50 anni dalla sua fondazione che saranno ricordati con una serie di eventi ed una mostra che ripercorre attraverso foto ed altro la storia di tantissimi ragazzi che hanno partecipato a questa esperienza, la storia di questi ragazzi è la storia di Rionero a cui hanno dato lustro e che bisogna raccontare per non dimenticare. Va dato merito e riconoscenza a quanti hanno creduto e portato avanti questo progetto che nel corso degli anni si è rivelato essere un continuo atto d'amore verso la propria terra. 

Pubblicato su Affiches, gugno 2025